Ciak, si gira! – Doctor Strange

VOI NON POTETE CAPIRE. Non potete e basta.

No, seriamente. Io già ho un amore per Benedict Cumberbatch che rasenta la venerazione, in qualsiasi veste lui mi si presenti, ma vederlo diventare un supereroe della Marvel è stata un’esperienza quasi tantrica.

Tra l’altro questo è un film assurdo.

Partiamo dall’inizio: in principio vediamo un gruppo di malvagi cattivi fare irruzione in una specie di biblioteca, decapitare il bibliotecario (peccato gravissimo), strappare un libro (ANCORA PEGGIO), e scappare via indisturbati. Già lì ho capito che il malvagio di turno mi sarebbe stato profondamente sul cazzo.
Non fanno in tempo a fare due passi, però, che vengono fermati da uno strano tizio con un cappuccio in testa. No, non è un Assassino, è un altro film quello.
L’incappucciato comincia a combattere con i ccccccattivi e all’improvviso accadono le peggio cose: le strade si moltiplicano, i palazzi rotolano su se stessi, il mondo gira di 90, 180 e 270 gradi, la gente vola, i maiali cantano e i gatti parlano. Because reasons.

Ovviamente i cattivi di turno scappano, l’incappucciato si scappuccia e si scopre che è…calvo.
E va beh.

Cambio di scena: siamo a New York e Sherlock Khan Stephen Strange è in sala operatoria e mentre opera gioca a Sarabanda con un tirocinante. Sempre because reasons.
Succedono cose, Strange fa il figo super intelligente, ha dei momenti con una del pronto soccorso, salva un altro tizio, ne insulta un altro…più che la Marvel sembra E.R.
In ogni caso, il film va avanti, fino al momento in cui vediamo Strange in macchina che si fa dare qualche caso interessante al telefono, rifiuta di operare il povero Rhodey (War Machine, avete presente?) e a quel punto il karma colpisce. E lo frega.
Ha un incidente. (Te credo, guarda il telefono mentre va a duecento all’ora!)
Da questo incidente esce praticamente menomato: le sue mani sono danneggiate, i nervi non reggono e le dita tremano. Quest’uomo, che ha passato la vita a studiare neurochirurgia, semplicemente non può più operare.

Dovevi operare Rhodey, Doctor!

Ovviamente Stephen non riesce ad arrendersi, e cerca in tutti modi di sistemare il suo problema: cerca che ti cerca, finisce a Katmandu, dove arriva al cospetto dell’Antico (che sarebbe l’incappucciato di inizio film) e si ritrova ad avere delle esperienze mistiche con questa (questo? non si capisce) guru. Di nuovo, no idea what’s going on.
Il resto del film è intuibile: l’Antico lo addestra, gli insegna a usare poteri inimmaginabili, i cattivi tornano, lui combatte, poi non vuole più farlo, poi sì, poi ha un’idea geniale e salva il mondo. Intanto il mondo gira, i palazzi rotolano su se stessi, i maiali volano, si aprono portali dimensionali, i gatti parlano e la gravità fa più o meno il cazzo che vuole. Lineare.

Che dire di questo film? E’ sempre in linea con quelli della Marvel: avventuroso, brioso, ironico, piacevole e pieno d’azione. Ma si differenzia anche abbastanza: il fatto che ci sia tutta una vena mistica porta l’azione a qualcosa di più di semplici calci e pugni, ma a un livello tale per cui anche la realtà intorno a loro si modifica nel corso del combattimento. Anche il modo in cui Strange salva la situazione, è radicalmente diverso dagli altri supereroi: là dove gli altri hanno usato muscoli e coraggio, lui ha usato astuzia e fantasia. Già solo per questo non vedo l’ora di vederlo interagire con gli altri Avengers.

Lui mi piace: sa essere un vero stronzo, specialmente all’inizio, ma con il passare del film (e l’evoluzione del personaggio) migliora, mantenendo comunque una vena di sarcasmo e ironia che a volte lo fanno passare per deficiente (è una cosa magnifica. Amo quest’uomo).
Benedict è ovviamente spettacolare, manco a dirlo: è un attore straordinario, che rende il personaggio vivo e mutevole.
Una menzione d’onore va a Tilda Swinton: interpreta l’Antico, ed è un personaggio praticamente genderless, perchè per tutto il cavolo di film non si capisce se è un uomo o una donna. Giuro, ne parlano sia al maschile che al femminile. E lei è perfetta: è tutta mistica e kungfuica, ma anche profonda e vera. E’ fantastica.

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Concludendo, il film è bello. Mi è piaciuto molto, essendo una fan del genere, lo consiglio caldamente per passarsi una serata tranquilla, all’insegna del divertimento.

Voto: 4/5

Ma non è finita qui.

SPOILER ALERT

Quello che sto per dirvi è spoiler. S-P-O-I-L-E-R. Spoiler. Spoiler. Quindi non dite che non vi avevo avvisato.

La parte migliore, ora come ora, di questo film, per la sottoscritta e la sua gemella diversa, è stata la scena dopo i titoli di coda.
In cotal scena si vede Stephenino tesorino trottolino amoroso dududadada che chiacchiera amabilmente con un visitatore da un altro mondo, e gli dice che, nella sua lista nera di minacce ultradimensionali, suo fratello (del visitatore) è, se non il primo, almeno nella top 5, e che lo vorrebbe fuori dal pianeta il prima possibile: per ottenere ciò è disposto a dar loro una mano.
Bene.
Il visitatore è Thor.
Il fratello è Loki.
Il che significa che avremo Doctor Strange nel terzo episodio di Thor. Il che significa che avremo Tom Hiddleston e Benedict Cumberbatch nello stesso film. E che, presumibilmente, interagiranno.

 

Non ce la posso fare.

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