Galaxy Quest – Red Rising. Il canto proibito

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Titolo: Red Rising
Autore: Pierce Brown
Data di pubblicazione: Aprile 2016
Pagine: 402 pp
Editore: Mondadori
Trama: Darrow ha sedici anni, vive su Marte ed è uno dei Rossi. La casta più bassa, minatori condannati a scavare nelle profondità del pianeta a temperature intollerabili, rischiando ogni giorno la propria vita. Ma Darrow sa di farlo per rendere abitabile la superficie di Marte, per dare una terra alle nuove generazioni. E a ripagarlo dei sacrifici c’è l’amore per Eo, bellissima e idealista. Finché un giorno i due innamorati sono sorpresi a baciarsi in un luogo dove non avrebbero dovuto, sono processati e condannati da un giudice appartenente alla casta degli Oro, la classe dominante. E mentre Eo riceve le frustate di punizione, la sua voce si scioglie in un canto dolcissimo, un canto proibito di rivolta e speranza, lo stesso canto che era costato la vita al padre di Darrow. E ora costerà la vita a Eo.

 

fantascienza

OH MY GOD.

Sto fangirlando tantissimo.

Voi sapete che io difficilmente apprezzo i libri di fantascienza pura, quindi quando ho visto che il libro era ambientato su Marte ho storto un po’ il naso. Ho cominciato a leggerlo su consiglio della Madre (che, di nuovo, è tornata a casa e me l’ha tipo lanciato in braccio, urlandomi E’ BELLISSIMO!) (Ciao mamma), ma ammetto che ero leggermente scettica. Sono felice di annunciarvi che sono stata smentita e QUESTO LIBRO E’ BELLISSIMO.

Red Rising narra dell’ascesa (non potrei usare una parola migliore per descriverla) del giovane Darrow, un sedicenne, la cui dura vita da Rosso, la bassa manovalanza della Società, ha reso un uomo prima del tempo.
Darrow è duro, cocciuto, pieno di energia repressa e di realismo. Vive nella profondità di Marte, dove, insieme agli altri Rossi, scava per portare alla luce l’helius-3, il prezioso minerale necessario alla terraformazione di Marte. Darrow scava, giorno dopo giorno, convinto che, anche se la sua è un’esistenza dura e miserabile, il suo lavoro servirà a salvare l’umanità da una Terra morente, e a riscattare i Rossi, considerati l’ultima ruota del carro in quella Società di Colori.
Darrow vive relativamente tranquillo, con la sua famiglia, sua moglie Eo, i suoi fratelli, fino al giorno in cui lui e Eo vengono sorpresi in un luogo riservato alle caste più alte.
Per tale disobbedienza, i due vengono condannati alla frusta, ma, quando è il turno di Eo, la voce della ragazza si alza in un canto dolcissimo e proibito. Un canto che per lei significa morte.
Comincia così l’odissea di Darrow per vendicarla, un lungo processo che lo porterà a indicibili sofferenze, a una guerra per il potere e, soprattutto, alla scoperta delle menzogne che gli sono state tenute nascoste per tutta la vita…

Quando la Sister mi ha chiesto di cosa parlasse questo romanzo, ho risposto lapidariamente: “Hunger Games su Marte”. E di fatto è così: non posso spiegarvene il motivo senza fare spoiler, quindi dovrete fidarvi e basta.
La trama è un colpo di scena dietro l’altro: la verità sul mondo di Darrow, il piano della resistenza, i colpi di genio del ragazzo all’interno della guerra delle Case, i continui tradimenti e voltafaccia…non c’è niente di scontato. Chi mi conosce bene sa che ormai è difficile che una trama riesca a sorprendermi davvero: Red Rising c’è riuscito, e questo è il complimento migliore che posso fargli.
I personaggi sono un po’ così: Darrow è eccezionale, magnificamente sfacciato e arrogante, forse un po’ poco credibile per un sedicenne, mentre gli altri difficilmente lasciano qualcosa. E’ un peccato, considerato che in molti ci sono dei guizzi che avrebbero potuto renderli memorabili.
Lo stile è fantastico: non è semplice e lineare, è a volute, un po’ spezzato, quasi grezzo, ecco. E’ la sensazione che mi ha dato mentre leggevo, come un sospiro che si interrompe bruscamente. Ma tiene avvinti alle pagine, e fa immergere nella storia magnificamente.
L’ambientazione è particolare, anche se suono un po’ di già visto: si para di una società divisa in caste, dove ogni casta è contrassegnata da un Colore specifico. Manco a dirlo, i capi di tutto sono gli Oro.
Per concludere brevemente, trovo che sia un ottimo distopico, con uno stile di scrittura un po’ d’altri tempi (mi veniva da pensare ai romanzi degli anni Settanta o giù di lì, ma potrei sbagliarmi), con una trama mozzafiato e un protagonista carismatico e complesso che ho adorato dall’inizio alla fine.
Manco a dirlo, non vedo l’ora di leggere il seguito.

Voto: 5/5

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