Teaser Tuesday #2

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Rieccoci con il  Teaser Tuesday, la rubrica creata dal blog Should be Reading che consiste nel condividere uno spezzone del libro che si sta leggendo. Stavolta tocca a una raccolta di racconti a tema horror di Edith Warton, una scrittrice che mi sta piacendo sempre di più. Il brano in questione viene dal secondo racconto della raccolta, intitolato Gli occhi. Dopo una serata tra amici, un uomo racconta di quella volta che, preso da un impulso caritatevole, si fidanza con una cugina giovane e ingenua, e di come, quella stessa notte, avesse ricevuto una visita inaspettata…
Enjoy the teaser!
Regole del teaser tuesdays:
  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina
  • Ocio agli spoiler!
  • Riporta anche il titolo e l’autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall’estratto.

Storie di fantasmi – Edith Warton – pag. 49 – Newton Compton

“Chiusi gli occhi con questa immagine, e quando li riaprii doveva essere passato diverso tempo, perchè la stanza era diventata fredda e immobile. Venni svegliato da quella strana sensazione che conosciamo tutti…la sensazione che in camera fosse entrato qualcuno che prima non c’era. Mi alzai sul letto e scrutai nel buio. Nella stanza era buio pesto, e all’inizio non vidi nulla; lentamente, però un debole luccichio ai piedi del letto si tramutò in due occhi che mi fissavano. Non riuscivo a distinguere il resto della faccia, ma mentre li guardavo, gli occhi diventavano sempre più distinti: emettevano una luce.
La sensazione di essere osservato a quel modo era tutt’altro che piacevole, e supporrete che il mio primo impulso fu quello di balzare dal letto e scagliarmi contro la figura invisibile cui appartenevano gli occhi. Invece non fu così… il mio impulso fu quello di restare immobile dentro il letto. Non so dire se ciò fosse dovuto alla percezione immediata della natura misteriosa dell’apparizione – alla certezza che, balzando fuori dal letto, mi sarei ritrovato contro il nulla – o semplicemente all’effetto ipnotico di quegli occhi. Erano gli occhi più malvagi che avessi mai visto.”

E voi? Quali sono le vostre letture attuali?

Sacerdotesse di Avalon

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Ciak, si gira! – Crimson Peak

Vi dico solo questo: il sedere di Tom Hiddleston in tutta la sua gloria. Ora potete evitarvi la recensione.

Mi avevano detto che questo film è noioso. Mi avevano detto che questo film è orrendo. Mi avevano detto che questo film è inguardabile.
Non mi avevano detto che Tom Hiddleston vale sempre la pena, e che dieci secondi del suo sedere valgono praticamente tutto il film. Ma potevo immaginarlo.

La storia di questo film (che sottotitoleremo il giorno in cui gli Dei ci donarono una tale magnifica visione) è piuttosto comune: una giovane fanciulla, piena di belle speranze, incontra un affascinante visionario e si innamorano. I due si sposano e vanno a vivere nel decrepito maniero di lui, con un buco nel soffitto da cui escono perennemente foglie secche (manco vivessero sotto la foresta pluviale, per aver tutte ste foglie che cadono), con “argilla rossa” che scende dalle pareti come sangue, che più che altro assomiglia a marmellata di lamponi (ecco, io invece di una scavatore l’avrei reso un coltivatore di lamponi, sarebbe stato più credibile), situato nel bel mezzo del nulla, inquietante e infestato di fantasmi. Con la di lui sorella, anche lei inquietante e infestata dai fantasmi.

Potranno mai vivere per sempre felici e contenti? Ma quando mai: la ragazza, che sembra essere uscita dal Sesto Senso, vede i fantasmi, che invece di sembrare persone normali (come tutti i fantasmi per bene) assomigliano a zombie incattiviti immersi nella marmellata di lamponi. E i fantasmi le dicono di andarsene via da lì, subito subito. Addirittura la madre (morta) la mette in guardia da un posto chiamato Crimson Peak. E come si chiama la casa dove vive la di lui famiglia da generazioni?

Esatto. Allerdale Hall.

Ma viene definita Crimson Peak perchè quando nevica la terra, rossa per i lamponi l’argilla, rende la neve rosso cremisi con un effetto molto molto inquietante. Ovviamente lei lo scopre quando ormai è lì da una settimana e sta facendo le uova al tegamino. Che culo.

Indagando indagando, la ragazza si rende conto che i due fratelli nascondono parecchie cose, tra cui: 1) una terribile genitrice, 2) i numerosi matrimoni di lui con donne misteriosamente scomparse, 3) la ricetta segreta per la torta ai lamponi più buona del mondo. E per tenere questi segreti sono disposti a tutto, anche a terribili misfatti! Perchè nessuno deve mangiare la torta di lamponi più buona del mondo a parte loro. Che malvagità.

La torta di lamponi più buona del mondo

Quando si rende conto del manicomio in cui si è trovata, la ragazza, molto giudiziosamente, vuole telarsela. Ma ovviamente non può, e perchè? Perchè è bloccata dal più classico dei clichè: una tormenta di neve. Eccerto. E da lì si scatena l’apocalisse.

Ora, vi dirò cosa penso sinceramente: non fa paura. Neanche un po’ (va beh, sono saltata su un paio di volte, ma è che detesto i rumori forti). Comunque i fantasmi non fanno paura, fanno solo schifo. E inquietudine. Quindi se sperate in un horror vero sciolate.

Ma nonostante ciò, il film mi è piaciuto. Non a livelli stratosferici, ma visivamente è molto bello (con tutto quel rosso che gira), anche se i vestiti della Mia Wasikowska (si scrive così? Mah) mi facevano un po’ tristezza, con tutti quegli sbuffi senza arte nè parte.

Ecco, a proposito della Mia: più la vedo recitare e più mi sembra incapace. E’ il terzo film in cui fa la protagonista, e mi è sembrata uguale in tutti e tre. Qui poi il suo personaggio era particolarmente pirla, quindi non le ha giovato.
Diverso il discorso per Tom (che già sappiamo essere un dono del cielo per tutto gli esseri androfili di questo mondo), un attore sempre più bravo e sempre più figo ogni volta che fa qualcosa, ma anche questo è risaputo. Per me è stata una piacevole sorpresa scoprire Jessica Chastain, attrice che non avevo mai visto prima e che ho potuto molto apprezzare per il suo ruolo in questo film (fa la sorella di lui. E se non lo capite dai primi cinque minuti in cui compare, ve lo dico io: è pazza. Soffre di astinenza da lamponi, povera).

Il finale personalmente me lo aspettavo: si capiva da un sacco di indizi lasciati qui e là, ma ho sperato di sbagliarmi fino all’ultimo. Invece il mio intuito ci aveva visto giusto per l’ennesima volta.

Per concludere: non è un capolavoro. Non c’è grande azione (infatti il resto della Sacra Famiglia l’ha trovato noiosissimo) ma io personalmente l’ho apprezzato molto, soprattutto per questa atmosfera un po’ immaginifica. Se vi piacciono i film di fantasmi, con atmosfere gotiche che ricordano vagamente Il Labirinto del Fauno, guardatevelo. Se no, andate a mangiarvi una fetta di torta al lampone e andate in pace.

Voto: 3/5

Brividi di terrore – Il figlio del cimitero

 

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Titolo: Il figlio del cimitero
Autore: Neil Gaiman
Data di pubblicazione: 2008
Pagine: 344 pp
Editore: Mondadori
Trama: Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni della signorina Lupescu. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. La signorina Lupescu una belva dai canini affilati. E la signora Owens è morta secoli fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Signora sul cavallo grigio sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da quattordici lunghissimi anni…

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OMMIODDIO. Questo libro è bellissimo. Punto.
Sono tentata di scrivere la recensione più corta della storia. Conterebbe solo tre parole: LEGGETE. QUESTO. LIBRO. In caps lock e con i punti.
Chi mi conosce sa che io non amo Gaiman: io lo venero. Ho il suo santino sul mio personale altare dedicato agli scrittori a cui un giorno vorrei stringere la mano (o tenere la borsa, è uguale). Ed è tipo in cima, uno, massimo due gradini sotto il Professore (sempre sia lodato). Ciononostante, non mi aspettava che questo libro mi avrebbe avviluppato così tanto. In questo momento mi sento come una che ha avuto la notte più fantastica della sua vita con un perfetto/a sconosciuto/a e si fosse appena svegliata da sola nel letto. No wait, torna qua! Dobbiamo passare al secondo round!

Questo libro è magistrale. Sì lo so, è un libro per ragazzi, quindi vi direte “Cosa ci sarà mai da sbraitare? Bello quanto vuoi, è pur sempre per ragazzi”. E INVECE NO. E’ allo stesso livello di alcuni dei migliori romanzi per adulti. Ha toccato praticamente ogni fibra del mio corpo, cosa che non mi capitava da un po’, oltretutto, e sono ancora nel vortice.
Lo stile è perfetto, non saprei in che altro modo definirlo: l’esatto numero di parole, non una di più, non una di meno, tutte quelle giuste al posto giusto. Gaiman è capace di tenere il mistero, la suspance e il terrore senza essere ridondante (cosa che vedo accadere un po’ troppo spesso) e nello stesso tempo di mostrare il sentire dei suoi personaggi in modo preciso, che ti colpisce al cuore.
I personaggi sono strepitosi: in particolare Silas, il misterioso tutore, e incredibilmente il piccolo protagonista Nobody. Silas è un vampiro (sì? No? Non è mai detto esplicitamente) ma è misterioso senza essere una macchietta, affascinante e stoico. E Bod crescendo è sull’onda per essere come lui, quindi wow. Anche gli altri personaggi sono belli, mostrati a sprazzi ma chiari e precisi. Forse i signori Owens potevano avere una parte maggiore, un po’ assenti per essere i genitori di Bod.
La struttura del romanzo è un po’ particolare: praticamente è una raccolti di racconti incentrati su Bod, ma comunque collegati tra loro a creare un vero e proprio romanzo. C’è un filo di fondo, ma si vede che non è un’opera totalmente organica. Comunque personalmente non l’ho trovato un difetto, anzi: tutto ruota intorno alla crescita di Nobody e agli strani personaggi del cimitero.
Il finale l’ho trovato commovente: giuro che stavo per mettermi a piangere. Una degna conclusione dell’intera storia.
Insomma, che state a fare ancora lì? Andate a leggerlo! Ora!

Voto: 5/5