Fantàsia – La profezia delle inseparabili

Si ricomincia a leggere, grazie al cielo. Credo di avere un blocco per qualsiasi cosa, in questo periodo. In ogni caso, si riparte con le recensioni! Godetevela!

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Titolo: La profezia delle inseparabili
Autore: Michelle Zink
Data di pubblicazione: Gennaio 2010
Pagine: 292
Editore: Salani
Trama: New York, 1890: Lia e Alice hanno sedici anni, sono gemelle e sono appena rimaste sole al mondo. Alle due ragazze non resta che ritirarsi nella sinistra villa di famiglia e sforzarsi di tornare a una parvenza di normalità. Ma non c’è nulla di normale nel destino che le attende: sul braccio di Lia appare un misterioso marchio, e poco dopo dalla biblioteca paterna emerge uno strano libro, colmo di profezie sul ritorno in Terra degli Angeli Caduti e sullo scontro che potrebbe precipitare per sempre il mondo nelle tenebre. E man mano che nella sua vita si fa strada un’inquietante verità fatta di spiriti senza pace, antiche stregonerie e contatti con l’oltretomba, Lia comprende di essere la depositaria di un terribile destino che potrebbe costarle non solo l’amore e vita, ma l’anima stessa. Perché la battaglia finale per la salvezza o la dannazione dell’umanità è alle porte, e la sua più grande nemica altri non sarà che la persona che le è più vicina al mondo: la sua gemella.

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Mhkhnjmeh.

Questa è stata più o meno la mia reazione quando ho finito il libro. Ce l’avevo in libreria da un annetto, più o meno, e finalmente l’ho tirato fuori. Letto in una serata o poco più, ritengo di aver letto di peggio. Ma ho anche letto di molto meglio!
La storia gravita intorno a Lia (che sta per Amalia, che diminutivo stupido per un nome così bello), una sedicenne di New York sul finire dell’Ottocento. Informazioni che ci vengono buttate lì e che potrebbero anche non esserci, per quanta atmosfera storica c’è in questo libro. La povera Lia è appena rimasta orfana, insieme ai suoi due fratelli, Henry, dieci anni, piccolo saggio in sedia a rotelle, e la propria gemella Alice. La cosa è già abbastanza triste di suo, ma in aggiunta Lia ci fa sapere (è lei che parla in prima persona) che dalla morte del padre, che dà l’inizio alla vicenda, è comparso sul polso della ragazza uno strano marchio. Neanche ventiquattr’ore dopo, Lia viene a conoscenza di una tremenda profezia che parla di Angeli Caduti, Bestie di Satana, cataclismi di ogni tipo, e di due gemelle, chiamate la Custode e la Porta. Ora, prima che chiamate gli acchiappa-fantasmi, restate cheti un secondo, e fatemi finire: la Custode deve impedire alla Porta di far tornare nel mondo Samaele, che altri non è che Satana in persona (io sapevo che si chiamava in altro modo, ma boh…). In pratica, la solita storia della gemella buona e la gemella cattiva. Vi devo dire chi sono le due gemelle?
Da qui in poi la storia si dipanerà di mistero in mistero, fino alla semi-conclusione, che dovrebbe accompagnarci nel secondo volume della trilogia.
Ebbene sì, è una trilogia. E il primo difetto di questo libro è che, a meno che non siate anglofoni, non vi potete leggere il seguito, giacchè Salani, nella sua imperscrutabile saggezza, ha deciso di non tradurre e pubblicare gli altri due volumi. Amen.
Ma non crucciamoci: ci sono altri motivi per non leggere questo libro. Innanzitutto, come vi ho già anticipato prima, è l’atmosfera: non esiste. New York nel diciannovesimo secolo è uno scenario non da poco, avrei dovuto, durante la lettura, sentirmi un po’ parte dell’ambiente, dell’epoca storica. Per me quest’atmosfera non c’è, non l’ho sentita minimamente: poteva essere ambientata in qualunque altro luogo dell’emisfero occidentale, in qualunque momento degli ultimi due secoli, attacco alle Torri Gemelle (anche loro) compreso. Quindi niente atmosfera.
Altro tasto dolente, i personaggi: sembrano tutti uguali. La protagonista è scema: per arrivare alle cose ci mette un sacco di tempo, ma nonostante ciò appena sente parlare della profezia e di tutto il cucuzzaro ci crede subito. Così, con uno schiocco di dita. Non ha profondità, nè carattere. Le sue amiche sono peggio di lei.
Alice, che dovrebbe essere la gemella cattiva, potevano anche lasciarla nel Paese delle Meraviglie: a parte che non ha nessun approfondimento psicologico (perchè è cattiva? Che le hanno fatto? Il bianconiglio le ha rubato il dolcetto?), ma non è neanche così cattiva come pensa la sua gemella. Alice ci mette un intero libro prima di fare qualcosa di veramente cattivo, ma Lia è dalla prima pagina che la mena con la crudeltà della sorella, il tutto senza una base logica. Anche il loro rapporto sembra costruito ad arte: prima erano complici, poi si sono allontanate, ma perchè? Elsa e Anna hanno smesso di parlarsi perche Elsa doveva nascondere i suoi poteri, ma queste due? Non c’è approfondimento neanche qui.
La trama ha qualcosa di intrigante, ma anche qui non è stata sviluppata a dovere: troppa carne al fuoco, rivelazioni random che avrebbero dovuto essere distribuite meglio, poca suspance.
Ha il pregio di essere comunque un libro scorrevole, piacevole da leggere per passare un pomeriggio, e lascia la vaga curiosità di sapere come andrà avanti. Verso la fine sembra salvarsi un po’, con gli accadimenti che verranno e lasceranno la povera Lia in uno stato di profonda prostrazione emotiva.
In sostanza: non è un grande romanzo gotico. Si fa leggere, se cercate qualcosa di non troppo impegnato, ma considerato che la serie è interrotta non so se vi conviene. Io vi ho avvisato.

Voto: 3/5

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