Galaxy Quest – Winter

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Titolo: Winter
Autore: Marissa Meyer
Data di pubblicazione: Novembre 2015
Pagine: 660 pp
Editore: Mondadori
Trama: La giovane principessa Winter è molto amata dal suo popolo per la sua grazia e la sua gentilezza. E, nonostante le cicatrici che ne deturpano il volto, è considerata uno splendore dai Lunari, anche più della regina Levana, la sua matrigna. Winter, poi, disprezza la sovrana con tutta se stessa, anche perché sa che la donna non approverà mai i suoi sentimenti per il bel Jacin, amico d’infanzia nonché guardia del palazzo. Ma Winter non è la fragile creatura che Levana pensa che sia. Infatti, la ragazza ha l’occasione di privarla del suo potere. E ora, grazie all’aiuto della cyborg Cinder e delle sue alleate, le viene offerta la possibilità concreta di dare inizio a una rivoluzione che rovesci la sovrana e ponga fine così alla guerra che infuria ormai da tanti, troppi anni. Riusciranno Cinder, Scarlet, Cress e Winter a sconfiggere Levana e a trovare ognuna il proprio lieto fine? In questo ultimo volume delle “Cronache lunari”, Marissa Meyer costruisce un finale mozzafiato che di certo non deluderà i tanti fan della serie.

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Siamo infine giunti alla conclusione di questa saga. Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno fatto compagnia fino a qui, il maggiordomo Ambrogio, Jarvis per l’assistenza tecnica, Maugrim per la preparazione biscotti…

Tornando seri. Ho finito Winter, l’ultimo volume della saga delle Cronache Lunari. Dopo Cinder, Scarlet e Cress, siamo finalmente giunti alla conclusione delle vicende e al (forse) E vissero felici e contenti di ogni fiaba che si rispetti.
Ma procediamo con ordine.

Avevamo lasciato i nostri eroi a progettare un assalto alla Luna, dove sperano di scatenare una rivoluzione che metterà per sempre fine al regno della regina Levana.
Da cui si evince subito che l’ambientazione di questa finale di saga sarà il nostro satellite, bianco, misterioso e freddo come la neve. Va detto, è appurato che Madame Meyer con le descrizioni non ci sa molto fare, almeno secondo il mio punto di vista: c’era giusto un po’ di atmosfera, ma per il resto non mi sentivo molto “coinvolta” dal paesaggio, anche se nel corso dei libri è andata un po’ migliorando.
La fiaba di questo episodio è, abbastanza chiaramente, Biancaneve, aka Winter, figliastra di Levana e principessa della Luna, fanciulla buona, gentile e completamente matta: è infatti vittima della pazzia lunare, che colpisce tutti i Lunari che non usano il proprio Dono. Questa parte del suo carattere la rende un personaggio bizzarro, che non manca di coraggio e di un pizzico di furbizia. E’ quasi una Mary Sue, ma è difficile odiarla, per come la vedo io.
Devo dire che, in questo libro, il rapporto azione-sviluppo personaggi pende molto verso la prima: ci sono molti avvenimenti, anche cruenti, in un’atmosfera che ricorda un po’ il terzo volume di Hunger Games, che trascinano il lettore e tengono con il fiato sospeso praticamente fino all’ultimo. D’altro canto, l’introspezione psicologica è lasciata, per così dire, un po’ allo stato brado: non ho notato uno sviluppo ben delineato, a differenza degli altri libri.
Il finale è più o meno come me lo aspettavo, magari un po’ meno cruento (sò sanguinaria, che ci volete fà), ma pienamente soddisfacente: mi è piaciuto in particolare come Cinder si ritrova a gestire il post-rivoluzione, senza che il suo personaggio ne venisse snaturato.
Non ho notato grandi cambiamenti di stile: è rimasto pulito, scorrevole, con quei momenti di poesia che non sono affatto fuori luogo.

Per concludere questa recensione stiracchiata (ho caldo…non ce la posso fare) penso che si tratti comunque di un buon libro, degno finale di una buona saga, che consiglio nella sua interezza.

Voto: 4/5

 

Galaxy Quest – Io, Robot

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Titolo: Io, Robot
Autore: Isaac Asimov
Data di pubblicazione: Dicembre 1950
Pagine: 269 pp
Editore: Mondadori
Trama: Pubblicata per la prima volta nel 1950, questa celebre antologia raccoglie i più significativi racconti che il più prolifico e famoso scrittore di fantascienza di tutti i tempi ha dedicato ai robot. È proprio in questo libro che Asimov detta le tre Leggi della robotica, che regolano appunto il comportamento delle “macchine pensanti” e che da allora in poi sono alla base di tutta la letteratura del genere.

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  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. »

(Manuale di Robotica, 56ª Edizione – 2058 d.C.)

Le Tre Leggi della Robotica governano il comportamento dei robot, garantendone il corretto funzionamento e assicurando il loro posto nella società.
Su queste tre Leggi si basa la raccolta di racconti scritta da Isaac Asimov, oggi definito (e non a torto) il padre della Fantascienza. Per quanto mi riguarda, il suo nome risuona nelle mie orecchi fin da bambina, di solito contornato da frasi come “ma-leggiti-il-ciclo-della-fondazione” pronunciate dai miei in coro, tipo giaculatoria. (Notare: mio padre non è un lettore forte. Se legge un libro, due all’anno è tanto. E’ raro che i miei abbiano gusti così simili in fatto di libri, il fatto che Asimov piaccia a entrambi la dice lunga).

Tornando ai nostri Robot. I racconti di questa raccolta, come dicevo, si sviluppano intorno alle tre Leggi, e mostrandole applicate in una serie di contesti diversi. La maggior parte dei racconti ha anche una serie di personaggi ricorrenti, come Donovan e Powell, collaudatori di robot per la U.S. Robots, e la dottoressa Susan Calvin, robopsicologa della società.
In questo senso i personaggi sono sviluppati molto bene, perchè da un racconto all’altro mostrano una serie di qualità che li rendono delle figure a tutto tondo.
Le trame dei singoli racconti sono belle, interessanti e un po’ cervellotiche, ma lo stile chiaro e avvincente compensa grandemente qualsiasi spiegazione scientifica complicata. Va detto che la parte strettamente scientifica è ridotta  all’osso, cosa di cui non posso che essere grata.
L’ambientazione è sempre la stessa, un mondo post-atomico ormai in pace, dove i robot sono una realtà quotidiana e le macchine hanno migliorato l’esistenza dell’umanità in molti modi. In questo Asimov mi è sembrato, almeno in questo libro, un po’ disfattista verso il genere umano: lungi dall’essere dediti in qualche modo allo sterminio della nostra razza, i robot sono dipinti come “persone incredibilmente buone e oneste”, che pur di non arrecare danno a un essere umano in qualsiasi modo, anche emotivo, preferiscono in buona sostanza suicidarsi.
Ultima nota: il film con Will Smith c’entra poco e niente con i racconti, se non che parte dalle stesse premesse, le tre Leggi e il loro sviluppo.

In sostanza, ho molto apprezzato questa raccolta, che mi aspettavo più noiosa. Lo consiglio caldamente a tutti gli amanti del genere.


VOTO: 4/5

Galaxy Quest – Golden Son. Il segreto di Darrow

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Titolo: Golden Son
Autore: Pierce Brown
Data di pubblicazione: Febbraio 2017
Pagine: 456 pp
Editore: Mondadori
Trama: Come la sua gente, i Rossi, Darrow è stato un minatore costretto a scavare nelle profondità del pianeta Marte a temperature intollerabili. Per dare una nuova terra alle future generazioni, credeva lui. Ma la Società che serviva l’ha tradito, nella maniera più crudele. Gli ha portato via la sua innamorata, Eo, e si è rivelata per quello che è, una casta di privilegiati che vivono di bugie e sopraffazioni. La decisione più difficile e pericolosa è ora alla sua portata: infiltrarsi tra gli Oro e diventare uno di loro, per riscattare il sacrificio di Eo e dei suoi, per portare il proprio popolo alla liberazione. “Golden Son” è il secondo volume della saga.

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!!fybbcr!uybcbiubiuWHATTHEFUCK.

May It Never Change, allthehomo: brodinsons: Guys. Seriously,...

Oh mio Dio. Oh cielo. Cosa diavolo…cosa diavolo è appena successo?

what is happening inside

Voi dovete capirmi. Io ho finito di leggere questo libro ieri sera e ancora sto cercando di capire cosa diavolo è successo. Cioè, cosa diav…implodo. Punto.

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Parto dall’inizio, che è meglio.
Per chi non lo sapesse, Golden Son è il secondo volume della saga iniziata con Red Rising, che narra la storia di una società fantascientifica divisa in caste (ogni casta ha un colore). Il protagonista è Darrow, un giovane Rosso, la feccia della Società, che per una serie di circostanze porta avanti un progetto di ribellione.

Ok, da qui in avanti la recensione è SPOILER per chi non ha letto il primo volume.

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Voi mi conoscete, io odio fare spoiler nelle recensioni, ma in questo caso è necessario, altrimenti non capireste davvero un tubo. Cercherò di limitarmi il più possibile.

Tornando a noi. Nel primo libro abbiamo visto Darrow trasformarsi in un Oro, vincere la competizione dell’Istituto ed entrare (letteralmente direi) nella tana del leone, diventando lanciere di Augustus, ArciGovernatore di Marte e responsabile della morte di Eo. E fin qua ok.
I problemi cominciano, però, praticamente subito: senza stare a entrare nei dettagli, Darrow subisce sconfitte inaspettate, voltafaccia, guerre civili, incredibili rivelazioni e riunioni commoventi. Il tutto condito da astuti piani e momenti di miticità.

La trama è incalzante, complessa e sorprendente: ogni due pagine c’è un colpo di scena, ma di quelli belli, non di quelli completamente senza senso alla Beautiful, per intenderci. Il ritmo è serrato, eppure c’è comunque spazio per le riflessioni di Darrow, per i suoi “flussi di coscienza”, che creano una sempre maggiore empatia con il personaggio.

Come nel primo volume, lo stile è complesso e accurato, c’è un registro piuttosto alto che garantisce epicità a tutta la saga, pur senza evitare espressioni più basse e colloquiali, quando non volgari.
I personaggi sono resi molto meglio rispetto al volume precedente, mi sembrano più approfonditi e vividi. L’ambientazione si allarga all’intero Sistema Solare, così come la ribellione si trasforma (o meglio, parte con) una vera e propria guerra civile che coinvolge l’intera Società.
Darrow si rivela, sempre di più, un protagonista estremamente machiavellico, con un asso nella manica per ogni occasione, ma nonostante ciò anche lui è preso dalla piega degli eventi, che manda all’aria molti dei suoi piani.

Questa potrebbe essere la recensione più corta della storia, ma non ho nulla di più da dirvi se non: leggete questo libro. Si mostra decisamente a livello del precedente, quindi non potete non andare avanti.

Voto: 5/5

Galaxy Quest – Red Rising. Il canto proibito

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Titolo: Red Rising
Autore: Pierce Brown
Data di pubblicazione: Aprile 2016
Pagine: 402 pp
Editore: Mondadori
Trama: Darrow ha sedici anni, vive su Marte ed è uno dei Rossi. La casta più bassa, minatori condannati a scavare nelle profondità del pianeta a temperature intollerabili, rischiando ogni giorno la propria vita. Ma Darrow sa di farlo per rendere abitabile la superficie di Marte, per dare una terra alle nuove generazioni. E a ripagarlo dei sacrifici c’è l’amore per Eo, bellissima e idealista. Finché un giorno i due innamorati sono sorpresi a baciarsi in un luogo dove non avrebbero dovuto, sono processati e condannati da un giudice appartenente alla casta degli Oro, la classe dominante. E mentre Eo riceve le frustate di punizione, la sua voce si scioglie in un canto dolcissimo, un canto proibito di rivolta e speranza, lo stesso canto che era costato la vita al padre di Darrow. E ora costerà la vita a Eo.

 

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OH MY GOD.

Sto fangirlando tantissimo.

Voi sapete che io difficilmente apprezzo i libri di fantascienza pura, quindi quando ho visto che il libro era ambientato su Marte ho storto un po’ il naso. Ho cominciato a leggerlo su consiglio della Madre (che, di nuovo, è tornata a casa e me l’ha tipo lanciato in braccio, urlandomi E’ BELLISSIMO!) (Ciao mamma), ma ammetto che ero leggermente scettica. Sono felice di annunciarvi che sono stata smentita e QUESTO LIBRO E’ BELLISSIMO.

Red Rising narra dell’ascesa (non potrei usare una parola migliore per descriverla) del giovane Darrow, un sedicenne, la cui dura vita da Rosso, la bassa manovalanza della Società, ha reso un uomo prima del tempo.
Darrow è duro, cocciuto, pieno di energia repressa e di realismo. Vive nella profondità di Marte, dove, insieme agli altri Rossi, scava per portare alla luce l’helius-3, il prezioso minerale necessario alla terraformazione di Marte. Darrow scava, giorno dopo giorno, convinto che, anche se la sua è un’esistenza dura e miserabile, il suo lavoro servirà a salvare l’umanità da una Terra morente, e a riscattare i Rossi, considerati l’ultima ruota del carro in quella Società di Colori.
Darrow vive relativamente tranquillo, con la sua famiglia, sua moglie Eo, i suoi fratelli, fino al giorno in cui lui e Eo vengono sorpresi in un luogo riservato alle caste più alte.
Per tale disobbedienza, i due vengono condannati alla frusta, ma, quando è il turno di Eo, la voce della ragazza si alza in un canto dolcissimo e proibito. Un canto che per lei significa morte.
Comincia così l’odissea di Darrow per vendicarla, un lungo processo che lo porterà a indicibili sofferenze, a una guerra per il potere e, soprattutto, alla scoperta delle menzogne che gli sono state tenute nascoste per tutta la vita…

Quando la Sister mi ha chiesto di cosa parlasse questo romanzo, ho risposto lapidariamente: “Hunger Games su Marte”. E di fatto è così: non posso spiegarvene il motivo senza fare spoiler, quindi dovrete fidarvi e basta.
La trama è un colpo di scena dietro l’altro: la verità sul mondo di Darrow, il piano della resistenza, i colpi di genio del ragazzo all’interno della guerra delle Case, i continui tradimenti e voltafaccia…non c’è niente di scontato. Chi mi conosce bene sa che ormai è difficile che una trama riesca a sorprendermi davvero: Red Rising c’è riuscito, e questo è il complimento migliore che posso fargli.
I personaggi sono un po’ così: Darrow è eccezionale, magnificamente sfacciato e arrogante, forse un po’ poco credibile per un sedicenne, mentre gli altri difficilmente lasciano qualcosa. E’ un peccato, considerato che in molti ci sono dei guizzi che avrebbero potuto renderli memorabili.
Lo stile è fantastico: non è semplice e lineare, è a volute, un po’ spezzato, quasi grezzo, ecco. E’ la sensazione che mi ha dato mentre leggevo, come un sospiro che si interrompe bruscamente. Ma tiene avvinti alle pagine, e fa immergere nella storia magnificamente.
L’ambientazione è particolare, anche se suono un po’ di già visto: si para di una società divisa in caste, dove ogni casta è contrassegnata da un Colore specifico. Manco a dirlo, i capi di tutto sono gli Oro.
Per concludere brevemente, trovo che sia un ottimo distopico, con uno stile di scrittura un po’ d’altri tempi (mi veniva da pensare ai romanzi degli anni Settanta o giù di lì, ma potrei sbagliarmi), con una trama mozzafiato e un protagonista carismatico e complesso che ho adorato dall’inizio alla fine.
Manco a dirlo, non vedo l’ora di leggere il seguito.

Voto: 5/5

Teaser Tuesday #4

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Rieccoci con il  Teaser Tuesday, la rubrica creata dal blog Should be Reading che consiste nel condividere uno spezzone del libro che si sta leggendo. Sì, lo so, la settimana scorsa ho saltato, ma che ci volete fare, tra Lucca e Val Camonica non è che abbia avuto molto tempo per stare al computer.
In ogni caso, questo martedì sono tornata alla carica e tra un pezzo di tesi e l’altro, ho deciso di condividere con voi uno spezzone di un libro che ho cominciato in vacanza: si tratta di Red Rising, un distopico fantascientifico, che narra di un futuro dove l’umanità ha colonizzato il Sistema Solare e la società è divisa in Colori, dagli Oro (i più importanti) ai Rossi (i più scarsi, per così dire).
Enjoy the teaser!
Regole del teaser tuesdays:
  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina
  • Ocio agli spoiler!
  • Riporta anche il titolo e l’autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall’estratto.

Red Rising – Pierce Brown – pag.33 – Mondadori

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“E’ una fatica da matti far emettere allo zitro un suono che non sia lamentoso. Le dita di zio Narol sono all’altezza del compito, mentre le mie sanno ricavarne solo musica tragica.
Un tempo suonava per me, insegnandomi i passi delle danze che mio padre non aveva mai avuto modo di farmi imparare.
Mi insegnò persino la danza proibita, quella per cui ti uccidono. La eseguimmo nella vecchia miniera. Mi colpiva con una bacchetta sulle caviglie finchè non prendevo a piroettare uniforme tra i movimenti vorticosi, con un braccio di metallo in mano, come una spada. E quando la eseguii come si deve, mi baciò in fronte e mi disse che ero il degno figlio di mio padre; sono state le sue lezioni a insegnarmi come ci si muove, e a farmi battere gli altri bambini quando giocavamo ad acchiapparci o ai fantasmi nelle vecchie gallerie.
“Gli Oro danzano a coppie, gli Ossidiana a tre, i Grigi a frotte” mi disse. “Noi danziamo da soli, perchè è così che scava un SubInfero. E’ da solo che un ragazzo diventa uomo.”
Mi mancano quei giorni, quando ero abbastanza giovane da non giudicarlo per il puzzo di broda nell’alito. Allora avevo undici anni. Solo cinque anni fa. Sembra sia passata una vita.”

E voi? Quali sono le vostre letture attuali?

Letteratura con classe – Trigger Warning

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Titolo: Trigger Warning
Autore: Neil Gaiman
Data di pubblicazione: Febbraio 2015
Pagine: 384 pp
Editore: Mondadori
Trama: Trigger Warning è un’espressione che si incontra a volte navigando in Internet e che segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Da qualche parte nel mondo, alcune università stanno valutando l’ipotesi di mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare gli studenti.

Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c’è un grilletto ed è pronto a sparare! Le storie infatti molto spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell’armadio.

In questa raccolta di racconti c’è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. “In questo libro, come nella vita, ci sono morte e dolore, lacrime e disagio, violenza di tutti i tipi. C’è anche bontà, qualche volta. Persino qualche lieto fine. Ci sono mostri, in queste pagine, e dove c’è un mostro c’è anche un miracolo.” Ci sono racconti lunghi e altri brevi, qualche poesia. Ma una cosa è sicura: ogni pagina di questo libro è un piccolo grilletto, e ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.

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Innanzitutto parto scusandomi profondamente con Gaiman per la classificazione in Letteratura Generale, ma io davvero non sapevo più dove andare a ficcare ‘sto libro.

Questo perchè si tratta di una raccolta di racconti: le care amate/odiate raccolte. Io con loro ho un rapporto catulliano: amo i racconti, odio le raccolte. Come ciò sia possibile non lo so, ma ne soffro. Scherzavo, lo so eccome, ma ne parlerò in un altro momento.

Ordunque, torniamo a noi: Trigger Warning. Raccolta di racconti del Majestic, Neil Gaiman in persona, l’uomo che riesce a spaziare dal fantasy all’horror alla fantascienza al gotico alla fanfiction in uno schiocco di dita. E i suoi racconti lo seguono: vanno dal fantasy all’horror, alla fantascienza, al gotico, alla fanfiction (giuro, non sto scherzando), addirittura alla poesia. In questa raccolta c’è davvero di tutto.
E’ difficile giudicare una raccolta così disomogenea (è difficile giudicare una raccolta, punto), ma farò un tentativo, per voi, solo per voi, oh miei ventisette lettori (oggi mi sento molto acculturata).
Partiamo dal presupposto che Gaiman è un Autore con la A maiuscola: ha uno stile di scrittura che a me fa semplicemente scivolare giù dalla sedia, per poi trovarmi col culo per terra senza neanche sapere come ci sono arrivata. E’ così, non saprei in quale altro modo spiegarmi. E’ evocativo, elegante ma cupo, ironico ma tagliente. Non lo so, so solo che a ogni suo libro io vado in visibilio.
I racconti in sè sono belli: alcuni di più, altri un po’ di meno. Ho apprezzato, tra gli altri, L’addormentata e il fuso, in cui abbiamo una rivisitazione delle favole di Biancaneve e la Bella Addormentata (molto cupa, molto gotica, molto sorprendente), Il labirinto lunare, che è in puro stile Halloween, e Arancione, storia di una ragazzina che diventa arancione, raccontata però sotto la forma, molto particolare, di un questionario.
Ma in particolare, da brava amante delle fanfiction e fanwriter incallita, ho amato Le niente in punto, Il caso della morte e del miele Cane nero. Il primo è un racconto su Doctor Who, Eleven in questo caso, che ho trovato superbo e che mi sarebbe piaciuto vedere in una puntata (Gaiman ha sceneggiato qualche episodio del Dottore, tra cui il mio preferito di tutta la serie); il secondo è un racconto su Sherlock Holmes (cazzo sì), che indaga per quale arcano motivo il nostro (ok, il mio) investigatore preferito decide di darsi all’apicoltura a fine carriera, altro racconto superbo (amo Sherlock tanto quanto amo il Dottore, c’è poco da fare); il terzo non è una fanfiction, perchè è un racconto su Shadow, il protagonista di America Gods, romanzo di Gaiman stesso, ed è all’altezza dell’opera principale.
Ecco, se proprio devo trovare un difetto a Gaimanino, sono i personaggi, sempre molto sfuggenti, difficili da definire. A parte questo, l’unico altro difetto di questa raccolta di racconti è essere una raccolta di racconti: per quanto belli, una raccolta non sarà mai all’altezza dell’omogeneità e coerenza strutturale di un romanzo, almeno per me. Quindi niente punteggio pieno per te, Gaimanino, non stavolta.
Che dire? Concludo dicendo (sì, di già) che se vi piace Gaiman e il suo stile, se vi piacciono le storie particolari, se siete amanti del fantasy, del sci-fi o dell’horror, ovviamente dovete leggerlo: io personalmente sono tutte queste cose e l’ho apprezzato molto. Piccola ciliegina finale, leggetevi l’introduzione, soprattutto la parte dedicata alla genesi di ogni racconto, rende molto meglio l’idea alla base.

Voto: 4/5

Sacerdotesse di Avalon

Galaxy Quest – Cress

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Titolo: Cress
Autore: Marissa Meyer
Data di pubblicazione: Febbraio 2014
Pagine: 446
Editore: Mondadori
Trama: Cress ha solo sedici anni e per gran parte della sua vita ha vissuto prigioniera o, come preferisce dire lei, “damigella in difficoltà” su un satellite in orbita nello spazio, dove gli unici contatti con l’esterno sono avvenuti tramite Internet. Ed è proprio attraverso la Rete che viene contattata dalla Rampion, la nave spaziale del capitano Carswell Thorne, sulla quale viaggiano anche Cinder, Scarlet e Wolf. Cress, infatti, negli anni di isolamento forzato è diventata una hacker eccezionale, e proprio per questo motivo pare l’unica speranza per mettere in atto il piano di Cinder e sconfiggere una volta per tutte la regina Levana e il suo terribile esercito prima che invadano la Terra. Per farlo, però, Cinder e i suoi devono prima di tutto liberare Cress. Peccato che, una volta approdati sul satellite in cui è imprigionata, il piano non vada esattamente come previsto. Dopo Cinder e Scarlet, Marissa Meyer ci regala un altro romanzo avvincente, il terzo della saga delle Cronache lunari, dove i colpi di scena si succedono in un mix perfetto di azione, humour e romanticismo. Ma soprattutto, ancora una volta, dà vita a un’eroina che i lettori difficilmente potranno dimenticare.

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Terzo capitolo delle Cronache Lunari, per ora l’ultimo pubblicato in italiano.
Che dire? Penso che morirò d’inedia, nell’attesa di scoprire come andrà a finire questa saga. Intanto faccio un applauso a Marissa Meyer, era da tanto che non leggevo una saga in grado di tenermi nell’ansia tra un libro e l’altro. Chapeau!

Avevamo lasciato Cinder e i suoi alleati a bordo della Rampion: quattro allegri ragazzi in cerca di un modo per detronizzare Levana e salvare la Terra. Nel tentativo di ottenere qualche informazioni in più, Cinder contatta nuovamente l’hacker della regina (ve la ricordate? La ragazza che nel primo libro avverte Cinder che la matrigna cattiva di Biancaneve vuole ammazzare Kai) e la nostra povera novella Raperonzolo li prega di salvarla dalla sua prigionia su un torre satellite. I nostri eroi non si fanno certo pregare e si avviano a recuperare la donzella informatica. Da qui in poi cominciano i guai: non vi farò spoiler, mi limito semplicemente a dirvi che il gruppo verrà diviso.
Anche in questo libro i punti di vista saranno diversi, atti a descrivere le varie situazioni in cui vengono a trovarsi i nostri eroi, compreso il povero Kai alle prese con le nozze. Avremo in più il punto di vista di Raperonzolo aka Cress, la giovane hacker prigioniera di Levana. Rispetto alle altre due protagoniste, comunque molto simili nel carattere combattivo, Cress è decisamente differente: è una ragazza ingenua, gentile, romantica, un po’ svagata e sempre pronta a meravigliarsi, caratteristica dovuta al fatto di non essere mai stata fuori dalla sua prigione per sette lunghi anni. Anche lei, però, subisce un’evoluzione: mentre all’inizio è molto più paurosa, con il passare degli eventi riesce a dominare questa paura, che, pur presente, non le impedisce di aiutare i suoi nuovi amici. Inoltre, è evidente il suo cambiamento nel modo in cui considera Thorne: mentre all’inizio i suoi sentimenti sono dettati dalle fantasie romantiche di una ragazzina, alla fine del romanzo ha preso consapevolezza che la persona su cui ha tanto fantasticato è molto diversa da come la immaginava, e i suoi sentimenti sono evoluti di conseguenza.
Anche gli altri personaggi, chi più chi meno, subiscono dei cambiamenti, ma il più notevole è senza dubbio quello di Cinder: anche se è sempre stata piuttosto “calcolatrice”, nel senso letterale del termine, la Cinder del primo romanzo non avrebbe mai, neanche per un secondo, pensato di abbandonare delle persone care, mentre ora, anche se continuerebbe a non farlo, Cinder mette in conto quella via. La Cinder di questo romanzo è una ragazza che si è data un obiettivo e farà di tutto per raggiungerlo, cosciente che il resto del gruppo guarda a lei per una guida forte.
La trama è sempre un piacere: nonostante la divisione dei personaggi, non risente troppo e prosegue, mostrandoceli nelle loro interazioni, con i loro pregi e difetti, soprattutto facendo vedere il loro sviluppo. Il tutto senza dimenticare la suspance, l’azione, l’humor e un po’ di sana romance.
Lo stile è altrettanto piacevole: scorrevole, pulito, insomma, all’altezza dei libri precedenti. Interessante il cambio di ambientazione, che ha dato un tocco un po’ più “selvaggio” alla vicenda, con un piccolo miglioramento quanto ad atmosfera.
Per concludere, trovo che questa saga sia sempre più bella a ogni pagina, e non vedo l’ora di poter leggere la conclusione.

Voto: 4/5