Avventure nei sette mari – L’isola dei pirati

9511048

Titolo: L’isola dei pirati
Autore: Michael Crichton
Data di pubblicazione: Gennaio 2009
Pagine: 332
Editore: Garzanti
Trama: 1665. La Giamaica, remoto avamposto della corona britannica nei cuore dei Caraibi, è circondata dalle potenti colonie spagnole. I vicoli della sua capitale, Port Royal, sono popolati di avventurieri, tagliagole e donne di malaffare, in cerca di fortuna tra le taverne e il molo. Nella calura tropicale è difficile sopravvivere e troppo facile morire, tra malattie, vendette e regolamenti di conti.
L’oro che gli spagnoli mandano dal Nuovo al Vecchio Mondo è una tentazione irresistibile, soprattutto per lo spregiudicato capitano Charles Hunter. Del resto, la legge inglese protegge i corsari che riescono a farla franca…
La voce che gira è sempre più insistente: nel porto di un’isola vicina, Matanceros, è ancorato il galeone El Trinidad, che deve portare il suo tesoro verso la Spagna. La rada è protetta da un forte inespugnabile, sotto la stretta sorveglianza del sadico capitano Gazalla. L’oceano è pattugliato dalla flotta spagnola, la giungla di Matanceros è impervia e fittissima, la fanteria e l’artiglieria spagnole sono all’erta. Ma non basta per fermare l’ambizioso Hunter, che sceglie a uno a uno i membri del suo equipaggio e architetta un piano diabolico.
L’isola dei pirati è stato ritrovato nel computer di Michael Crichton dopo la sua prematura scomparsa. Uno degli scrittori più amati di tutti i tempi ci ha lasciato un’avventura mirabolante, ambientata in un’epoca feroce e imprevedibile. Azione e atmosfera, tradimenti, vascelli e tesori fanno dell’Isola dei pirati un vero godimento per il lettore: pura suspense con tantissimi colpi di scena, il capolavoro di un maestro.

ALTRENAVI

Ohhh! Pirati! Tagliagole! Avventure! Mari in tempesta!

pirate flag gif | Tumblr

Questi sono i pensieri che mi hanno attraversato la mente quando ho visto questo libro in biblioteca. Potevo mica lasciarlo lì? Certo che no.
Peccato, però, che questa scelta non sia stata esattamente delle più sagge.

Tanto per cominciare, questo libro non parla di pirati, ma di corsari. Sì, signori miei, c’è differenza, perchè i corsari hanno la copertura assicurativa legale del loro paese, i pirati no. Quindi già il mio entusiasmo si è incrinato leggermente.
Poi, vedo l’autore, e comincio a pensare di essere piombata nell’Alba dei morti viventi: no ma dico, ma Crichton non era morto? Mi hanno mentito per tutto questo tempo?

fosters #home #friends #drink #imaginary #cheese #cute #chocolate
Leggo la quarta di copertina e vedo che no, Crichton è sempre morto e questa è un’opera postuma, rinvenuta, dice la quarta, nei meandri del suo computer come il puntale di un’anfora in un sito preistorico.
Sappiate che leggendo questo sono andata a vedere nei meandri del mio, di computer, e da brava aspirante scrittrice ci ho trovato, nell’ordine: fanfiction incompiute vecchie di secoli, bozze di roba mai scritta, parti orrendi con protagoniste con Mary Sue stampato in fronte, robe scritte malissimo, e, qua e là, storie che promettevano bene ma per cui ho perso l’entusiasmo.
Capite che questo non mi ha rassicurato.

Presa da questi funesti presagi, mi sono comunque dedicata alla lettura del volume che, non di meno, presentava la possibilità di un po’ di relax poco impegnativo.
La trama è semplice al limite del banale: un capitano inglese, Charles Hunter, decide di attaccare e saccheggiare la fortezza dispersa nei Caraibi di Matanceros, dove è messa alla fonda, come una giovenca in attesa del macello, la Nave del Tesoro spagnola. Raduna un equipaggio, si fa dare i permessi (come vi ho detto, corsaro, non pirata), e salpa all’avventura. Seguiranno, in ordine sparso: tempeste, battaglie navali, tradimenti, cannibali, kraken (giuro), scalate su montagne impervie, tesori incredibili, incontri amorosi che durano un paio di righe, incantesimi (giuro, anche qui), prigionie, torture inimmaginabili e in generale, un sacco di morti ammazzati.
Bene o male, la trama di qualsiasi storia di pirati dall’Isola del Tesoro in poi.

Ora.
Io non ho mai letto niente di Michael Crichton. So che ha scritto Jurassic Park, che è uno dei film che hanno segnato di più la mia infanzia, ma non avevo mai letto niente. Probabilmente leggerò qualcos’altro di lui, prima di dire Quest’uomo scrive da cani che è stata più o meno la mia prima reazione dopo aver posato questa superba prova di letteratura (la leggete l’ironia, sì?).

Il punto è che non è neanche lontanamente paragonabile alla fama che gira attorno a quest’uomo: è banale, piatto, i personaggi sono delle macchiette, gli incredibili colpi di scena sono quantomeno inverosimili (passi il primo contrattempo, il secondo è sfiga, il terzo sei stronzo, il quarto non sei capace).
E’ leggibile? Sì, per carità, non dico di no, è molto leggero e superficiale, va bene per una lettura da spiaggia, tanto per restare in tema. Ma ho letto libri scritti meglio, molto più originali e con personaggi meglio rappresentati.
Per non parlare della misoginia dilagante che sembra un tratto distintivo di qualsiasi pene-dotato che si metta a scrivere un libro: i personaggi femminili sono riassumibili in una prostituta, una moglie fedifraga, una nobildonna scema e una lesbica. Indovinate quale si salva?
L’ambientazione sembra piuttosto accurata, e le descrizioni sono abbastanza carine: bene o male sono le uniche cose che si salvano. Bellini anche gli stratagemmi di Hunter, anche se un po’ forzati.

Quindi, per farvela breve che si sta facendo notte, se volete perdere un po’ di tempo così, alla leggera, con un libro preso rigorosamente in biblioteca (va beh, compratelo se proprio ci tenete) allora leggetelo pure. Se invece preferite i grandi capolavori, leggetevi Stevenson.

 

Voto: 3/5

Fantàsia – Spada di vetro

 

30048984

Titolo: Spada di Vetro
Autore: Victoria Aveyard
Data di pubblicazione: Febbraio 2016
Pagine: 432 pp
Editore: Mondadori
Trama: Il suo sangue è rosso – come quello della gente comune – ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un’arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un’eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe – e prima ancora l’amico – che l’ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un’eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri.

Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere.

Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l’avranno indurita per sempre?

Nel secondo elettrizzante romanzo di Victoria Aveyard, la lotta dell’esercito ribelle contro un mondo ingiusto, dove è considerato normale segregare le persone in base al colore del loro sangue, costringerà Mare ad affrontare il lato oscuro che piano piano si è fatto largo nel suo animo.

Ivory-Tower-the-neverending-story-690136_1024_640

Eh. Mh. Oh. Ah. Mbah. Gneh. Ahhhhhh…òh!

Queste sono, in sequenza, le reazioni che ho avuto dopo aver messo giù il secondo volume della saga Regina Rossa della Aveyard. Posso immaginare le vostre facce perplesse mentre scrivo.
Mi esprimerò meglio: mi è piaciuto, ma ho trovato delle cose che mi hanno lasciato un po’ così.
Ricapitoliamo un attimo la situazione: avevamo lasciato Mare e Cal scampati alla morte per un soffio, grazie all’intervento della Guardia Scarlatta, tra cui milita nientemeno che Shade, il fratello di Mare dato per morto, in un colpo di scena che non ha stupito nessuno (non me, almeno). Il secondo libro riprende dallo stesso momento in cui si era interrotto il precedente, con Mare, Cal, Shade, Farley e Kilorn che cercano di sfuggire a Maven e i suoi malvagi scagnozzi prima su un treno sotterraneo, poi tra delle rovine, fino alla salvezza finale.
Da lì in poi è un bordello: Mare e i suoi merryman arrivano in un avamposto della Guardia Scarlatta, fanno qualche conoscenza non molto simpatica, gente che pugnala a tradimento altra gente, nuova fuga verso la libertà e una nuova missione, trovare i novisangue e salvarli da Maven. Parte un reclutamento selvaggio che ricorda tanto gli X-men:

Risultati immagini per charles xavier erik lehnsherr logan

 

Pressapoco.
Succedono poi cose, che porteranno ad altre cose, fino alla cosa finale. Un finale che a me ha lasciato una grande curiosità mista a preoccupazione selvaggia su quello che capiterà a sta povera crista in futuro.

Detto ciò, vi dirò cosa penso di tutto questo.
La trama è bella: era bella nel primo libro (che sinceramente ricordo solo a grandi linee, e la cosa all’inizio mi ha scombussolata), ma in questo ho trovato molta più azione (si nota che mi piace l’azione?) e molta meno politica. Tanta in meno, che la frase che campeggia sulla copertina del libro, Chiunque può tradire chiunque, non la trovo granchè rappresentata. Mi aspettavo pugnalate nella schiena a Mare a ogni piè sospinto, invece ciccia.
L’ho trovato comunque un pochino confusionale, per i migliaia di nomi che si ripetevano qua e là, e a cui non riuscivo a stare dietro: suggerisco un appendice delle Casate come per Game of Thrones, dovrebbe facilitare la vita ai lettori (a me in particolare!).
Lo stile, invece, non l’ho apprezzato particolarmente: ci sono molte ripetizioni di fatti già noti (esempio: Pinco Pallo odia Cal perchè le sue figlie sono morte a causa sua. Cinquanta pagine dopo il fatto viene ribadito). Credo sia stato un modo della Aveyard di rimediare al bordello di nomi e poteri che campeggia in tutto il libro, ma non lo trovo molto azzeccato, visto che appesantisce la lettura: quindi meno nomi, più appendici.
Inoltre, lo trovo troppo concentrato su Mare: va bene che è la protagonista, e la storia è narrata da lei in prima persona, ma mi sembra un po’ esagerato! E’ un piagnisteo continuo quella ragazza, tra sanguinare da sola in silenzionon fidarsi di nessuno, famiglia compresa, a Cal-ti-prego-non-lasciarmibuaaaahhhhMaven e giù lacrime interiori. E se non fa il piagnisteo, si eleva sul suo personale piedistallo a ventitre metri da terra.
Ora: io capisco tutto. Capisco che è la protagonista, che ha un certa importanza nella vicenda e tutto il resto, ma non stiamo un po’ esagerando? C’erano dei momenti che, giuro, la volevo ammazzare.
E tutto questo piagnucolare dietro a Mare toglie spazio ad altri personaggi, potenzialmente molto interessanti, ma che non vengono mostrati a fondo. Compreso Cal, che è comunque quello con più spazio nella vicenda. Rendetevi conto che Cal è il corrispettivo argenteo di Zuko in Avatar The Last Airbender o quasi.

Questo ragazzo non ha avuto assolutamente giustizia, e non solo lui. Anche molti altri personaggi potevano essere trattati molto meglio, in primis Jon, che ha il potenziale per essere un figo assurdo (anche se il suo intervento all’inizio mi ha fatto storcere il naso, a dirla tutta, mi sembrava troppa comoda da parte della Aveyard).

In sostanza, che dire? Alla fine non mi è dispiaciuto, ma non mi ha soddisfatta del tutto: poteva venire infinitamente meglio. Comunque se avete letto il primo leggete anche questo, a sto punto.

Voto: 3/5

Telefilm che passione – Shadowhunters

Iniziamo le recensioni per Storie Infinite con un telefilm poco pauroso ma molto demoniaco (o quasi): Shadowhunters.

Quel rosso è naturale?

C’era una volta una cara signora, di nome Cassandra. Questa signora aveva la testa piena di storie di demoni, angeli e vampiri, e un bel giorno le sue storie diventarono una saga di libri letti in tutto il mondo. Un altro bel giorno dei signori un po’ matti decisero di trasformare questi libri in una serie tv. E così ci siamo ritrovati un dramma adolescenziale tra Nephilim su Netflix. Santo cielo.

Risultati immagini per no maria gif

Shadowhunters è una serie urban fantasy ambientata nella New York dei giorni nostri. La protagonista è Clary, una normale diciottenne che scopre un intero mondo sotterraneo fatto di demoni, vampiri, licantropi e, soprattutto, Shadowhunters, cioè esseri in parte umani e in parte angeli incaricati di difendere l’umanità dalla minaccia demoniaca. In aggiunta a tutto ciò, Clary scopre di essere una Shadowhunter, sua madre viene rapita e la sua stanza data alle fiamme, mentre degli Shadowhunter cattivi le danno la caccia. Dulcis in fundo, incontra si scontra con il biondissimo Shadowhunter Jace, e da lì saran scintille.

Risultati immagini per jace clary meet gif

Poi Mirko finita la pioggia si incontra e si scontra con Licia e cosìììììììì

La serie è trasmessa dal canale Freeform (nuovo nome di ABC Family) e la prima stagione riunisce gli avvenimenti dei primi due libri della serie, Città di Ossa e Città di Cenere. Per il momento è l’unica disponibile, ma è già stato rilasciato il trailer della seconda stagione, che verrà rilasciata il 2 Gennaio 2017. Per inciso, due giorni prima del mio compleanno.

Va detto: come serie è molto da teenager. Dopo aver visto la prima puntata io e mia sorella ci siamo guardate in faccia e ci siamo dette: “E’ una cagata pazzesca.” “Significa che la continuiamo?” “Sì.”
Non brilla per la profondità della trama, nè per la recitazione dei protagonisti, anzi: Jace e Clary ti fanno venire voglia di tirargli un pugno ogni volta che aprono bocca, specialmente lei (Jace ogni tanto fa delle facce idiote, quindi un po’ si salva, ma lei è stupida proprio). Il resto del cast è nella media, senza nessuno in particolare che spicchi sopra gli altri. I personaggi in sè non sono male, Jace e Clary a parte: in particolare, ho apprezzato moltissimo Alec (che ho trovato molto più figo di Jace, va detto) e la sua evoluzione psicologica, dai suoi sentimenti repressi verso il suo migliore amico, a una migliore conoscenza di sè (passando per un nuovo amore e un quasi matrimonio -ooooops!).

Quant’è figo sto ragazzo..

Nel suo complesso…no, ragazzi, è una cagata pazzesca. Ci sono scene ai limiti dell’assurdo, giri di trama semi-incomprensibili, Clary che passa metà del tempo senza capire cosa sta succedendo (non è l’unica, per quanto mi riguarda), gente che si spoglia a random, effetti speciali imbarazzanti, cose che voi umani non potete neanche immaginare, per non parlare dei parabatai! Voi non potete capire, quanto possa essere ridicolo sentire ogni due per tre Alec e Jace che si chiamano con quello che sembra il nome di un Pokemon, e che invece sottintende un legame che sembra tanto quello di due persone sposate.

Risultati immagini per parabatai gif

Parabatai, scelgo te!

Qui siamo nel regno del Trash, puro e semplice. Io continuerò a seguirlo per questo, ogni tanto ci vuole qualcosa di leggero e nonsense nella vita.
La seconda stagione ha un budget un po’ più alto, quindi confido in una migliore qualità, perlomeno negli effetti speciali e nella recitazione di Clary dei ragazzi più giovani.
Detto ciò, vi invito a guardarvi almeno la prima puntata e a farmi sapere cosa ne pensate. Se amate il trash, amerete il telefilm. Se amate gli addominali scolpiti pure. Per il resto…ditemi voi.

Voto: 3/5

Fantàsia – La profezia delle inseparabili

Si ricomincia a leggere, grazie al cielo. Credo di avere un blocco per qualsiasi cosa, in questo periodo. In ogni caso, si riparte con le recensioni! Godetevela!

9181385

Titolo: La profezia delle inseparabili
Autore: Michelle Zink
Data di pubblicazione: Gennaio 2010
Pagine: 292
Editore: Salani
Trama: New York, 1890: Lia e Alice hanno sedici anni, sono gemelle e sono appena rimaste sole al mondo. Alle due ragazze non resta che ritirarsi nella sinistra villa di famiglia e sforzarsi di tornare a una parvenza di normalità. Ma non c’è nulla di normale nel destino che le attende: sul braccio di Lia appare un misterioso marchio, e poco dopo dalla biblioteca paterna emerge uno strano libro, colmo di profezie sul ritorno in Terra degli Angeli Caduti e sullo scontro che potrebbe precipitare per sempre il mondo nelle tenebre. E man mano che nella sua vita si fa strada un’inquietante verità fatta di spiriti senza pace, antiche stregonerie e contatti con l’oltretomba, Lia comprende di essere la depositaria di un terribile destino che potrebbe costarle non solo l’amore e vita, ma l’anima stessa. Perché la battaglia finale per la salvezza o la dannazione dell’umanità è alle porte, e la sua più grande nemica altri non sarà che la persona che le è più vicina al mondo: la sua gemella.

Ivory-Tower-the-neverending-story-690136_1024_640

Mhkhnjmeh.

Questa è stata più o meno la mia reazione quando ho finito il libro. Ce l’avevo in libreria da un annetto, più o meno, e finalmente l’ho tirato fuori. Letto in una serata o poco più, ritengo di aver letto di peggio. Ma ho anche letto di molto meglio!
La storia gravita intorno a Lia (che sta per Amalia, che diminutivo stupido per un nome così bello), una sedicenne di New York sul finire dell’Ottocento. Informazioni che ci vengono buttate lì e che potrebbero anche non esserci, per quanta atmosfera storica c’è in questo libro. La povera Lia è appena rimasta orfana, insieme ai suoi due fratelli, Henry, dieci anni, piccolo saggio in sedia a rotelle, e la propria gemella Alice. La cosa è già abbastanza triste di suo, ma in aggiunta Lia ci fa sapere (è lei che parla in prima persona) che dalla morte del padre, che dà l’inizio alla vicenda, è comparso sul polso della ragazza uno strano marchio. Neanche ventiquattr’ore dopo, Lia viene a conoscenza di una tremenda profezia che parla di Angeli Caduti, Bestie di Satana, cataclismi di ogni tipo, e di due gemelle, chiamate la Custode e la Porta. Ora, prima che chiamate gli acchiappa-fantasmi, restate cheti un secondo, e fatemi finire: la Custode deve impedire alla Porta di far tornare nel mondo Samaele, che altri non è che Satana in persona (io sapevo che si chiamava in altro modo, ma boh…). In pratica, la solita storia della gemella buona e la gemella cattiva. Vi devo dire chi sono le due gemelle?
Da qui in poi la storia si dipanerà di mistero in mistero, fino alla semi-conclusione, che dovrebbe accompagnarci nel secondo volume della trilogia.
Ebbene sì, è una trilogia. E il primo difetto di questo libro è che, a meno che non siate anglofoni, non vi potete leggere il seguito, giacchè Salani, nella sua imperscrutabile saggezza, ha deciso di non tradurre e pubblicare gli altri due volumi. Amen.
Ma non crucciamoci: ci sono altri motivi per non leggere questo libro. Innanzitutto, come vi ho già anticipato prima, è l’atmosfera: non esiste. New York nel diciannovesimo secolo è uno scenario non da poco, avrei dovuto, durante la lettura, sentirmi un po’ parte dell’ambiente, dell’epoca storica. Per me quest’atmosfera non c’è, non l’ho sentita minimamente: poteva essere ambientata in qualunque altro luogo dell’emisfero occidentale, in qualunque momento degli ultimi due secoli, attacco alle Torri Gemelle (anche loro) compreso. Quindi niente atmosfera.
Altro tasto dolente, i personaggi: sembrano tutti uguali. La protagonista è scema: per arrivare alle cose ci mette un sacco di tempo, ma nonostante ciò appena sente parlare della profezia e di tutto il cucuzzaro ci crede subito. Così, con uno schiocco di dita. Non ha profondità, nè carattere. Le sue amiche sono peggio di lei.
Alice, che dovrebbe essere la gemella cattiva, potevano anche lasciarla nel Paese delle Meraviglie: a parte che non ha nessun approfondimento psicologico (perchè è cattiva? Che le hanno fatto? Il bianconiglio le ha rubato il dolcetto?), ma non è neanche così cattiva come pensa la sua gemella. Alice ci mette un intero libro prima di fare qualcosa di veramente cattivo, ma Lia è dalla prima pagina che la mena con la crudeltà della sorella, il tutto senza una base logica. Anche il loro rapporto sembra costruito ad arte: prima erano complici, poi si sono allontanate, ma perchè? Elsa e Anna hanno smesso di parlarsi perche Elsa doveva nascondere i suoi poteri, ma queste due? Non c’è approfondimento neanche qui.
La trama ha qualcosa di intrigante, ma anche qui non è stata sviluppata a dovere: troppa carne al fuoco, rivelazioni random che avrebbero dovuto essere distribuite meglio, poca suspance.
Ha il pregio di essere comunque un libro scorrevole, piacevole da leggere per passare un pomeriggio, e lascia la vaga curiosità di sapere come andrà avanti. Verso la fine sembra salvarsi un po’, con gli accadimenti che verranno e lasceranno la povera Lia in uno stato di profonda prostrazione emotiva.
In sostanza: non è un grande romanzo gotico. Si fa leggere, se cercate qualcosa di non troppo impegnato, ma considerato che la serie è interrotta non so se vi conviene. Io vi ho avvisato.

Voto: 3/5

Orient Express – Il magico potere del riordino

 23494563

Titolo: Il magico potere del riordino
Autore: Marie Kondo
Data di pubblicazione: Dicembre 2010
Pagine: 247 pp
Editore: Vallardi
Trama: Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi, ricordi…) ci sommergono all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli e ci soffocano. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve. Il magico potere del riordino non è solo un manuale per «casalinghe disperate», ma un libro unico che libera gli spazi e la mente di manager e professionisti.

Kimono_by_Estheryu

Questa è pazza. No ma seriamente. Solo una con seri problemi mentali potrebbe essere fissata con l’ordine dalla tenera età di cinque anni. Per non parlare degli scherzetti malefici a distratti membri della famiglia. Che donna psicopatica.

Bizzarre abitudini della Konmari a parte, trovo che il suo libro sia comunque interessante: i suggerimenti pratici sembrano fattibili e carini, e dovrebbero essere di aiuto a una come me che ha la stanza in disordine perenne (c’è da dire che da me il pavimento si vede. Sedie e scrivanie no, il pavimento sì.) Va detto che almeno la metà di questi suggerimenti me li aveva già dati la mia mamma (ciao ma’). A partire dall’ordine butta tutto quello che puoi!

A questo proposito, ho notato nelle recensioni una resistenza incredibile all’idea di buttare via i libri. Incredibilmente, sono d’accordo con la Konmari: se il libro ha fatto il suo ciclo va nel bidone della carta. Prima di darmi fuoco al grido di ERETICA! tenete conto che anche le biblioteche buttano i libri (lo so, ci lavoro!), quelli in cattivo stato innanzitutto, e non potete pretendere di portare i vostri, specie se sono ingialliti o hanno passati anni in cantina e sanno di muffa, perchè a quel punto la biblioteca butta anche quelli, ve lo assicuro. Quindi: se non volete più il libro, osservatelo, e se è giallo o in cattivo stato per me va nel bidone della carta, a meno che non conosciate qualcuno che fa mercatini, a quel punto quelli gialli glieli potete dare, magari li piazza. Se sono più o meno nuovi potete donarli alla biblio o provare a piazzarli, se avete tempo da perdere, o regalarli a Natale. Se no, Konmari ha ragione.

Detto questo, ammetto che la parte più “spirituale” l’ho apprezzata, perchè sono cose in cui mi ritrovo: l’idea che gli oggetti e i luoghi abbiano una propria anima non mi è affatto nuova, anche senza essere scintoista.
Per farla breve, l’ho trovato un testo sicuramente carino, utile, ma non un capolavoro, e di sicuro non ne farò la mia nuova Bibbia. Lo riporterò in biblioteca e lascerò che continui il suo giro. E magari proverò a mettere in ordine la stanza, un giorno di questi.

Voto: 3/5

Ciak, si gira! – Crimson Peak

Vi dico solo questo: il sedere di Tom Hiddleston in tutta la sua gloria. Ora potete evitarvi la recensione.

Mi avevano detto che questo film è noioso. Mi avevano detto che questo film è orrendo. Mi avevano detto che questo film è inguardabile.
Non mi avevano detto che Tom Hiddleston vale sempre la pena, e che dieci secondi del suo sedere valgono praticamente tutto il film. Ma potevo immaginarlo.

La storia di questo film (che sottotitoleremo il giorno in cui gli Dei ci donarono una tale magnifica visione) è piuttosto comune: una giovane fanciulla, piena di belle speranze, incontra un affascinante visionario e si innamorano. I due si sposano e vanno a vivere nel decrepito maniero di lui, con un buco nel soffitto da cui escono perennemente foglie secche (manco vivessero sotto la foresta pluviale, per aver tutte ste foglie che cadono), con “argilla rossa” che scende dalle pareti come sangue, che più che altro assomiglia a marmellata di lamponi (ecco, io invece di una scavatore l’avrei reso un coltivatore di lamponi, sarebbe stato più credibile), situato nel bel mezzo del nulla, inquietante e infestato di fantasmi. Con la di lui sorella, anche lei inquietante e infestata dai fantasmi.

Potranno mai vivere per sempre felici e contenti? Ma quando mai: la ragazza, che sembra essere uscita dal Sesto Senso, vede i fantasmi, che invece di sembrare persone normali (come tutti i fantasmi per bene) assomigliano a zombie incattiviti immersi nella marmellata di lamponi. E i fantasmi le dicono di andarsene via da lì, subito subito. Addirittura la madre (morta) la mette in guardia da un posto chiamato Crimson Peak. E come si chiama la casa dove vive la di lui famiglia da generazioni?

Esatto. Allerdale Hall.

Ma viene definita Crimson Peak perchè quando nevica la terra, rossa per i lamponi l’argilla, rende la neve rosso cremisi con un effetto molto molto inquietante. Ovviamente lei lo scopre quando ormai è lì da una settimana e sta facendo le uova al tegamino. Che culo.

Indagando indagando, la ragazza si rende conto che i due fratelli nascondono parecchie cose, tra cui: 1) una terribile genitrice, 2) i numerosi matrimoni di lui con donne misteriosamente scomparse, 3) la ricetta segreta per la torta ai lamponi più buona del mondo. E per tenere questi segreti sono disposti a tutto, anche a terribili misfatti! Perchè nessuno deve mangiare la torta di lamponi più buona del mondo a parte loro. Che malvagità.

La torta di lamponi più buona del mondo

Quando si rende conto del manicomio in cui si è trovata, la ragazza, molto giudiziosamente, vuole telarsela. Ma ovviamente non può, e perchè? Perchè è bloccata dal più classico dei clichè: una tormenta di neve. Eccerto. E da lì si scatena l’apocalisse.

Ora, vi dirò cosa penso sinceramente: non fa paura. Neanche un po’ (va beh, sono saltata su un paio di volte, ma è che detesto i rumori forti). Comunque i fantasmi non fanno paura, fanno solo schifo. E inquietudine. Quindi se sperate in un horror vero sciolate.

Ma nonostante ciò, il film mi è piaciuto. Non a livelli stratosferici, ma visivamente è molto bello (con tutto quel rosso che gira), anche se i vestiti della Mia Wasikowska (si scrive così? Mah) mi facevano un po’ tristezza, con tutti quegli sbuffi senza arte nè parte.

Ecco, a proposito della Mia: più la vedo recitare e più mi sembra incapace. E’ il terzo film in cui fa la protagonista, e mi è sembrata uguale in tutti e tre. Qui poi il suo personaggio era particolarmente pirla, quindi non le ha giovato.
Diverso il discorso per Tom (che già sappiamo essere un dono del cielo per tutto gli esseri androfili di questo mondo), un attore sempre più bravo e sempre più figo ogni volta che fa qualcosa, ma anche questo è risaputo. Per me è stata una piacevole sorpresa scoprire Jessica Chastain, attrice che non avevo mai visto prima e che ho potuto molto apprezzare per il suo ruolo in questo film (fa la sorella di lui. E se non lo capite dai primi cinque minuti in cui compare, ve lo dico io: è pazza. Soffre di astinenza da lamponi, povera).

Il finale personalmente me lo aspettavo: si capiva da un sacco di indizi lasciati qui e là, ma ho sperato di sbagliarmi fino all’ultimo. Invece il mio intuito ci aveva visto giusto per l’ennesima volta.

Per concludere: non è un capolavoro. Non c’è grande azione (infatti il resto della Sacra Famiglia l’ha trovato noiosissimo) ma io personalmente l’ho apprezzato molto, soprattutto per questa atmosfera un po’ immaginifica. Se vi piacciono i film di fantasmi, con atmosfere gotiche che ricordano vagamente Il Labirinto del Fauno, guardatevelo. Se no, andate a mangiarvi una fetta di torta al lampone e andate in pace.

Voto: 3/5

Giallo come zia Agatha – A.s.s.a.s.s.i.n.a.t.i.o.n.

 

13579219

Titolo: A.s.s.a.s.s.i.n.a.t.i.o.n.
Autore: Guido Sgardoli
Data di pubblicazione: 2009
Pagine: 333 pp
Editore: Rizzoli
Trama: Londra, fine Ottocento. David Pip e il suo amico Calum Traddles fuggono dall’orrido orfanotrofio in cui sono rinchiusi per svelare il mistero della scomparsa in Svizzera di Sherlock Holmes: David è convinto di essere suo figlio ed è deciso a dimostrarlo ritrovando l’elusivo genitore. In un rocambolesco, improbabile, divertente viaggio per l’Europa degno di Jules Verne, fra treni di lusso e mongolfiere, incontrano svariati personaggi sbucati da romanzi famosi: il perfido Fagin, i Tre uomini in barca con tanto di cane, Dracula, Monsieur Poirot… Un piccolo albergo sulle cascate cela il segreto della presunta morte di Holmes, e i due ragazzini avranno una parte importante nel chiarire le cose una volta per tutte. Età di lettura: da 12 anni.

basil-linvestigatopo_3

Innazitutto mi scuso: quando ho creato gli scaffali per la Biblioteca, non ho pensato alla letteratura per ragazzi. Rifletterò se creare uno scaffale ad hoc in futuro o no. Intanto chiedo venia.

Allora, parliamo di questo libro, vi va?
Mi sono auto-intimata di leggerlo per colpa di una sfida di lettura che dovrò dirigere in biblioteca con la mia responsabile. Siccome i libri in gara erano questo e Coraline, e Coraline l’avevo già letto, minimo minimo dovevo essere pronta!
Detto ciò, sarò sincera: non l’ho amato particolarmente. Sì, l’idea è carina, e sì, Sherlino mio è sempre un valido motivo per leggere un libro, quindi alla fin fine non è così malvagio…ma dovevi mettere tutta sta gente da altri romanzi?
Perchè i romanzi che Sgardoli prende dentro in questo libro sono davvero tanti, e alcuni personaggi sembrano messi lì giusto giusto per fare numero (tipo Dupin o Heathcliff e compagna). Personalmente avrei preferito meno personaggi ma con una parte più importante (voglio dire, quei tre cretini in barca era gestiti abbastanza bene, hanno avuto il loro significato). Ma così sembra quasi che il nostro signor Sgardoli di San Donà di Piave (ma davvero è nato lì? E’ a un passo dal paesino di mio papà!) abbia semplicemente voluto farci vedere quanto era bravo a conoscere tutti questi classici. O, a voler essere ottimisti, a voler fare nascere la curiosità dei ragazzi per più classici possibili: in entrambi i casi siamo felici per lui, però secondo me il troppo stroppia.
Anche l’idea dell’A.s.s.a.s.s.i.n.a.t.i.o.n. non l’ho amata particolarmente: non vi faccio spoiler, ma per come è stata presentata mi sembra un po’ raffazzonata e campata per aria. Secondo me non è stata sviluppata bene, anzi: preferivo qualcosa di meno meta-letterario, anche se capisco perchè l’abbia fatto. Quindi gnì.
In ogni caso lo stile è carino: il modo di scrivere ricorda un po’ i romanzi di Conan Doyle (giusto un po’) ed è piacevole e ironico, perfetto per i ragazzi.
I personaggi non sono trattati malissimo, ma secondo me quelli che emergono sono inevitabilmente David e Calum, che sono tutta farina del suo sacco e si vede: interessanti e coerenti, in particolare David ha mostrato una certa profondità che mi ha fatto stringere il cuore. E poi Sherlock, ma Sherlock per quanto mi riguarda viene bene in tutti i luoghi e in tutti i laghi, quindi sono decisamente di parte.
L’unica pecca di questa libro, personaggi letterari a parte, è un po’ lo sviluppo non particolarmente vivo: ci sono dei pezzi che ho letto molto a fatica, nonostante tutta l’azione. Diciamo che non c’era grande verve.

Detto ciò, non è malvagio: è piacevole per passarsi un paio d’ore, ma secondo me lo apprezzerete di più se a) avete letto tutti i romanzi citati, b) non ne avete letto nessuno. Almeno la mia teoria è questa. Quindi se siete curiosi cercatelo in biblioteca (credo abbia vinto un premio, quindi dovrebbe esserci) e buttateci un occhio, male non può fare.

Voto: 3/5