Telefilm che passione – Black Sails

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SONO IN LACRIME.

E’ LA COSA PIU’ BELLA CHE ABBIA MAI VISTO.

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Seriamente. Io ho già sbandierato da qualche parte il mio amore per i pirati, quindi non dovrebbe sorprendere più di tanto che io abbia amato questa serie, ma qui siamo OLTRE. Qui non abbiamo solo pirati, avventura, battaglie e spargimenti di sangue: qui ci sono i Sentimenti. Quelli veri, che toccano le corde più profonde dei nostri cuoricini di spettatori, quelli che ti uccidono da dentro e fanno colazione con il tuo intestino, annaffiato da litri delle tue lacrime amare. Signori, questa è più di una serie televisiva, è una LEGGENDA.Black Sails GIF - Find & Share on GIPHY

Ma cerchiamo di andare con ordine.
Black Sails è una serie composta da quattro stagioni in totale (sì, è conclusa), prodotta da Starz, la stessa che sta producendo anche Outlander, altro telefilm di buona qualità (mai quanto Black Sails, anche se mia madre non sarebbe d’accordo).
La storia che si propone di raccontare è, fondamentalmente, un prequel del romanzo di Robert Louis Stevenson, L’Isola del Tesoro (di cui vi ho fatto una recensione qui), ambientato circa venti anni prima degli eventi del romanzo e che spiega la genesi di quel benedetto tesoro e, soprattutto, come diavolo sia finito sepolto in quella benedetta isola.
I due protagonisti principali (lo so che è una ripetizione, ma poi capirete perchè uso questa espressione) sono quindi i due pirati che più sono coinvolti nella storia di questo ricco forziere, ossia il famigerato Capitano Flint e Long John Silver, all’inizio della serie solo John Silver. Si parla del loro incontro, del loro rapporto, delle avventure che vivono insieme, dei vicendevoli tradimenti e salvataggi, in un modo sempre più profondo coinvolgente.

flint-silver
Ma non è solo questo: attorno a loro si avvicendano altre storie, altri protagonisti, altrettanto profondi e leggendari. Parlo di Jack Rackham, Charles Vane, Anne Bonny, Edward Teach alias Barbanera: i grandi che hanno fatto la storia della pirateria, quella reale. E’ incredibile come siano stati mescolati personaggi di fantasia (Silver, Flint), personaggi storici (Rackham, Teach) e nuovi personaggi originali, come Eleanor Guthrie o la prostituta Max, giusto per dirne due.
Prima ho detto che la storia ruota intorno a Silver, Flint e il tesoro, ma non è del tutto corretto. La storia narra di eventi legati alle loro vicende, ma è soprattutto incentrata su Nassau, l’isola covo dei pirati, sui personaggi che le gravitano intorno e sulla lotta per il controllo dell’isola, prima tra pirati e poi contro il cosiddetto mondo civilizzato. E’ una storia che narra della lotta di uomini e donne che non si sentono compresi (nel senso più letterale del termine) nel mondo civilizzato e lottano per cambiarlo o distruggerlo, a seconda dei casi. E’ una storia di esseri umani, ciascuno con le sue peculiarità e il suo intero universo personale, che si intrecciano e si scontrano in un ritmo che ricorda le onde dell’oceano.

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Una delle cose più belle di questa serie è la sua coerenza: a vederla sembra (e probabilmente è vero) che le quattro stagioni siano state scritte insieme, come un’unica grande storia che ha i suoi tempi e le sue svolte, e nessun successo o insuccesso di pubblico avrebbe potuto distogliere i narratori dal portarla avanti come intendevano fare fin dall’inizio. E questo hanno fatto: dritti per la loro strada, senza timore di perdere pubblico facendo scelte forse impopolari, tipo uccidendo alcuni dei personaggi più amati (e non farò spoiler qua).
Quindi più che una serie tv è una specie di romanzo a puntate, che prosegue coerente nella trama e nello sviluppo dei personaggi.
Che a proposito di personaggi: abbiamo un bel campionario, pure qua. Da personaggi di qualsiasi orientamento sessuale o quasi, a relazioni non-monogame, a schiavi neri, gente con disabilità, sono state toccate parecchie categorie di personaggi normalmente un po’ bistrattati. Ma questo fatto è solo un surplus, un’aggiunta al profondo lavoro che attori e sceneggiatori hanno fatto nel rendere i personaggi incredibilmente umani e reali: lungi da essere mostri assetati di sangue, questi pirati sono veri esseri umani, che amano e odiano con un’intensità a volte sconvolgente, e ci trascinano nel vortice delle loro emozioni (di nuovo, siamo sempre qui).
Tutte le parti tecniche sono rese in modo incredibile: i costumi, le ambientazioni, gli effetti speciali (pochi, per un’opera storica, ma ben utilizzati), la musica, Dei che musica!, sono tutti curati al dettaglio per creare un’opera che fosse la più coinvolgente possibile.

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E per finire questo sproloquio (anche se andrei avanti ore a parlare di questo telefilm), IL FINALE. Il finale è qualcosa di spettacolare, che mi ha ucciso interiormente per la quantità di lacrime che ho versato, frutto di una tensione e di un pathos che raramente ho riscontrato in una storia di qualsiasi formato, sia esso telefilm, film o addirittura libro.
Ogni fotogramma di questo telefilm è emozionante, ma l’episodio finale e quello precedente sono tra quelli che mi hanno sconvolto di più.

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Ci sarebbe ancora molto da dire su questa serie, ma concluderò dicendovi questo: guardatela. Non ha ricevuto abbastanza amore per quello che merita, per essere uno dei capolavori più incredibili del nostro tempo, per essere così piena di azione ma anche piena di poesia, per i giri incredibili che fa fare ai cuori di chiunque la guardi.
Guardatela, e cambierà per sempre il vostro modo di vedere le serie tv.

Voto: 200/5

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SongStories #3

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DOVEVA ARRIVARE PRIMA O POI.

Per festeggiare in grande stile il ritorno della rubrica dedicata alle canzoni, non potevo non propinarvi lei: la canzone che fa da sottofondo alle giornate di tutte le genti di Fantàsia, dalla Torre d’Avorio alle Paludi della Tristezza, dall’Oracolo Meridionale alla Città degli Imperatori, fino alla nostra Amarganta: TURN UP THE VOLUME, 80’S ARE BACK!

Neverending Story – Limahl

 

La Canzone

Neverending story è la colonna sonora del film fantasy del 1984 La Storia Infinita, tratto dal romanzo omonimo di Michael Ende (sempre sia lodato). Nonostante il film sia un cult del genere fantasy, entrato nel cuore di milioni di persone, e la canzone abbia avuto un successo altrettanto grande, sembra che il romanzo sia per lo più snobbato (o almeno questa è l’impressione che ho avuto): come forse sapete, racconta la storia di un ragazzino di dieci anni, Bastiano, che un giorno trova un libro intitolato La Storia Infinita. Trattandosi di un grande amante dei libri, il bambino comincia subito a leggere, venendo trasportato in una magica terra e nelle vicende di un altro ragazzino, Atreiu. Ma piano piano le vicende del mondo reale e di Fantàsia cominciano a intrecciarsi…

Turn around, look at what you see.
In her face, the mirror of your dreams.
Make believe I’m everywhere, living in your eyes.
Written on the pages is the answer to a never ending story.

Reach the stars, fly a fantasy.
Dream a dream, and what you see will be.
Lives that keep their secrets, will unfold behind the clouds
There upon the rainbow is the answer to a never ending story.

Story

Show your fear for she may fade away.
In your hands the birth of a new day.
Lives that keep their secrets will unfold behind the clouds
There upon the rainbow is the answer to a never ending story.

Never ending story. (3x)

 

Traduzione:

Tocca le stelle, lascia volare la fantasia.
Sogna un sogno, e quello che vedi diventerà realtà.
Vite che nascondono i loro segreti, li sveleranno dietro le nuvole.
E lì sopra l’arcobaleno c’è la risposta ad una storia infinita.

Storia

Esterna la (tua) paura, è per lei [per colpa sua] che potresti svanire.
Nelle tue mani c’è la nascita di un nuovo giorno.
Vite che nascondono i loro segreti, li sveleranno dietro le nuvole.
E lì, sopra l’arcobaleno, c’è la risposta ad una storia infinita.

La storia infinita. (3x)

 Il Cantante

Christopher Hamill in arte Limahl (Wigan, 19 dicembre 1958) è un cantante britannico di musica pop rock / new wave / dance.
Inizialmente frontman del gruppo musicale New romantic / synthpop dei Kajagoogoo, molto famosi negli anni ottanta, diventa successivamente solista di discreto successo.
Deve buona parte della sua notorietà alla hit internazionale The NeverEnding Story (composta in collaborazione con Giorgio Moroder).

Alla prossima SongStory!