Galaxy Quest – The 100

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Titolo: The 100
Autore: Kass Morgan
Data di pubblicazione: Gennaio 2016
Pagine: 340 pp
Editore: Rizzoli
Trama: A seguito di una devastante guerra nucleare, l’umanità vive su stazioni spaziali al sicuro dalla superficie radioattiva della Terra. Cento delinquenti minorenni, che la società considera sacrificabili, vengono scelti per un compito molto rischioso: ricolonizzare il pianeta. Per loro potrebbe essere una seconda chance…o una missione suicida.

fantascienza

IO SONO SCONVOLTA. Dire che questo libro è osceno è poco.

Ultimamente devo avere una sorta di maledizione addosso, perchè è il secondo libro di seguito che leggo e che vorrei lanciare dalla finestra. Ma perchè.

Parto dicendo che ho preso questo libro perchè sono una fan della serie tv. La adoro, è uno dei pochi telefilm che guardiamo tutti in famiglia, gatto compreso. Quindi quando è uscito il libro tradotto ho convinto (leggi: obbligato) la mia capa a metterlo nell’elenco degli acquisti. Quando è arrivato ero tutta contenta e felice perchè “Oh, magari è la volta buona che mi becco un po’ di sano Bellarke”.

E INVECE NO.

L’idea di fondo del libro è bella: cento delinquenti minorenni vengono mandati sulla Terra per sopravvivere. Aveva tutte le carte in regola per essere un libro con il botto, con avventura, azione, intrighi, pericoli, e un po’ di sana romance perchè sì, alla fin fine parliamo di adolescenti. Poteva essere un buon young adult distopico. Infatti, se ci fate caso, la serie tv è venuta bene proprio per questo motivo, perchè era una buona idea.

Peccato che nel libro non ci sia niente di tutto ciò. E’ una sfilza di patemi d’animo di un gruppo di adolescenti idioti, egoisti, superficiali, fatti con lo stampino che fanno le stesse cose che farebbero se la storia fosse stata ambientata in un liceo di Palermo: cioè cazzate. E ancora peggio, cazzate di portata astronomica, visto e considerato il contesto in cui si muovono.

Ma non è colpa loro se sono così deficienti: fossero stati pensati così, potevo accettarlo, esistono degli adolescenti con queste caratteristiche (anche degli adulti eh!). Ma è proprio il modo di scrivere dell’autrice che fa pena, e non può mostrarli che così: perchè la verità, signori miei, è che questo libro è scritto male. Ma proprio malissimo.

Le descrizioni, praticamente, non esistono: potremmo essere nella giungla del Borneo come a Quartoggiaro, per quello che ne so. Cioè, c’è l’albero, c’è il bosco, c’è un corridoio. Fine dell’ambientazione. I personaggi sono tutti uguali (giuro, se non ci fosse il nome all’inizio del capitolo non avrei capito di chi si stava parlando). Approfondimento psicologico manco a parlarne. Trama: mah, non so, c’è una trama? Sul serio? Perchè io non l’ho vista. Non parliamo poi del finale: doveva essere sconvolgente, qualcosa che ti fa venire voglia di leggere il seguito, un cliffhanger da paura. Sì, ma senza la paura: non c’è brivido o tensione, niente. L’unica cosa che sentivo era “ma chi me l’ha fatto fare di perdere tempo con questa qui?”

Potrei andare avanti per ore a dirvi quanto sono rimasta delusa da questo libro: forse avevo aspettative alte proprio per colpa della serie, ma fidatevi, aspettative alte o no, so riconoscere se un libro è oggettivamente bello o no. E questo non lo è. Fatevi Netflix e cominciate a guardarvi le puntate, ma per l’amore di tutto ciò che è sacro, non perdete tempo a leggere questo libro.

VOTO: 1/5

Galaxy Quest – L’ombra del torturatore

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Titolo: L’ombra del torturatore
Autore: Gene Wolfe
Data di pubblicazione: Marzo 2012
Pagine: 293 pp
Editore: Fanucci
Trama: Come la ruvida cartolina olografica in grado di restituire con una sensibile inclinazione lo sviluppo tridimensionale dell’immagine, le vicende di Severian, apprendista artigiano della corporazione dei Torturatori, si muovono tra paesaggi medievali e architetture avveniristiche. Sullo sfondo la Torre di Matachin, luogo d’iniziazione ai segreti della casta che ammette come unici adepti i figli delle proprie vittime; in primo piano, l’amore per la condannata Thecla, motore propulsore della storia, che condurrà il protagonista lontano da Nessus, la Città Immortale; ed è in cammino sulle vie dell’esilio, con la spada del Maestro come unica compagna, che Severian tenterà la riscossa contro l’imperscrutabile potere dell’Autarca…

fantascienza

Cosa. Diavolo. E’. Questa. Roba.

Per colpa di un destino avverso ho dovuto leggere questa…cosa, questa pustola infetta, per la gara a squadre di Reading Challenges. Ce l’avevo lì da un po’, ci serviva un lavoro con la T e ho detto “Ma sì, sono 300 pagine, quanto male potrà fare?” Tanto, Rolly. Tanto male. Sento proprio l’odio profondo per libro e autore anche adesso che scrivo.

A me è già capitato di incontrare libri brutti, ma di solito non arrivano a pagina 40 con me. Se non mi ispira mi fermo e lo lancio dalla finestra, e pace. Ma siccome questa volta sono stata costretta a finirlo vi beccate tutto il mio astio.

Andiamo con ordine: lo stile. E’ un guazzabuglio: è pieno di figure retoriche, a volte usate anche bene, ma che si perdono nel mare di digressioni, speculazioni filosofiche, parole inventate senza uno straccio di spiegazione, descrizioni inutili e passate completamente inosservate e misoginia dilagante. Forse è un bello stile, per qualcuno, per me è inutilmente complicato e basta.

I personaggi fanno schifo: sono inespressivi, inutili, senza empatia, delle specie di sagome di cartone che fanno cose a caso, senza profondità (se c’è, io non la vedo) e senza attrattive, e il protagonista è il peggiore di tutti, visto che dovrebbe essere il più figo e invece risulta il più antipatico, il più misogino e di sicuro il più inutile.

L’ambientazione sarebbe anche bella e interessante, se si capisse. Ma non si capisce assolutamente niente, è un bailamme di nomi in finto latino a caso, di posti a caso con personaggi a caso che fanno cose…a caso. E’ tutto a caso.

Ma il peggio del peggio è la trama: non. si. capisce. niente. Giuro. Ha un vago inizio, un vago motivo che porta il nostro protagonista a cominciare il suo viaggio, succedono un sacco di cose inutili e poi si interrompe di colpo. Così, perchè gli andava. La cosa sconvolgente è che questo tizio ha anche vinto dei premi. Ma come si fa.

In sostanza: stile brutto più personaggi brutti più trama brutta uguale libro brutto. Non dite che non vi avevo avvertito.

VOTO: 1/5