Adolescenti impazziti – George

 

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Titolo: George
Autore: Alex Gino
Data di pubblicazione: settembre 2015
Pagine: 149
Editore: Mondadori
Quarta di copertina: George ha un segreto, un segreto tutto suo che non ha ancora svelato a nessuno: anche se gli altri quando lo guardano vedono un bambino, da tempo George sente di essere una bambina, Melissa. Quando a scuola iniziano i preparativi per la recita di fine anno tratta da “La tela di Carlotta”, George decide di fare il provino per la parte della protagonista, la sua eroina. La maestra, però, pensa si tratti di uno scherzo di cattivo gusto e cosi George si ritrova a lavorare dietro le quinte… ma il giorno dello spettacolo la sua migliore amica Kelly ha un’idea semplice e astuta, che permetterà a George di realizzare il suo sogno e di mostrare a tutti chi è davvero.

 

Ho molto apprezzato questo libricino. Si legge velocemente e con gusto, e anche sembra affrontare la cosa un po’ sottotono, secondo me non è così buonista e “disneyano” come potrebbe sembrare.
Ma andiamo con ordine.
Abbiamo di fronte a noi un bambino: George. George che però non si sente affatto un bambino: si sente una bambina. Non perchè ha le idee confuse o perchè le piacciono i maschi: ha dieci anni, ma sa benissimo cos’è un maschietto e cosa una femminuccia (anche se non ha ancora capito cosa preferisce).
George si sente una bambina, anzi è una bambina: ma questo è un terribile segreto, e se qualcun altro lo venisse a sapere la prenderebbe in giro fino alla morte. Così George va avanti a fare finta di essere un bambino normale, nascondendo riviste per ragazze nell’armadio e osservando le sue compagne spettegolare di trucchi e ragazzi. Neanche la sua migliore amica sa del suo segreto. Finchè non viene organizzata una recita a scuola sulla base di “La tela di Carlotta”, e George decide che vuole essere proprio lei, la saggia Carlotta. E così comincia…
Allora, come ho detto lo stile è molto scorrevole: dice tutto in pochissime parole, e questo è sempre un grande pregio. Rende bene la solitudine, lo sconforto che prova la piccola George (io non so più che genere usare in questa recensione, abbiate pietà) pur senza essere pesante o al limite delle pare mentali.
E’ bella la trama: semplice, lineare, precisa come un fuso. George vuole fare Carlotta. Anzi, George ama e rispetta Carlotta, vuole essere Carlotta. Mi ha fatto venire voglia di leggere il libro.
I personaggi sono giusto degli accenni alla fine, delle pennellate di colore, ma comunque veri: Kelly in particolar modo ci sorprende e ci fa sorridere per la sua esuberanza e la sua prova d’amicizia. Lascia leggermente perplesso il fratello di George, Scott, e la mamma, di fronte alla “rivelazione”, ma tutto sommato possono starci. Gli altri sono giusto accennati, fanno il loro dovere e nulla di più, anche un applauso a Rick glielo farei.
Il finale va bene: rimane un po’ aperto, un po’ “Adesso bisognerà vedere come va”, che rende tutta la faccenda, per quanto un po’ “disneyana”, anche abbastanza realistica, o perlomeno possibile.
Per conludere, trovo che sia una bella lettura, interessante soprattutto per chi si interessa alle tematiche transgender ma anche per chi ama leggere le storie di bambini, diversi dagli altri, che riescono, alla fine, a essere se stessi.

Voto: 4/5

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Adolescenti impazziti – Oh, boy!

 

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Titolo: Oh, boy!
Autore: Marie-Aude Murail
Data di pubblicazione: 2000
Pagine: 187
Editore: Giunti
Quarta di copertina: Morlevent sono tre: un maschio e due femmine. Orfani da poche ore. Hanno giurato di non separarsi mai. Siméon Morlevent, 14 anni. Smilzo per non dire emaciato. Occhi marroni. Segni particolari: superdotato intellettualmente, si accinge a preparare la maturità. Morgane Morlevent, 8 anni. Occhi marroni. Orecchie a sventola. Prima della classe e molto attaccata al fratello. Segni particolari: gli adulti si dimenticano sempre di lei. Sempre. Venise Morlevent, 5 anni. Occhi blu, capelli biondi, uno zuccherino. La bambina che tutti sognano. Segni particolari: fa vivere delle torride storie d’amore alle sue Barbie. I tre Morlevent non hanno nessuna intenzione di affidare il loro futuro alla prima assistente sociale che passa. Il loro obiettivo è lasciare l’orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli. Per delle ottime ragioni. Per delle tremende ragioni. Una delle due non brilla per simpatia, l’altro è irresponsabile e… ah, in più si detestano.

Questo libro mi è stato consigliato dalla mia capa: parlavamo di omosessualità e dintorni e lei è partita in missione nei meandri della biblioteca per poi tornare con il libro e un invito perentorio: “Leggilo”. E così l’ho letto.

Dirò, l’ho trovato veramente molto piacevole. La signora Murail ha uno stile ironico, scorrevole e arguto. Non cerca di farti ridere a tutti i costi ma più di una volta ti strappa un sorriso e una risata a sbuffo. La storia dei giovani orfani Morlevent, con una madre morta suicida, e un padre scomparso, è raccontata con perizia e semplicità. I tre si ritrovano a dover cercare come tutori ( e figure di riferimento) i due fratellastri che il loro padre ha avuto da un matrimonio precedente. Una, Josiane, è un’oftalmologa dei quartieri alti, tutta compresa nel suo ruolo di donna in carriera e persona per bene, l’altro, Bart, è un giovane omosessuale completamente matto.
Il finale è credibile, forse non quello che si vorrebbe, ma tutto sommato il migliore possibile nelle circostanze.

I personaggi sono molto ben tratteggiati, anche per un libro così corto (l’ho letto in una serata): non solo i tre orfani, ma anche i tanti personaggi secondari che gravitano attorno alla vicenda, Amanda, la giudice tutelare, la psicoterapeuta, il dottor Moivisin. Insomma, nessuno di loro è particolarmente approfondito, ma ognuno è perfettamente chiaro e presente. Oserei dire quasi vivo.

Insomma, è una lettura arguta e veloce, e per questo periodo di vacanze lo consiglio vivamente come lettura sotto l’ombrellone.

Voto: 4/5