Fantàsia – La casa di Ade

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Titolo: La casa di Ade
Autore: Rick Riordan
Data di pubblicazione: Ottobre 2013
Pagine: 560 pp
Editore: Mondadori
Trama: Annabeth e Percy sono precipitati in un baratro profondissimo, tanto da ritrovarsi nelle viscere del Tartaro. I semidei non hanno un istante da perdere: Jason, Leo, Piper, Frank, Hazel e Nico dovranno trovare al più presto la Casa di Ade e sigillare le Porte della Morte, imprigionando le creature infernali che premono per oltrepassarle. Solo così potranno liberare i due eroi e impedire il ritorno di Gea, la dea della terra, che vuole distruggere il mondo con le sue armate di giganti. Senza trascurare un piccolo dettaglio: dovranno essere dalla parte giusta, quando le porte saranno chiuse, altrimenti non potranno più uscirne! La posta in gioco è più alta che mai in questa nuova avventura, in cui i semidei si misureranno con i mostri spaventosi che dimorano lungo le sponde ribollenti del Flegetonte e negli abissi infuocati del Tartaro.

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E’ pressapoco quello che ho provato durante tutta la lettura.
CVD, nonostante il tesizzamento selvaggio (che avanza, tra parentesi), ho letto questo libro in un lampo.
Ciancio alle bande, vediamo un po’ di che si tratta.

Nello scorso volume, Il Marchio di Atena, eravamo rimasti con il cliffhanger peggiore della storia: i nostri eroi hanno recuperato l’Athena Partenos, ma nel mentre Annabeth e Percy precipitavano nelle oscurità del Tartaro.
Dramma.

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La trama si divide in due: da un lato abbiamo la coppia del secolo Percy e Annabeth nel Tartaro alle prese con i molteplici pericoli del luogo, dall’altro abbiamo gli altri cinque semidei della profezia più Nico più una statua di Athena alta sei metri in viaggio verso la Casa di Ade, un tempio dedicato al dio degli inferi nell’Epiro (che vuol dire Grecia, per chi non lo sapesse). Meta di entrambi i gruppi, le Porte della Morte.
Credo di poter affermare che questo sia il libro più bello di questa pentalogia (lo so perchè ho finito anche quello dopo ahahha): è cupo ma anche ironico, abbiamo l’azione, l’epicità (Frank a Venezia ha guadagnato tanti di quei punti che non vi dico), i sentimenti (Nico. Di. Angelo. E non dico altro)…insomma, non ci facciamo mancare niente.
La scelta di dividere la trama in due è stata intelligente: ha aggiunto tensione e suspance alla formula dei libri precedenti (formula che, mi spiace dirlo, sta diventando piuttosto ripetitiva).
I ragazzi sono tutti adorabili: è bello che siano così diversi l’uno dall’altro, sia esteriormente, per provenienza, colore della pelle e tutti, sia interiormente, e riescano comunque ad essere, ognuno di loro  e a suo modo, un vero eroe/eroina. Va detto, però, che secondo me ci vorrebbe un po’ di differenziazione tra di loro, perchè, nel modo in cui Riordan ne scrive, cominciano ad assomigliarsi un po’ tutti, ed è un vero peccato.
L’ambientazione è la vera perla di diamante: già in altri momenti della serie si è potuto apprezzare il lavoro che Riordan ha fatto con la mitologia greca, trasportandola in un mondo moderno e reinterpretandola, lasciando comunque intatto il suo spirito. In questo volume, in particolare, il modo in cui il Tartaro viene descritto è veramente bello: è terrificante e senza speranza al punto giusto, pur con delle punte di ironia (è ambientata nel Tartaro la seconda scena più esilarante della serie).

Ricapitolando (che qua devo passare a recensire quello dopo): trama avvincente, scene spettacolari, personaggi adorabili, ambientazione greca da paura. Che volete di più?

Voto: 4/5

Fantàsia – Il marchio di Atena

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Titolo: Il Marchio di Atena
Autore: Rick Riordan
Data di pubblicazione: Gennaio 2012
Pagine: 528 pp
Editore: Mondadori
Trama: Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo, cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.

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E che vi avevo detto? Non riesco a stare troppo senza leggere, mi viene la tristezza. Quindi eccoci qui.
Finalmente ho ripreso in mano la saga di Percy Jackson e non ne sono rimasta assolutamente delusa: questo libro è una forza della natura!

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Facciamo il punto della situazione: abbiamo lasciato Percy nel Campo Giove, dopo una scappata in Alaska dove ha liberato Thanatos, sconfitto un gigante e fatto amicizia con due semidei romani (Hazel e Frank). Annabeth, Leo, Jason e Piper sono partiti, a bordo dell’Argo II, con destinazione il campo romano, per recuperare Percy e dare seguito a una profezia (quante, quante, quante profezie ci sono in questa saga? Ormai ho perso il conto)

Il libro si apre proprio con la nave che atterra a Campo Giove, dove c’è un piacevole momento di riunione tra i semidei, tra Annabeth, che prima bacia il suo ragazzo e poi lo mena, e Reyna, che vorrebbe fare a Jason sia l’una che l’altra cosa (la capisca. Pora donna, si merita una vita felice).

In ogni caso, mentre principalmente le cose sembrano andare bene, tra i ragazzi che parlano, si conoscono, fanno amicizia e tutto, ecco che all’improvviso succede il patatrack: un avvenimento imperdonabile aizza i semidei romani contro i greci. I nostri sette sono costretti a fuggire a bordo dell’Argo II, volando via in un vortice di fumo.

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Da lì in poi i ragazzi vivranno un’avventura dopo l’altra, tra incontri divini, mostri, mortali vanitosi, eroi presuntuosi, pirati trasformati in delfini pazzi, fino ad approdare alla Madre di tutte le metropoli: Roma, grande, meravigliosa ed eterna. Là, i nostri sette dovranno mettersi all’opera per sanare un’antico torto, salvare un amico intrappolato e impedire la distruzione del mondo. Niente di nuovo, in pratica.

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Parlando del libro in sè, secondo me è all’altezza dei precedenti. Devo essere sincera, è passato un po’ di tempo da quando ho letto i primi due della saga (è Gli eroi dell’Olimpo, nel caso non lo sapeste), quindi temevo di non riuscire a riprendere le fila del discorso: invece non ho avuto grossi problemi, considerati i numerosi riferimenti che Riordan lascia qua e là per il lettore distratto.
Come dicevo, il libro è del tutto simile agli altri due nello stile: è allegro, ironico, scanzonato, pur affrontando comunque temi di una certa importanza. Si riconferma essere una saga, per così dire, al passo coi tempi.
La trama è bella: è avvincente, ma abbastanza lineare perchè si riesca a seguirla senza troppi problemi. Anche i numerosi cambi di punto di vista sono omogenei, poichè raccontano lo stesso viaggio, visto da parti leggermente diverse, quindi seguire gli avvenimenti è facile.
I personaggi hanno avuto più o meno tutti lo stesso spazio, anche se non ci sono stati capitoli di Frank, Hazel o Jason, che hanno comunque avuto il loro spazio (forse Jason un po’ meno) grazie alle interazioni con gli altri quattro. E tutti e sette si rivelano essere adorabili e complessi, ciascuno a modo loro: non ce n’è uno che spicca sugli altri, e le relazioni tra di loro si fanno sempre più approfondite e interessanti.
Il mio preferito, a parte Nico di Angelo, che è sempre il mio spuccino, è ovviamente Percy: perchè come si fa a non amare uno che riesce a far scappare dei pirati mezzi-delfini minacciandoli come una Diet Coke (La. Scena. Migliore. Di. Sempre.)? Dai. E’ uno spuccino.
Il finale…è terribile. Cioè, no. Ma come? Come hai potuto farmi questo, Rick? Perchè?

Il cliffhanger peggiore della storia. Ma seriamente.
Quindi, ricapitolando un secondo: ottima storia, ottimi personaggi, ottimo stile, risate a crepapelle, avventure e azione. Che chiedete di più?

 

Voto: 4/5

Comunicazione di servizio

Eh niente, prima o poi doveva arrivare ç_ç
Devo annunciarvi che La Biblioteca di Amarganta ridurrà le attività al minimo per i prossimi mesi.

Per quale motivo, vi chiederete.
Come forse ho accennato da qualche parte, mi sto laureando. Cioè, ci sto provando, e sono in fase tesi selvaggia. Siccome la scadenza per la consegna è a marzo, fino ad allora concentrerò tutte le mie attenzioni su quel lavoro, lasciando indietro praticamente tutto il resto.

Cosa significa per la Biblioteca? Che fino a marzo (forse addirittura aprile) non avrete le rubriche. Proprio no. Zero. Nisba. Recensioni? Forse, o forse no: non riesco neanche a immaginare di arrivare fino ad aprile senza guardarmi qualche film o leggere almeno un libro, ma non so se avrò anche la forza e il tempo di scriverci sopra. Vedremo.

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Mi spiace darvi questa notizia proprio adesso, ci tenevo a fare tutta una serie di cose per Natale ç_ç Sarà per l’anno prossimo.

Voi intanto godetevi la grafica nuova (molto natalizia <3) e i forse post a tema dei prossimi mesi (sempre forse). Dopo la laurea riprenderò a pieno regime, quindi stay tuned!

Ossequi librosi,

Rolly la Bibliotecaria in crisi

Animali Fantastici Book Tag

Sta per finire il mese, non ho fatto nessuno dei post che mi ero ripromessa di fare e con Reckless sono a un punto morto. Meglio che mi consoli con un bel book tag, va!
Questo in particolare l’ho trovato su The BooksCatcher e mi ha ispirato subito (vi ricordate che il tema del mese è proprio Animali Fantastici, sì?)
Quindi sotto con le domande!

 

 

Asticello (Bowtruckle)

Creatura custode degli alberi, è immensamente difficile da riconoscere, essendo piccolo (l’altezza massima è di venti centimetri), ed è apparentemente fatto di corteccia e legnetti, con due piccoli occhi marroni.9706741

Il libro più piccolo che possiedi.

Ho una gatta sulle gambe, quindi non mi va di andare a controllare: a memoria, direi Odd e il Gigante di Ghiaccio di Neil Gaiman, un centinaio di pagine scarse, ma una delle letture più belle di Gaiman!

Celestino (Billywig)

È un insetto originario dell’Australia, è lungo circa 1,2 centimetri e di un vivace blu zaffiro; le sue ali sono fissate in cima alla testa e girano molto in fretta e all’estremità del corpo reca un lungo pungiglione sottile. Chi è punto da un Celestino soffre di vertigini seguite da levitazione.8732822

Qual è, secondo te, una lettura “leggera”?

Ti dico Il Re dei Ladri di Cornelia Funke, un libro per ragazzi che mi ha appassionato moltissimo, tra ladruncoli, una giostra magica e i canali della più bella città del mondo.

Demiguise

Vive in Estremo Oriente, ma è molto difficile da trovare, perché è in grado di rendersi invisibile quando minacciato. Riesce a prevedere ciò che avverrà entro breve tempo e, quindi, per catturarlo si consiglia di non essere prevedibili.29512337

 

Quale libro ti ha colpito, perché gli avvenimenti presenti nella storia ti hanno colto di sorpresa?

Non ho dubbi su questo: Red Rising di Pierce Brown. Generalmente sono piuttosto brava a indovinare dove andrà a parare l’intreccio e anche il genere di avvenimenti che mi devo aspettare da un dato libro, ma questo mi ha spiazzato dall’inizio alla fine. Assolutamente geniale.

Erumpent

L’Erumpent è una grossa bestia grigia africana di grande potenza. Il suo corno può perforare qualsiasi materiale e contiene un fluido mortale che provoca l’esplosione di qualsiasi cosa venga trafitta.18188880

Qual è un libro che ti ha segnato profondamente (positivamente o negativamente)?

Ce ne sono un po’, ma uno di quelli che mi ha segnato di più, e che da bambina era uno dei miei preferiti è Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepulveda. L’ho riletto non so quante volte, piangendo irrimediabilmente sul finale.

Graphorn

Grosso, di un viola grigiastro, con la gobba, ha due corna molto lunghe e affilate, cammina su grosse zampe dotate di quattro dita ed è d
i natura estremamente aggressiva. È un animale molto raro.9707201


Hai un’edizione che non si trova più in giro?

A parte tutta la saga di Harry Potter nella prima edizione, ho una vecchissima edizione di La Storia Infinita di Michael Ende, di quelle che avevano il testo in due colori diversi, rosso e verde. E’ talmente vecchia (e talmente riletta), che tra un po’ cade a pezzi!

 

 

 

 

Occamy

L’Occamy è una bestia piuttosto schiva, ma diventa aggressiva nei confronti di tutti coloro che gli si avvicinano, soprattutto in difesa delle sue uova, dal guscio fatto dell’argento più puro e liscio; inoltre, è in grado di occupare qualsiasi tipo di spazio.1482132

Un libro che leggeresti in qualunque situazione.

Eh. Harry Potter, banalmente. Ogni momento è buono per ricominciare la saga!

 

 

 

Purvincolo (Murtlap)

Questa creatura è simile a un topo ed è abbastanza aggressivo. Anche se non è molto bello, le appendici che ha sulla schiena – simili a un anemone di mare -, se messe in salamoia e mangiate, accrescono la resistenza a incantesimi e maledizioni.9646927

Qual è un libro che hai imparato ad apprezzare durante la lettura?

Incredibilmente, direi Hyperversum di Cecilia Randall. Le prime cinquanta pagine o giù di lì sono un specie di sofferenza, ma dopo l’ho amato alla follia e non vedo l’ora di leggere il nuovo capitolo della saga!

 

 

Snaso (Niffler)

Soffice, nera e dotata di un lungo muso, questa creatura sotterranea ha una predilezione per tutte le cose luccicanti.

L’edizione più appariscente che possiedi.

Di nuovo, vado a memoria e dico Tutto Sherlock Holmes, il mammuttone dei racconti di Conan Doyle sul mio investigatore preferito: è enorme, è giallo ed è morbido. Più appariscente di così!

 

 

 

Tuono alato (Thunderbird)

Il Tuono alato è un grande uccello, nativo dell’Arizona, che grazie a un battito d’ali riesce a provocare una tempesta e che riesce a percepire il pericolo. Una delle case di Ilvermorny porta il nome di questa creatura fantastica. (E’ la mia casa <3)13612830

Un libro che sconsiglieresti, da cui vorresti mettere in guardia i lettori.

L’ombra del torturatore di Gene Wolfe. Io davvero non capisco come faccia a piacere un libro del genere, ed è anche stato premiato! Ed è piaciuto a Gaiman! Ma come diamine è possibile?

 

 

Velenottero (Swooping Evil)

Un po’ farfalla un po’ rettile, il Velenottero vive nel suo verde bozzolo, ma quando dispiega le ali diventa irresistibile. Risulta imbattibile per cancellare i brutti ricordi.10305165

Qual è il libro di cui non ti ricordi il finale o alcuni passaggi?

Mea culpa, ho dei vuoti su praticamente tutta la saga di A Song of Ice and Fire (mi rifiuto di chiamarla Game of Thrones, cavolo!). La ricomincio periodicamente sperando di ricordarmi qualcosa, ma mi fermo sempre ai primi due tre, con il risultato che da La regina dei Draghi in poi è tutto un enorme buco nero ç_ç

Finito! Vi ispira questo tag? Naturalmente siete tutti taggati e liberi di farlo se volete! Fatemi sapere le vostre risposte! 

Sacerdotesse di Avalon

SongStories #2

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Bentrovati a tutti voi, gentili e affezionati biblio-utenti! E’ già il 23 del mese, e anche questa volta torna con noi la rubrica più amata della nostra Biblioteca (non è vero, ma lasciatemi sognare): SongStories! Cioè canzoni che raccontano storie/sono tratte da libri/sono tratte da film tratti da libri/raccontano un momento storico/sono storiche esse stesse (e chi più ne ha più ne metta).
Cianco alle bande ora, veniamo dunque alla canzone di questo mese, che unisce uno dei miei libri preferiti con la ma cantante preferita: musica maestro!

The Mystic’s Dreams – Loreena McKennitt

 

La Canzone

Una delle canzoni più mistiche in assoluto (si vede già dal titolo!), The Mystic’s Dreams deve la sua fama al fatto di essere diventata la colonna sonora di The Mists of Avalon, la mini-serie tratta dall’omonimo romanzo di Marion Zimmer Bradley (in Italia Le nebbie di Avalon). Il libro, così come la mini-serie, tratta la storia di Morgana la Fata, sorellastra di Re Artù e sacerdotessa dell’Isola Sacra, Avalon. Il romanzo prende molto dalle idee del mondo pagano moderno, creando un’atmosfera mistica e religiosa, ripresa dal telefilm, che viene ben espressa da questa canzone.

Ecco il testo:

“A clouded dream on an earthly night
hangs upon the crescent moon
a voiceless song in an ageles light
sings at the coming dawn
birds in flight are calling there
where the heart moves the stones
it’s ther that my heart is longing
all for the love of you

A painting hangs on an ivy wall
nestled in the emerald moss
the eyes declare a truce of trust
and then it draws me far away
where deep in the desert twilight
sand melts in pools of the sky
when darkness lays her crimson cloak
your lamps will call me home.

And so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
and now I feel you move
every breath is full
so it’s there my homage’s due
clutched by the still of the night
even the distance feels so near
all for the love of you.

A clouded dream on an earthly night
hangs upon the crescent moon
a voiceless song in an ageles light
sings at the coming dawn
birds in flight are calling there
where the heart moves the stones
it’s ther that my heart is longing
all for the love of you”.

Traduzione:

“Un sogno nebuloso in una notte terrestre
aggrappata alla luna crescente
una canzone senza voce, in una luce senza età
canta all’alba che sta arrivando
gli uccelli in volo si stanno chiamando là
dove il cuore smuove le rocce
è là che il mio cuore è desideroso
tutto per amor tuo

Un dipinto appeso su un muro d’edera
immerso nel muschio verde smeraldo
gli occhi dichiarano una tregua sulla fiducia
e poi vengo lanciato via lontano
nel profondo del crepuscolo deserto
la sabbia si scioglie in pozze di cielo
quando l’oscurità posa il suo mantello cremisi
le tue lampade mi chiameranno
mi chiameranno a casa.

E allora ecco il mio doveroso omaggio
afferrato dal silenzio della notte
e ora sento, sento che ti muovi
ogni respiro è pieno
allora ecco il mio doveroso omaggio
afferrato dal silenzio della notte
anche se la distanza sembra così poca
tutto per amor tuo.

Un sogno nebuloso in una notte terrestre
aggrappata ad una luna crescente
una canzone senza voce, in una luce senza età
canta all’alba che stà arrivando
gli uccelli in volo si stanno chiamando là
dove il cuore smuove le rocce
è là che il mio cuore è desideroso
tutto per amor tuo”.

(Traduzione a cura di Flavio Poltronieri)

 

La Cantante

Loreena Isabel Irene McKennitt (Morden, 17 febbraio 1957) è una cantautrice e polistrumentista canadese.
È riconosciuta come un’icona della musica celtica, per avere eseguito brani tradizionali come, tra gli altri, Blacksmith e She Moved Through The Fair. Ha venduto nel corso della sua carriera più di 14 milioni di copie.
The Mystic’s Dream è compreso nel suo quinto album, The Mask and the Mirror del 1994.

Alla prossima SongStory!

Teaser Tuesday #5

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Rieccoci con il  Teaser Tuesday, la rubrica creata dal blog Should be Reading che consiste nel condividere uno spezzone del libro che si sta leggendo. Settimana scorsa ho saltato (di nuovo ç_ç), che ci volete fare, la vita vera si mette sempre in mezzo (non mi ero affatto dimenticata, no no.)
Anyway, questa settimana sono alle prese con un libro di Cornelia Funke, Reckless, che sinceramente…non è che mi stia entusiasmando più di tanto. Infatti a finirlo ci sto mettendo un botto.
Comunque, vi avevo promesso un bel teaser e quindi eccolo qui: enjoy!
Regole del teaser tuesdays:
  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso; 
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina
  • Ocio agli spoiler!
  • Riporta anche il titolo e l’autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall’estratto.

Reckless. Lo Specchio dei Mondi – Cornelia Funke – pag.  – Mondadori

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“Fata.
Maledetta, lei e la notte in cui era apparsa improvvisamente nel loro accampamento. La terza battaglia, la terza vittoria. Si era diretta verso la tenda del re, come fosse nata dai gemiti dei feriti e dalla luna bianca che si stagliava nel cielo sopra i cadaveri. Hentzau le si era parato davanti per fermarla, ma lei gli era semplicemente passata attraverso, come l’acqua attraverso una roccia porosa, quasi fosse già morto anche lui. E aveva rubato il cuore al suo re, per riempire il proprio petto che ne era privo.
Anche Hentzau doveva ammettere che persino le loro armi più sofisticate erano di gran lunga meno temute della maledizione che trasformava gli uomini in Goyl.
Ma era sicuro che avrebbero vinto la guerra anche senza di lei, e la vittoria, in quel caso, avrebbe avuto un sapore meno amaro.
-Troverò il Goyl di Giada anche senza le vostre falene – dichiarò.-Sempre che, effettivamente, non si tratti solo di un sogno.
La fata si limitò a rivolgergli un sorriso che lo seguì fuori, alla luce del giorno che gli offuscava la vista e gli sfaldava la pelle come fosse tenera argilla.
Maledetta.”

E voi? Quali sono le vostre letture attuali?

Ciak, si gira! – Animali Fantastici e dove trovarli

Tan tan tanananan, tan tan…tan!

 

 

E’ mai possibile che mi stavo mettendo a piangere già al logo della Warner Bros.?

Come forse non avrete mancato di notare, quando si parla di Harry Potter divento emotiva e il mio cervello comincia fare tanti bei crack. Evidentemente ho qualche problema.

In ogni caso, sono andata a vedere il nuovo capitolo della saga sul Mondo Magico (ormai per me è così che si chiama) con la Sister, drappeggiate nelle nostre magliette di Hogwarts (Serpeverde per me, Tassorosso per lei) (la strana coppia). Eravamo eccitatissime, e, devo dire, non siamo rimaste deluse.

Per chi non la sapesse già, breve riassunto del film (senza spoiler): è il 1926. Mentre nel mondo Babbano cominciano a profilarsi le idee che porteranno al potere il partito nazista in Germania, il mondo Magico vive un’atmosfera simile con i vari attacchi di Gellert Grindelwald e dei suoi seguaci, convinti sostenitori della necessità dei maghi di uscire allo scoperto e sbarazzarsi dei Babbani una volta per tutte. Dopo aver causato parecchi problemi in Europa, Grindelwald sparisce, facendo sospettare molti di aver lasciato il Vecchio Continente.

Cambio scena: a bordo di una nave, in avvicinamento al porto di New York, sta un giovane mago dalla zazzera rossa, tale Ron Weasley Newt Scamander. Con lui, una valigia a dir poco sospetta.
Il giovane Newton Artemis Fido Scamander, in giro con il suo cappotto azzurro e la sua sciarpa di Tassorosso, scende dalla nave e comincia a vagolare per New York senza una chiara meta, fino ad arrivare davanti a una banca. A quel punto succedono tre cose, più o meno in quest’ordine:

  1. Assiste a un comizio dell’Inquisizione Spagnola dei Secondi Salemiani
  2. Perde uno Snaso
  3. Scambia la valigia con quella di un aspirante pasticcere Babbano di nome Kowalsky

La Valigia. Che contiene tutti gli animali fantastici che Newt ha raccolto nei suoi viaggi.
Inevitabilmente, il Babbano apre la valigia, e alcuni animali scappano. Comincia così una caccia all’animale per New York degna dei migliori episodi di Pokemon.

Gotta catch’em all!

Sarà mica finita qui? Eccertocheno.
Mentre Newt vagola per la Grande Mela, un’oscuro essere semina il caos tra i Nomag (i Babbani), distruggendo cose e terrorizzando la città. Il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America (MACUSA), nella persona dell’inquietante Auror Percival Graves, indaga…

Che dire di questo film?
Personalmente l’ho trovato molto immaginifico: gli effetti speciali abbondano, soprattutto per mostrarci tanti, bellissimi, nuovi animali Fantastici, tutti teneri e colorati. Ho amato il Thunder Bird, uno splendido uccello gigante che causa tempeste con le ali.
La trama mi è piaciuta: è sia allegra che oscura, con la giusta commistione di momenti ironici e divertenti e di momenti spaventosi degni dei Doni della Morte. Non è neanche così scontata come potrebbe sembrare.
I personaggi mi sono piaciuti: Newt è tenerissimo, ha ancora molto da mostrare, ma già in questo primo capitolo è assolutamente adorabile, con il suo essere palesamente più a suo agio con gli animali che con gli esseri umani. Kowalski mi ha fatto morire, probabilmente il mio preferito, il Babbano sovrappeso che finisce in questo mondo fantastico, ed è impossibile non sentirsi in sintonia con lui quando spalanca gli occhi di fronte a tutte le meraviglie che si ritrova davanti.
Tina e Queenie Goldstein, una ex-Auror impacciata, l’altra svagata Legilimens, non mi sono dispiaciute, soprattutto Queenie. Solo su Tina avrei da dire: è un personaggio che non ha mostrato molto di sè, che non è ancora nè carne nè pesce, quindi non so ancora bene cosa pensare di lei. Spero che nei seguiti sia presente e si apra un po’ di più.
Per quanto riguarda la famosa comparsata di Johnny Depp (sì, c’è anche lui)…no ragazzi, non ci siamo. Non è così che mi aspettavo il suo personaggio, mi è sembrata più una poracciata che altro.
La cosa più bella, secondo me, a parte gli animali, è stata l’ambientazione: New York, anni 20. Il proibizionismo unito alla forte reclusione dei maghi, al punto di non poter neanche fare amicizia con i Babbani. Gli operai, il progresso, la difficoltà per uno straniero di approdare in America (Newt passa da Ellis Island quando arriva), un chiaro segno dell’immigrazione del tempo. Hanno unito la parte storica dei Babbani con nuove informazioni sulla comunità magica internazionale. Una cosa riuscitissima e che mi è piaciuta davvero molto.

Per concludere: mi è piaciuto? Moltissimo. Lo consiglio? Tantissimo. Inizierò un’altra maratona di Harry Potter tanta è stata forte la nostalgia? Subitissimo.

Voto: 4/5

Sacerdotesse di Avalon