Adolescenti impazziti – Oh, boy!

 

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Titolo: Oh, boy!
Autore: Marie-Aude Murail
Data di pubblicazione: 2000
Pagine: 187
Editore: Giunti
Quarta di copertina: Morlevent sono tre: un maschio e due femmine. Orfani da poche ore. Hanno giurato di non separarsi mai. Siméon Morlevent, 14 anni. Smilzo per non dire emaciato. Occhi marroni. Segni particolari: superdotato intellettualmente, si accinge a preparare la maturità. Morgane Morlevent, 8 anni. Occhi marroni. Orecchie a sventola. Prima della classe e molto attaccata al fratello. Segni particolari: gli adulti si dimenticano sempre di lei. Sempre. Venise Morlevent, 5 anni. Occhi blu, capelli biondi, uno zuccherino. La bambina che tutti sognano. Segni particolari: fa vivere delle torride storie d’amore alle sue Barbie. I tre Morlevent non hanno nessuna intenzione di affidare il loro futuro alla prima assistente sociale che passa. Il loro obiettivo è lasciare l’orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli. Per delle ottime ragioni. Per delle tremende ragioni. Una delle due non brilla per simpatia, l’altro è irresponsabile e… ah, in più si detestano.

Questo libro mi è stato consigliato dalla mia capa: parlavamo di omosessualità e dintorni e lei è partita in missione nei meandri della biblioteca per poi tornare con il libro e un invito perentorio: “Leggilo”. E così l’ho letto.

Dirò, l’ho trovato veramente molto piacevole. La signora Murail ha uno stile ironico, scorrevole e arguto. Non cerca di farti ridere a tutti i costi ma più di una volta ti strappa un sorriso e una risata a sbuffo. La storia dei giovani orfani Morlevent, con una madre morta suicida, e un padre scomparso, è raccontata con perizia e semplicità. I tre si ritrovano a dover cercare come tutori ( e figure di riferimento) i due fratellastri che il loro padre ha avuto da un matrimonio precedente. Una, Josiane, è un’oftalmologa dei quartieri alti, tutta compresa nel suo ruolo di donna in carriera e persona per bene, l’altro, Bart, è un giovane omosessuale completamente matto.
Il finale è credibile, forse non quello che si vorrebbe, ma tutto sommato il migliore possibile nelle circostanze.

I personaggi sono molto ben tratteggiati, anche per un libro così corto (l’ho letto in una serata): non solo i tre orfani, ma anche i tanti personaggi secondari che gravitano attorno alla vicenda, Amanda, la giudice tutelare, la psicoterapeuta, il dottor Moivisin. Insomma, nessuno di loro è particolarmente approfondito, ma ognuno è perfettamente chiaro e presente. Oserei dire quasi vivo.

Insomma, è una lettura arguta e veloce, e per questo periodo di vacanze lo consiglio vivamente come lettura sotto l’ombrellone.

Voto: 4/5