Giallo come zia Agatha – Le Lacrime della Giraffa

Titolo: Le lacrime della giraffa
Autore: Alexander McCall Smith
Prezzo: 8,60 euro
Data di pubblicazione: 2004
Pagine: 235 pp
Editore: Tea edizioni
Trama: A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della Ladies Detective Agency, la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell’Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica, la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po’ di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni.

Settembre è arrivato (e se ne sta pure andando). La Bibliotecaria ha finito i suoi giri per le Cicladi, conditi di quad e siti archeologici rubati, e ritorna finalmente al lavoro. Che nello specifico significa immergersi nei libri e lasciarvi recensioni. Oggi tocca a un giallo africano, una cosina curiosa.

Allora, ho preso questo libro in biblio, incuriosita dalla copertina e dal fatto che fosse ambientato in Botswana (in Botswana? Neanche sapevo che esisteva tra un po’). L’autore è un simpatico omino dal nome inglese, ma leggo dalla biografia che è nato e cresciuto in Africa, quindi presumo che sappia di cosa sta parlando.

La storia è un giallo classico, con un paio di casi molto molto semplici nella loro risoluzione. Niente sparatorie, niente morti ammazzati, niente inseguimenti. A mala pena c’è la classica ricerca degli indizi alla Sherlock o alla Miss Marple, in quanto i casi presentati sono molto semplici nella loro risoluzione. Quindi non è un libro che mi sento di consigliare a chi ama Agatha Christie.

Però. C’è un però: il personaggio di Precious Ramotswe non è un’investigatrice ai livelli del mio amato Holmes, non ha di sicuro il suo acume, o se ce l’ha lo ostenta molto di meno. E’ però sicuramente molto più umana e gentile: è fantastico il suo modo di fare, così solenne ma anche gentile e umile, così…grasso (non penso sia il termine adatto, ma il concetto è: grassa signora nera che va in giro con un’aura di grande dignità e generosità. Non saprei come altro spiegarlo). Anche gli altri personaggi colpiscono per la loro umanità e gentilezza (o semplicemente umanità, in alcuni casi) e rendono il Botswana un po’ il paese ideale.
Lo stile è leggero, piacevole, a tratti va in giro quasi a spirale, ma ritorna sempre al suo posto, come il vento africano (similitudini che si sprecano.)

Insomma. Si tratta di un libro sicuramente molto piacevole, anche se non particolarmente eccezionale: io lo consiglio anche solo per le atmosfere e i personaggi amabilissimi.

Voto: 3/5

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