Sex is the law – Lolita

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Titolo: Lolita
Autore: Vladimir Nabokov
Data di pubblicazione: 1955
Pagine: 319
Editore: Gruppo Editoriale l’Espresso

Non vi sto a dire la trama, dovreste saperla. Humbert l’uomo di mezza età che sposa la mamma di una ragazzina dodicenne e ne insidia la figlia. La sapete tutti, quindi passiamo ai fatti salienti.

Non mi è piaciuto. A parte il fatto che lui veramente (specie nella seconda parte) mi stava sui cucumber, non tanto perchè è un pedofilo quanto perchè è geloso all’inverosimile e io quelli così non li sopporto. A parte questo. Lei mi ha fatto una pena incredibile, povera stella. In ogni caso.
L’obiettivo di Nabokov era (credo) mostrarci un “mostro”, come può essere un uomo di mezza età che guarda le ragazzine in quel modo, dal di dentro, mostrandocelo come un uomo “normale”, che ama e che odia come tutti gli altri: insomma, un essere umano con i suoi problemi e tutto il resto.E devo dire che l’idea passa: non si riesce a considerare Humbert del tutto come il “cattivo” della situazione, non più di quanto si possa fare con Lolita, che lui descrive in alcuni tratti come una perfetta ragazzina idiota e “lasciva”. Assolutamente: entrambi sono mostrati come due perfetti esseri umani, ciascuno con la sua parte di “colpa” (metto colpa tra virgolette perchè sinceramente non riesco a darne alcuna a lei, ma dal punto di vista di Humbert ci sono. Insomma, caliamoci nel personaggio, orsù).

Lo stile di Nabokov è ironico, diretto e colloquiale, con molte citazioni colte, ma nella seconda parte quello che era un pregio nella prima, le veloci pennellate con cui descriveva le situazioni, diventa un difetto insormontabile, rendendo il romanzo un mattone. Non solo, ma pure il finale fa una tristezza immensa, quasi sbrigativo.
Insomma, personalmente non mi è piaciuto per niente, anche se apprezzo il tentativo di mostrare altri punti di vista. Ma fine. Rimane comunque un classico della letteratura, uno di quelli che devi leggere per farti una cultura.

Voto: 2/5

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