Galaxy Quest – Winter

0

35239333

Titolo: Winter
Autore: Marissa Meyer
Data di pubblicazione: Novembre 2015
Pagine: 660 pp
Editore: Mondadori
Trama: La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto, è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Levana, la sua matrigna. Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d’infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l’occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all’aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine? In questo ultimo volume delle “Cronache lunari”, Marissa Meyer costruisce un finale mozzafiato che di certo non deluderà i tanti fan della serie.

fantascienza

Siamo infine giunti alla conclusione di questa saga. Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno fatto compagnia fino a qui, il maggiordomo Ambrogio, Jarvis per l’assistenza tecnica, Maugrim per la preparazione biscotti…

Tornando seri. Ho finito Winter, l’ultimo volume della saga delle Cronache Lunari. Dopo Cinder, Scarlet e Cress, siamo finalmente giunti alla conclusione delle vicende e al (forse) E vissero felici e contenti di ogni fiaba che si rispetti.
Ma procediamo con ordine.

Avevamo lasciato i nostri eroi a progettare un assalto alla Luna, dove sperano di scatenare una rivoluzione che metterà per sempre fine al regno della regina Levana.
Da cui si evince subito che l’ambientazione di questa finale di saga sarà il nostro satellite, bianco, misterioso e freddo come la neve. Va detto, è appurato che Madame Meyer con le descrizioni non ci sa molto fare, almeno secondo il mio punto di vista: c’era giusto un po’ di atmosfera, ma per il resto non mi sentivo molto “coinvolta” dal paesaggio, anche se nel corso dei libri è andata un po’ migliorando.
La fiaba di questo episodio è, abbastanza chiaramente, Biancaneve, aka Winter, figliastra di Levana e principessa della Luna, fanciulla buona, gentile e completamente matta: è infatti vittima della pazzia lunare, che colpisce tutti i Lunari che non usano il proprio Dono. Questa parte del suo carattere la rende un personaggio bizzarro, che non manca di coraggio e di un pizzico di furbizia. E’ quasi una Mary Sue, ma è difficile odiarla, per come la vedo io.
Devo dire che, in questo libro, il rapporto azione-sviluppo personaggi pende molto verso la prima: ci sono molti avvenimenti, anche cruenti, in un’atmosfera che ricorda un po’ il terzo volume di Hunger Games, che trascinano il lettore e tengono con il fiato sospeso praticamente fino all’ultimo. D’altro canto, l’introspezione psicologica è lasciata, per così dire, un po’ allo stato brado: non ho notato uno sviluppo ben delineato, a differenza degli altri libri.
Il finale è più o meno come me lo aspettavo, magari un po’ meno cruento (sò sanguinaria, che ci volete fà), ma pienamente soddisfacente: mi è piaciuto in particolare come Cinder si ritrova a gestire il post-rivoluzione, senza che il suo personaggio ne venisse snaturato.
Non ho notato grandi cambiamenti di stile: è rimasto pulito, scorrevole, con quei momenti di poesia che non sono affatto fuori luogo.

Per concludere questa recensione stiracchiata (ho caldo…non ce la posso fare) penso che si tratti comunque di un buon libro, degno finale di una buona saga, che consiglio nella sua interezza.

Voto: 4/5

 

Annunci

Avventure nei sette mari – L’isola dei pirati

0

9511048

Titolo: L’isola dei pirati
Autore: Michael Crichton
Data di pubblicazione: Gennaio 2009
Pagine: 332
Editore: Garzanti
Trama: 1665. La Giamaica, remoto avamposto della corona britannica nei cuore dei Caraibi, è circondata dalle potenti colonie spagnole. I vicoli della sua capitale, Port Royal, sono popolati di avventurieri, tagliagole e donne di malaffare, in cerca di fortuna tra le taverne e il molo. Nella calura tropicale è difficile sopravvivere e troppo facile morire, tra malattie, vendette e regolamenti di conti.
L’oro che gli spagnoli mandano dal Nuovo al Vecchio Mondo è una tentazione irresistibile, soprattutto per lo spregiudicato capitano Charles Hunter. Del resto, la legge inglese protegge i corsari che riescono a farla franca…
La voce che gira è sempre più insistente: nel porto di un’isola vicina, Matanceros, è ancorato il galeone El Trinidad, che deve portare il suo tesoro verso la Spagna. La rada è protetta da un forte inespugnabile, sotto la stretta sorveglianza del sadico capitano Gazalla. L’oceano è pattugliato dalla flotta spagnola, la giungla di Matanceros è impervia e fittissima, la fanteria e l’artiglieria spagnole sono all’erta. Ma non basta per fermare l’ambizioso Hunter, che sceglie a uno a uno i membri del suo equipaggio e architetta un piano diabolico.
L’isola dei pirati è stato ritrovato nel computer di Michael Crichton dopo la sua prematura scomparsa. Uno degli scrittori più amati di tutti i tempi ci ha lasciato un’avventura mirabolante, ambientata in un’epoca feroce e imprevedibile. Azione e atmosfera, tradimenti, vascelli e tesori fanno dell’Isola dei pirati un vero godimento per il lettore: pura suspense con tantissimi colpi di scena, il capolavoro di un maestro.

ALTRENAVI

Ohhh! Pirati! Tagliagole! Avventure! Mari in tempesta!

pirate flag gif | Tumblr

Questi sono i pensieri che mi hanno attraversato la mente quando ho visto questo libro in biblioteca. Potevo mica lasciarlo lì? Certo che no.
Peccato, però, che questa scelta non sia stata esattamente delle più sagge.

Tanto per cominciare, questo libro non parla di pirati, ma di corsari. Sì, signori miei, c’è differenza, perchè i corsari hanno la copertura assicurativa legale del loro paese, i pirati no. Quindi già il mio entusiasmo si è incrinato leggermente.
Poi, vedo l’autore, e comincio a pensare di essere piombata nell’Alba dei morti viventi: no ma dico, ma Crichton non era morto? Mi hanno mentito per tutto questo tempo?

fosters #home #friends #drink #imaginary #cheese #cute #chocolate
Leggo la quarta di copertina e vedo che no, Crichton è sempre morto e questa è un’opera postuma, rinvenuta, dice la quarta, nei meandri del suo computer come il puntale di un’anfora in un sito preistorico.
Sappiate che leggendo questo sono andata a vedere nei meandri del mio, di computer, e da brava aspirante scrittrice ci ho trovato, nell’ordine: fanfiction incompiute vecchie di secoli, bozze di roba mai scritta, parti orrendi con protagoniste con Mary Sue stampato in fronte, robe scritte malissimo, e, qua e là, storie che promettevano bene ma per cui ho perso l’entusiasmo.
Capite che questo non mi ha rassicurato.

Presa da questi funesti presagi, mi sono comunque dedicata alla lettura del volume che, non di meno, presentava la possibilità di un po’ di relax poco impegnativo.
La trama è semplice al limite del banale: un capitano inglese, Charles Hunter, decide di attaccare e saccheggiare la fortezza dispersa nei Caraibi di Matanceros, dove è messa alla fonda, come una giovenca in attesa del macello, la Nave del Tesoro spagnola. Raduna un equipaggio, si fa dare i permessi (come vi ho detto, corsaro, non pirata), e salpa all’avventura. Seguiranno, in ordine sparso: tempeste, battaglie navali, tradimenti, cannibali, kraken (giuro), scalate su montagne impervie, tesori incredibili, incontri amorosi che durano un paio di righe, incantesimi (giuro, anche qui), prigionie, torture inimmaginabili e in generale, un sacco di morti ammazzati.
Bene o male, la trama di qualsiasi storia di pirati dall’Isola del Tesoro in poi.

Ora.
Io non ho mai letto niente di Michael Crichton. So che ha scritto Jurassic Park, che è uno dei film che hanno segnato di più la mia infanzia, ma non avevo mai letto niente. Probabilmente leggerò qualcos’altro di lui, prima di dire Quest’uomo scrive da cani che è stata più o meno la mia prima reazione dopo aver posato questa superba prova di letteratura (la leggete l’ironia, sì?).

Il punto è che non è neanche lontanamente paragonabile alla fama che gira attorno a quest’uomo: è banale, piatto, i personaggi sono delle macchiette, gli incredibili colpi di scena sono quantomeno inverosimili (passi il primo contrattempo, il secondo è sfiga, il terzo sei stronzo, il quarto non sei capace).
E’ leggibile? Sì, per carità, non dico di no, è molto leggero e superficiale, va bene per una lettura da spiaggia, tanto per restare in tema. Ma ho letto libri scritti meglio, molto più originali e con personaggi meglio rappresentati.
Per non parlare della misoginia dilagante che sembra un tratto distintivo di qualsiasi pene-dotato che si metta a scrivere un libro: i personaggi femminili sono riassumibili in una prostituta, una moglie fedifraga, una nobildonna scema e una lesbica. Indovinate quale si salva?
L’ambientazione sembra piuttosto accurata, e le descrizioni sono abbastanza carine: bene o male sono le uniche cose che si salvano. Bellini anche gli stratagemmi di Hunter, anche se un po’ forzati.

Quindi, per farvela breve che si sta facendo notte, se volete perdere un po’ di tempo così, alla leggera, con un libro preso rigorosamente in biblioteca (va beh, compratelo se proprio ci tenete) allora leggetelo pure. Se invece preferite i grandi capolavori, leggetevi Stevenson.

 

Voto: 3/5

Fantàsia – Gabbia del re

9

34888542

Titolo: Gabbia del re
Autore: Victoria Aveyard
Data di pubblicazione: Febbraio 2017
Pagine: 480
Editore: Mondadori
Trama: Ora che la scintilla della ragazza che controlla i fulmini si è spenta, chi illuminerà la strada verso la ribellione? Privata del suo potere e perseguitata dai tremendi errori commessi, Mare Barrow si ritrova prigioniera e in balia di Maven Calore, di cui un tempo era innamorata e che altro non ha fatto se non mentirle e tradirla. Diventato re, il ragazzo continua a tessere la tela ordita dalla madre morta per mantenere il controllo sul suo regno e sulla sua prigioniera. Mentre, a Palazzo, Mare cerca di resistere all’effetto della pietra silente, il suo improvvisato esercito di novisangue e rossi continua imperterrito a organizzarsi, a esercitarsi e a espandersi. Impaziente di uscire dall’ombra, infatti, si sta preparando a combattere. Dal canto suo, Cal, il principe esiliato che reclama il cuore di Mare, è pronto a tutto pur di riaverla con sé. In questo terzo e straordinario capitolo della serie “Regina rossa”, le alleanze di un tempo sono messe in discussione e – Mare lo sa bene – quando il sangue si rivolta contro il sangue potrebbe non rimanere nessuno a spegnere il fuoco che minaccia di distruggere completamente Norda.

 

Mmm. Qua non ci siamo proprio.
Presentazione veloce: La Gabbia del Re, terzo della saga di Regina Rossa, di cui abbiamo già parlato (qui il primo, qui il secondo).
Ovviamente, una volta ripresami dalla saga del possente Darrow il Marziano, mi sono rivolta a questo libro che attendeva sul mobile da un po’ (tra l’altro, privandolo a una catalogatrice ansiosa).

Ora. Sarà che Darrow il Magnifico praticamente non ha paragoni o quasi. Sarà che in questo periodo c’ho altro per la testa e sono un po’ scorbutica. Sarà che le stelle non erano in posizione…ma a me questo volume lascia molto, molto, molto perplessa.

Previous gif Next gif

Ma andiamo con ordine.
Mare è stata presa prigioniera da Maven (oh, ma un po’ di fantasia coi nomi no?) e deve passare mesi e mesi con i suoi sbalzi d’umore. Nel frattempo, tra le fila della Guardia Scarlatta non si sta a guardare, ma si procede con il piano di uccidere il Re e rimettere il mondo nelle mani dei Rossi. A un certo punto Mare si libera della sua prigionia, c’è una mega battaglia finale con tanto di assedio, i vincitori si riuniscono e Mare piange. I perchè e i percome ve li lascio a voi.

Ora, per chi ha già letto le recensioni dei due volumi precedenti, sa che io ero partita con un grande entusiasmo per questa serie, che ha cominciato a calare nel secondo volume. Qui, la discesa continua.
Non vi so dire con precisione se mi è piaciuto o no: amavo i momenti tra Mare e Maven, il rapporto malatissimo che li lega (non provateci a casa), perchè sì, senti la tensione sessuale irrisolta e l’enorme carico di amore/odio che lega quei due. Erano i momenti che mi tenevano più sulle spine. Il resto, però, è tutta un’altra storia.

Tanto per cominciare, odio Mare Barrow. All’inizio mi piaceva, poi ho cominciato a sopportarla, in questo volume volevo immergermi nel libro per ammazzarla personalmente. Perchè è una piattola, ok? E’ insopportabile e piagnona come una drama queen, e si comporta così per tutto il libro. Io capisco tutto, la situazione difficile e tutto, ma davvero non provavo empatia per lei. Ma proprio zero.

Poi, Victorina bella ha cominciato a inserire nuovi punti di vista nei capitoli: uno di una novisangue, per seguire le vicende della Guardia Scarlatta durante la prigionia di Mare, e uno di un’argentea. Perchè? Non ne ho idea, visto e considerato che ne facevamo volentieri a meno. Sono puramente filler, e per di più controproducenti, perchè mostrano benissimo che la nostra bella fanciulla dalla guance di pesca non sa approfondire i personaggi: Mare, Cameron e Evangeline, le tre personaggie che ci forniscono il loro punto di vista, sono tutte uguali. Identiche, giuro che non ho colto differenze. In generale, direi che tutti i personaggi hanno uno sviluppo pari al nulla assoluto o quasi.

E Cal. Benedetto Cal. Si è rivelato essere un idiota senza spina dorsale. Doveva essere il figo di turno, e invece è un lumacone.

sad #disappointed #disappointment #dammit #let down #i cant even # ...

Ma soprattutto, ho trovato questo libro sostanzialmente inutile. Messo un po’ ad allungare il brodo. La trama, senza tutti quei benedetti filler in mezzo, poteva essere riassunta in un libro lungo la metà. O un quarto. Ve l’ho riassunta prima in quattro righe scarse.

Anche lo stile…sembra sempre più melodrammatico. Sempre più pesante. Io non so, davvero, non so.
E la cosa che più mi fa rabbia è che era partita bene: l’idea di base, l’ambientazione, erano belle. Il primo volume era fatto anche bene. E invece no.

Per concludere…a sto punto non so se vi conviene prendere in mano la saga. Non so se nel prossimo e (si spera) ultimo volume la storia si risolleverà e avremo una conclusione coi fuochi d’artificio. Ora come ora, vi consiglio di aspettare a fiondarvi in libreria per questi volumi, potrebbero non valerne la pena.

 

Voto: 2/5

Galaxy Quest – Golden Son. Il segreto di Darrow

1

33411467

Titolo: Golden Son
Autore: Pierce Brown
Data di pubblicazione: Febbraio 2017
Pagine: 456 pp
Editore: Mondadori
Trama: Come la sua gente, i Rossi, Darrow è stato un minatore costretto a scavare nelle profondità del pianeta Marte a temperature intollerabili. Per dare una nuova terra alle future generazioni, credeva lui. Ma la Società che serviva l’ha tradito, nella maniera più crudele. Gli ha portato via la sua innamorata, Eo, e si è rivelata per quello che è, una casta di privilegiati che vivono di bugie e sopraffazioni. La decisione più difficile e pericolosa è ora alla sua portata: infiltrarsi tra gli Oro e diventare uno di loro, per riscattare il sacrificio di Eo e dei suoi, per portare il proprio popolo alla liberazione. “Golden Son” è il secondo volume della saga.

fantascienza

!!fybbcr!uybcbiubiuWHATTHEFUCK.

May It Never Change, allthehomo: brodinsons: Guys. Seriously,...

Oh mio Dio. Oh cielo. Cosa diavolo…cosa diavolo è appena successo?

what is happening inside

Voi dovete capirmi. Io ho finito di leggere questo libro ieri sera e ancora sto cercando di capire cosa diavolo è successo. Cioè, cosa diav…implodo. Punto.

... .com/wp-content/uploads/2013/03/MY-WHOLE-BRAIN-IS-CRYING.gif
Parto dall’inizio, che è meglio.
Per chi non lo sapesse, Golden Son è il secondo volume della saga iniziata con Red Rising, che narra la storia di una società fantascientifica divisa in caste (ogni casta ha un colore). Il protagonista è Darrow, un giovane Rosso, la feccia della Società, che per una serie di circostanze porta avanti un progetto di ribellione.

Ok, da qui in avanti la recensione è SPOILER per chi non ha letto il primo volume.

... matt smith the doctor spoilers fear spoiler alert fears animated GIF

Voi mi conoscete, io odio fare spoiler nelle recensioni, ma in questo caso è necessario, altrimenti non capireste davvero un tubo. Cercherò di limitarmi il più possibile.

Tornando a noi. Nel primo libro abbiamo visto Darrow trasformarsi in un Oro, vincere la competizione dell’Istituto ed entrare (letteralmente direi) nella tana del leone, diventando lanciere di Augustus, ArciGovernatore di Marte e responsabile della morte di Eo. E fin qua ok.
I problemi cominciano, però, praticamente subito: senza stare a entrare nei dettagli, Darrow subisce sconfitte inaspettate, voltafaccia, guerre civili, incredibili rivelazioni e riunioni commoventi. Il tutto condito da astuti piani e momenti di miticità.

La trama è incalzante, complessa e sorprendente: ogni due pagine c’è un colpo di scena, ma di quelli belli, non di quelli completamente senza senso alla Beautiful, per intenderci. Il ritmo è serrato, eppure c’è comunque spazio per le riflessioni di Darrow, per i suoi “flussi di coscienza”, che creano una sempre maggiore empatia con il personaggio.

Come nel primo volume, lo stile è complesso e accurato, c’è un registro piuttosto alto che garantisce epicità a tutta la saga, pur senza evitare espressioni più basse e colloquiali, quando non volgari.
I personaggi sono resi molto meglio rispetto al volume precedente, mi sembrano più approfonditi e vividi. L’ambientazione si allarga all’intero Sistema Solare, così come la ribellione si trasforma (o meglio, parte con) una vera e propria guerra civile che coinvolge l’intera Società.
Darrow si rivela, sempre di più, un protagonista estremamente machiavellico, con un asso nella manica per ogni occasione, ma nonostante ciò anche lui è preso dalla piega degli eventi, che manda all’aria molti dei suoi piani.

Questa potrebbe essere la recensione più corta della storia, ma non ho nulla di più da dirvi se non: leggete questo libro. Si mostra decisamente a livello del precedente, quindi non potete non andare avanti.

Voto: 5/5

Book tag – Libri e dintorni dalla A alla Z

2
E niente, io c’ho una passione per i tag e per l’alfabeto, potevo mai saltare questo? L’ho visto su diversi blog, non mi chiedete esattamente quali perchè non mi ricordo minimamente, chiedo venia per questo.
Ciancio alle bande, andiamo subito con il piatto forte:
book-tag
A – Autore con la A maiuscola (quello di cui hai letto più libri).
Marion Zimmer Bradley. Ne ho letti undici suoi (undici!), più una raccolta di racconti curata da lei. Per me lei è l’Autrice fantasy per eccellenza, ancora più delle Hobb, che rimane sempre sul mio podio personale.
B – Bevo responsabilmente, mentre leggo:
The. The ovunque. Tisane, al massimo, e infusi. In estate the freddo.
Risultati immagini per tea gif
C – Confesso di aver letto:
Twilight. Ebbene sì, l’ho letto. Di più. ho letto anche il secondo! Che ci volete fare, ho avuto sedici anni anch’io.
D – Devo smettere di:
 Comprare libri che poi non leggo. O tirarli su dai book-crossing come una mendicante che cerca cibo nei cassonetti. O prendere dieci libri a botta in biblioteca per poi rimandarli indietro senza averli neanche aperti. Sono un caso umano.
E – E-reader o cartaceo:
Per il momento cartaceo. Però l’e-reader ha i suoi vantaggi: meno libri in giro per la casa, meno carta e quindi meno alberi tagliati…sto seriamente pensando di prendermene uno.
F – Fangirl impenitente di:
 Harry Potter. Sempre, comunque, vita natural durante. Slytherin and proud.
Risultati immagini per slytherin gif
G – Genere preferito e che di solito non leggi:
Il preferito è il fantasy, e devo averlo già detto qua e là. Quello che di solito non leggo è la commedia (romantica o no, non fa differenza): non è che ci sputo sopra se me la consigliano, però mi sono resa conto che è un genere che non vado neanche a cercare, il che è strano, considerato quanto mi piaccia ridere.
H – Ho atteso a lungo per:
 The 100 in italiano. E sono stata dolorosamente tradita: la ferita ancora brucia.
Risultati immagini per betrayed gif
I – In lettura al momento:
Gli Elfi di Bernhard Hennen e L’Amuleto d’Ambra della Gabaldòn (da pronunciarsi alla veneta). Il primo, un high fantasy vecchio stile, il secondo uno storico romantico con viaggi nel tempo (che, devo essere sincera, ho abbandonato lì da un po’).
L – Luogo preferito per leggere:
Divani e letti. Il mio lettino è il posto perfetto, specie con le lucine accese e i gatti che se la dormono beati addosso a me.
M – Miglior prequel di sempre:
Oddio, non è che legga molti prequel e spin-off, faccio fatica a stare dietro alle saghe. Toh, Le Querce di Albion? Il prequel di Le Nebbie di Avalon. L’unico che mi viene in mente, a dirla tutta.
N – Non vorrei mai leggere:
After e tutta la serie. Per non parlare di tutti quei libri scritti da sedicenni in calore che non hanno mai neanche visto un pene, figuriamoci scrivere una storia d’amore: spero di non trovarmene mai uno davanti.
O – Once more (un libro che hai riletto tante volte, ma rileggeresti ancora):
Invece di dire i soliti, stavolta dico Eragon: non mi chiedete il motivo, ma ogni tanto riprendo in mano la saga e me la rileggo con piacere.
P – Perla nascosta (un libro che non ti aspettavi fosse così bello):
Hyperversum: la prima volta che ho cercato di leggerlo l’ho mollato alle prime 50 pagine. Poi l’ho ripreso tempo dopo e ho divorato tutta la serie.
Q – Questioni irrisolte (un libro che non sei riuscita a finire):
Tortuga di Valerio Evangelisti: l’ho abbandonato che mi mancavano 50 pagine. Ce l’ho ancora lì, che mi guarda e mi chiede Quand’è che mi rileggi da capo e finisci la serie? Suuuu, ci sono i pirati…
Risultati immagini per pirates gif
R -Rimpianti letterari (serie interrotte o libri perduti che non potrete finire di leggere):
Mmm. Non mi sovviene niente in particolare: non perdo libri (grazie agli Dei) e sono talmente indietro con le mie serie che se sono interrotte ancora non lo so.
S – Serie iniziate e mai finite:
La Ruota del Tempo, Hyperversum, Le Cronache dei Vampiri, I mercanti di Borgomago, Warrior Cats, la saga di Darkover, Shannara, Temeraire…fermatemi o vado avanti!
T – Tre dei tuoi antagonisti preferiti:
 Draco Malfoy, Murtagh (da Eragon) e Loki (Marvel). Che poi, direi che sono tutti e tre in situazioni piuttosto ambigue, più che degli antagonisti veri e propri, ma oh, pace.
Risultati immagini per loki gif
U – Un appuntamento con (personaggio di fantasia):
 Sherlock Holmes, a parlare di logica e casi di omicidio.
V – Vorrei non aver letto:
 The 100. Siam sempre lì, non mi riprenderò mai.
Z – Zanna avvelenata (quel finale che proprio non hai mandato giù):
 A parte il series finale di Fringe (che ancora ce l’ho qui), libricamente parlando non ho concepito il finale di Inheritance (l’ultimo di Eragon): cioè, ma cosa mi vorrebbe significare? Mah.
Risultati immagini per fringe crying gif
E con questo vi saluto! Buona giornata e buon tutto!

Letteratura con classe – La scuola degli ingredienti segreti

0

Risultati immagini per la scuola degli ingredienti segreti

Titolo: La scuola degli ingredienti segreti
Autore: Erica Bauermeister
Data di pubblicazione: Maggio 2009
Pagine: 216
Editore: Garzanti
Trama: È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa è la ricetta giusta per lei. Potrà trovarla solo se accetterà di mettersi alla prova, almeno una volta.

libro_fiore

Mi sono ritrovata a leggere questo libro dopo un lungo periodo di blocco del lettore. La tesi, il fidanzato, le mille idee che mi ronzano nella testa non lasciavano spazio per molto altro. Ma la lettura è una specie di peccato capitale a cui non posso rinunciare facilmente. Così, una sera, girovagando tra gli scaffali della mia libreria appena riordinata (tutta pulita e profumata <3), alla ricerca di qualcosa di leggero, fresco e con una punta di magia, mi è caduto lo sguardo su un libretto che avevo prelevato l’anno scorso sul tavolo del book crossing nella biblioteca dove lavoravo: “La scuola degli ingredienti segreti“.

La storia è, in realtà, una specie di raccolta di racconti, racchiusi nella cornice del corso di cucina di Lillian. Iniziando proprio da lei, uno dopo l’altro si scoprono le storie e le vicende dei suoi alunni, lezione dopo lezione, e ovviamente cibo dopo cibo. Oserei dire che il vero, sublime protagonista del libro è proprio il senso del gusto: descrizioni di sapori, odori, sensazioni che ti lasciano con l’acquolina in bocca. Voi sapete già che io ho un debole per le storie che parlano di cibo, ma qui siamo oltre: qui è il cibo che racconta la storia.
In questo senso, parlare di trama è un po’ fuorviante: la trama in sè è banale, un gruppo di persone qualsiasi che fanno un corso di cucina. Meglio, a questo punto, parlare direttamente dei personaggi.
Si tratta, in tutti i casi, di persone ordinarie: c’è la mamma indaffarata, la coppia anziana, la ragazza insicura, l’ingegnere informatico, l’emigrata italiana (ebbene sì!), il vedovo rattristato…i loro racconti, le loro vicende, girano intorno al piccolo ruolo che gli è stato preparato, quindi non è che spicchino per la loro originalità o profondità. Tuttavia, in loro c’è qualcosa di umano, una scintilla di vita che permette al lettore di identificarcisi facilmente e di parteggiare per loro nei loro piccoli drammi, che spaziano dall’amore, alla morte, alla famiglia, alla sicurezza in se stessi.
Lo stile, è, sicuramente, il pezzo da novanta: abbondante, voluttuoso, sensuale, rende perfettamente l’idea che l’autrice ha del cibo, un rituale fatto di sensazioni e voluttà, capace di trasformare i sentimenti del più indurito degli uomini.
Non ho molto altro da dire, in realtà: trovo che sia un libro che, più che letto, vada gustato. E’ piccolo, leggero e piacevole. E vi farà venire voglia di mettervi ai fornelli.
Piccola curiosità finale: l’idea per questa storia è venuta all’autrice durante un soggiorno di due anni in quel di Bergamo. E, diciamocelo, dove, se non in Italia, poteva nascere un romanzo sul cibo così ben scritto?

Voto: 4/5

Fantàsia – Rebel. Il deserto in fiamme

2

26834719

Titolo: Rebel – Il deserto in fiamme
Autore: Alwyn Hamilton
Data di pubblicazione: Ottobre 2015
Pagine: 270 pp
Editore: Giunti
Trama: Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.
Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano di Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell’acqua… Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

Ivory-Tower-the-neverending-story-690136_1024_640

Tanto per cominciare, vi dico che sto scrivendo dal passato.

Risultati immagini per time travel gif

Questo libro l’ho letto per il GdL degli Sniffa-Inchiostro, ma ho bruciato le tappe (mea culpa ç_ç) e l’ho finito prima del 30 (che dovrebbe essere oggi. O ieri. C’è un problema di Tardis, qui). Indi per cui, ho scritto la recensione e l’ho messa in stand-by fino a oggi (che non so più che giorno è).

Detto ciò, passiamo al libro.

Amani è una ragazza del deserto. Sabbia, afa e omaccioni misogini le fanno un baffo. Spara come un cow-boy professionista, non saprebbe stare zitta neanche se ne andasse della sua vita e picchia malvagissimo. E’ praticamente la mia donna ideale.

Risultati immagini per marry me gif

La nostra donna del deserto non ne può più di questa vita grama. Vuole fuggire, andarsene dal suo misero villaggetto ai confini del Niente più totale, verso la capitale del Sultanato, la zia ricca e una nuova vita. Nel tentativo di fuga incontra Jin, un misterioso aitante straniero. Ed è subito amore associazione a delinquere.
Jin, però, è legato a doppio filo alla ribellione del Principe Ahmed, figlio del Sultano, e trascina Amani in una avventura fatta di inseguimenti, magie, esseri straordinari e soprattutto tanta sabbia.
Per essere un romanzo d’esordio, Rebel è straordinariamente ben fatto. Ha le classiche dinamiche romantiche degli Young Adult: lei è forte e coraggiosa, lui è misterioso (lui è sempre misterioso, fateci caso), insieme fanno scintille e scorrono brividi nelle parti basse (e non di freddo, siori e siore!).

Risultati immagini per too hot gif

Se per quanto riguarda i personaggi non siamo di fronte alle figure più originali di sempre, per quanto fatti bene, è l’ambientazione a farla da padrona: il deserto di Miraji è un luogo ostile, con creature pericolose e individui ancora più pericolosi, ma nasconde luoghi di una bellezza rara. Tutto il mondo sembra studiato con cura, e anche se tutta la vicenda si svolge nel Miraji vengono nominati altri luoghi, lontani ed esotici, ricordati nell’accento di qualcuno, evocati nei ricordi di Jin, nel passaggio di stranieri e mercenari in una terra già difficile in cui vivere.
La trama è piena di azione: dinamiche romantiche a parte, si susseguono avvenimenti, fughe rocambolesche, combattimenti audaci e rivelazioni inattese, il tutto praticamente senza un attimo di respiro. E’ un libro breve, ma talmente ricco che ti gira ancora in testa dopo giorni.
Anche lo stile aiuta: è semplice, diretto, scorrevole e piacevole, senza troppi giri di parole. Di quelli che piacciono a me.
Che altro dire? Mi è piaciuto moltissimo e non vedo l’ora di leggere il seguito. Andate e leggetelo!

Voto: 4/5