Letteratura con classe – La scuola degli ingredienti segreti

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Titolo: La scuola degli ingredienti segreti
Autore: Erica Bauermeister
Data di pubblicazione: Maggio 2009
Pagine: 216
Editore: Garzanti
Trama: È lunedì, nel ristorante di Lillian è giorno di chiusura, e come ogni settimana si tengono le lezioni del corso di cucina. Circondata dagli allievi, Lillian muove delicatamente le mani, sta per aggiungere l’ultimo tocco, l’ingrediente segreto, e poi la torta sarà pronta. Nessuno meglio di Lillian conosce la magia degli ingredienti, nessuno meglio di lei sa che a volte basta una tazza di cioccolata per cambiare un po’ la vita. Era solo una bambina quando, grazie a una misteriosa ricetta donatale da Abuelita, la donna della bottega delle spezie, ha salvato sua madre. Sono passati anni da allora, anni in cui ha combattuto, ha sofferto, si è ribellata, a volte ha perso ogni certezza, tranne una: la fiducia nella magica alchimia del cibo. È per questo che il suo ristorante è un luogo speciale, dove si ritrovano ricordi perduti, si stringono promesse d’amore o nasce un’amicizia. Lo sanno bene gli allievi del corso di cucina, tutti alla ricerca dell’ingrediente segreto che ancora manca alla loro vita. Come Claire, giovane madre insicura, o Tom, che ha appena perso la moglie; Chloe, ragazza maldestra e vitale; Isabelle, che non ricorda nulla tranne le ricette. Per tutti loro Lillian ha la soluzione: sa che le tortillas restituiscono il gusto piccante dell’avventura, che una soffice glassa può far dimenticare un tradimento e che un ragù schiude le porte di un nuovo amore. Quello che non sa è la ricetta giusta per lei. Potrà trovarla solo se accetterà di mettersi alla prova, almeno una volta.

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Mi sono ritrovata a leggere questo libro dopo un lungo periodo di blocco del lettore. La tesi, il fidanzato, le mille idee che mi ronzano nella testa non lasciavano spazio per molto altro. Ma la lettura è una specie di peccato capitale a cui non posso rinunciare facilmente. Così, una sera, girovagando tra gli scaffali della mia libreria appena riordinata (tutta pulita e profumata <3), alla ricerca di qualcosa di leggero, fresco e con una punta di magia, mi è caduto lo sguardo su un libretto che avevo prelevato l’anno scorso sul tavolo del book crossing nella biblioteca dove lavoravo: “La scuola degli ingredienti segreti“.

La storia è, in realtà, una specie di raccolta di racconti, racchiusi nella cornice del corso di cucina di Lillian. Iniziando proprio da lei, uno dopo l’altro si scoprono le storie e le vicende dei suoi alunni, lezione dopo lezione, e ovviamente cibo dopo cibo. Oserei dire che il vero, sublime protagonista del libro è proprio il senso del gusto: descrizioni di sapori, odori, sensazioni che ti lasciano con l’acquolina in bocca. Voi sapete già che io ho un debole per le storie che parlano di cibo, ma qui siamo oltre: qui è il cibo che racconta la storia.
In questo senso, parlare di trama è un po’ fuorviante: la trama in sè è banale, un gruppo di persone qualsiasi che fanno un corso di cucina. Meglio, a questo punto, parlare direttamente dei personaggi.
Si tratta, in tutti i casi, di persone ordinarie: c’è la mamma indaffarata, la coppia anziana, la ragazza insicura, l’ingegnere informatico, l’emigrata italiana (ebbene sì!), il vedovo rattristato…i loro racconti, le loro vicende, girano intorno al piccolo ruolo che gli è stato preparato, quindi non è che spicchino per la loro originalità o profondità. Tuttavia, in loro c’è qualcosa di umano, una scintilla di vita che permette al lettore di identificarcisi facilmente e di parteggiare per loro nei loro piccoli drammi, che spaziano dall’amore, alla morte, alla famiglia, alla sicurezza in se stessi.
Lo stile, è, sicuramente, il pezzo da novanta: abbondante, voluttuoso, sensuale, rende perfettamente l’idea che l’autrice ha del cibo, un rituale fatto di sensazioni e voluttà, capace di trasformare i sentimenti del più indurito degli uomini.
Non ho molto altro da dire, in realtà: trovo che sia un libro che, più che letto, vada gustato. E’ piccolo, leggero e piacevole. E vi farà venire voglia di mettervi ai fornelli.
Piccola curiosità finale: l’idea per questa storia è venuta all’autrice durante un soggiorno di due anni in quel di Bergamo. E, diciamocelo, dove, se non in Italia, poteva nascere un romanzo sul cibo così ben scritto?

Voto: 4/5

Avventure nei sette mari – Cannella e polvere da sparo

 

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Titolo: Cannella e polvere da sparo
Autore: Eli Brown
Data di pubblicazione: Giugno 2013
Pagine: 448
Editore: Bompiani
Trama: Owen Wedgwood è un cuoco molto rinomato, che lavora per il ricchissimo e potentissimo lord Ramsey. Un giorno – siamo nel 1819 – fa irruzione nel palazzo una banda di pirati, comandati dalla rossa Hannah Mabbot, che uccide Ramsey e tutti i suoi ospiti e rapisce il cuoco Wedgwood. Hannah, che tutti ritengono pazza e che proprio per questo ha un enorme ascendente sui suoi uomini, poche ore dopo gli impone un patto: ogni domenica preparerà per lei un pranzo delizioso, in cambio resterà vivo. Owen accetta e resta quindi a bordo della Flying Rose. Accanto a lui, lo sguattero Joshua, a cui insegna a leggere e a scrivere; il gigantesco Apples, comandante in seconda, e due gemelli cinesi, Feng e Bai, esperti di arti marziali. Mentre si affanna a creare deliziose portate dai miseri ingredienti della dispensa e dal pesce pescato dai marinai, Wedgwood impara che Hannah non è solo una spietata piratessa, capace di far divorare vivo un traditore dai gabbiani, ma anche una donna forte che si fa strada in un mondo maschile senza perdere il fascino della femminilità. Una storia di avventura, ma anche una favola anarchica dove si mescolano amore e gusto.

ALTRENAVI

Ok, ragazzi, voi dovete sapere una cosa. Ci sono due cose che amo in modo particolare (più altri sette milioni, ma non è questo il punto): una sono le storie di pirati. L’altra è il cibo. Con un titolo del genere, volete che non mi sia precipitata a leggerlo? E poi guardate che bella copertina: ti chiama proprio dal profondo del tuo essere.

Devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita da questo libro: è proprio bello, ben fatto, con una trama avvincente ebei personaggi. E ti fa venire fame.
Innanzitutto, la storia è piuttosto bizzarra: una piratessa rapisce un rinomato chef per farlo cucinare per lei sulla sua nave. Suona effettivamente come qualcosa di bizzarro: ma Mabbot ha le sue buone ragione, e come si vedrà nel libro è sicuramente una donna fuori dal comune. La storia prosegue poi tra avventure per mare, inseguimenti, arrembaggi, tentativi di fuga da parte dello chef Wedgwood, e le cene settimanali che lui le prepara e che insieme a lei deve consumare. Chiaramente c’è una trama di fondo ben definita, il vagare di Mabbott per i mari non è a caso, e per quanto la storia dia largo spazio allo svilupparsi della relazione tra i due non ne fa l’elemento portante. Il finale è qualcosa di inaspettato, che colpisce e che, personalmente, ho gradito parecchio (non vi dico perchè, vi farei spoiler) perchè dava veramente un senso di conclusione a tutta la vicenda.
I personaggi sono molto belli e particolari, alcuni non particolarmente sviluppati (bisogna ricordare che è Wedge che parla per tutto il libro, quindi siamo costretti a seguire lui) ma comunque sempre precisi, con delle caratteristiche che li fanno ricordare, dai due protagonisti, sapientemente indagati, a Mr Apples, ai gemelli Bai e Feng, a Joshua e a tutti gli altri pirati che bazzicano per questi porti.
Lo stile è bello, piacevole, scorrevole e diretto, ma un plauso particolare va alle descrizioni dell eperizie di Wedge ai fornelli: a me sembrava quasi di sentire il profumo dei piatti e il gusto sulla lingua. Per farvi capire, credo di aver preso sei chili solo leggendo questo libro.
Personalmente l’ho davvero apprezzato: non amo particolarmente le storie d’amore piene di melensaggini, preferisco di gran lunga le avventure per mare di un manipolo di pirati, specialmente quando descritte in modo da non appesantire troppo chi non conosce la terminologia navale, come in questo caso. Insomma, io l’ho amato, ho amato Hannah Mabbott (che sembra uguale sputata a un personaggio che ho creato io, che però non ha mai visto nè la carta nè il web), ho amato Wedge, ho amato le loro cene e la loro storia, e non posso fare altro che ordinarvi di alzarvi dalla sedia e andare a comprare questo libro. Ahr!

Voto: 5/5