Galaxy Quest – Scarlet

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Titolo: Scarlet
Autore: Marissa Meyer
Data di pubblicazione: Febbraio 2013
Pagine: 432
Editore: Mondadori
Trama: Androidi ed esseri umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna… Mentre Cinder tenta in ogni modo di scappare dal carcere in cui è rinchiusa, dall’altra parte del mondo Scarlet Benoit cerca disperatamente la persona a lei più cara, sua nonna, scomparsa senza lasciare traccia. Nella ricerca arriva ad aiutarla Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e insieme partono per Parigi. Qui incontrano, per caso, proprio Cinder. Con lei dovranno battere sul tempo la malvagia Regina lunare Levana, disposta a fare qualsiasi cosa per indurre il bel principe Kai a sposarla. Qualsiasi cosa: anche scatenare la guerra più distruttiva di tutti i tempi.

fantascienza

E siamo a due. Vi tormenterò finchè non avrò finito la saga (la parte pubblicata in italiano, perlomeno).

Ho trovato questo libro all’altezza del precedente, se non addirittura meglio: questo ha in più gente che si picchia. Azione, sangue e squartamenti, yay!
Ma andiamo con ordine: avevamo lasciato la nostra Cinder in una situazione alquanto spinosa, con la Regina Lunare che la vuole morta per noi sappiamo bene quale motivo, incarcerata e costretta a fare i conti con una sconvolgente rivelazione. Una situazione da cui la nostra cyborg uscirà a fatica, con un nuovo idiotissimo alleato.
Ma non è l’unica nei guai: anche un’altra giovine fanciulla, tale Scarlet come-i-suoi-capelli Benoit, è alle prese con una spinosa situazione, nello specifico la scomparsa dell’adorata nonna dal minuscolo paesino francese dove abitano, gestendo una fattoria.
La ragazza, fiera e combattiva come solo una ginger francese può essere, si imbatte in un lottatore, un ragazzo piuttosto bizzarro, contemporaneamente impacciato e letale, che risponde al nome di Wolf (e non mi dite che non li state shippando già dai nomi). I due partono, insieme, alla ricerca della suddetta nonna, tra mille pericoli, avversità e oscuri segreti.
Come forse avete già potuto intuire, questa volta la storia parla di Cappuccetto Rosso. Anche in questo libro la Meyer prende elementi classici della trama e li reinterpreta a modo proprio, continuando a creare quell’universo coerente e sfaccettato a cui aveva già dato vita in Cinder.
La trama si snoda tra Cinder e il suo nuovo compagno di bevute, Carswell Thorne, Scarlet e Wolf, e l’occasionale comparsa di capitoli dedicati al neo-imperatore Kai alle prese con la matrigna di Biancaneve (la Regina Levana. Si capiva già nel primo libro, dai. Non ditemi di no). Alla già approvata formula del primo libro (humor, fantascienza e romance) l’autrice aggiunge una buona dose di azione in più, tra combattimenti all’ultimo sangue e trucchi lunari di ogni genere, cosa che, devo ammettere, non mi dispiace affatto.
Lo stile è sempre all’altezza delle aspettative: lineare, scorrevole e senza inutili fronzoli. Mi piace molto il modo in cui sviluppa le interazioni tra personaggi, e il fatto che le due protagoniste, per quanto simili, abbiano comunque dei modi diversi di porsi: laddove Cinder è più ritrosa, quasi fredda, Scarlet è impulsiva e anche un po’ violenta. Simili ma non troppo, quindi.
Carswell Thorne ha aggiunto ancora più umorismo e leggerezza in una trama che poteva essere molto più pesante, con l’aggiunta di misteri da risolvere.
L’atmosfera fantascientifica si respira a ogni passo, anche se la collocazione geografica è rimasta ai livelli del primo libro, nonostante il cambio di continente: è sfumata, quasi ai margini, è difficile sentire l’appartenenza di un luogo a un determinato contesto culturale e geografico, ma tutto sommato è un difetto minore, che non toglie il piacere della lettura.
Per concludere, trovo che questo libro sia ai livelli del precedente, se non addirittura superiore, e sono estremamente curiosa di sapere come andrà avanti la saga.

Voto: 4/5

 

 

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Galaxy Quest – Cinder

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Titolo: Cinder
Autore: Marissa Meyer
Data di pubblicazione: Gennaio 2012
Pagine: 395
Editore: Mondadori
Trama: Una cyborg non può piangere, non può sperare né sognare: può innamorarsi?
In un futuro lontano la Terra è divisa in sei grandi regni. Cinder è una ragazza metà umana e metà cyborg. Non ha ricordi della sua infanzia mentre il suo futuro sembra scritto: il lavoro da meccanico al mercato, una matrigna e delle sorellastre da sopportare, qualsiasi sogno da soffocare. Eppure quando per caso incontra il principe Kaito, erede al trono del regno, qualcosa in lei si
accende. Ma può una cyborg sognare una vita normale?
Intanto il mondo è invaso da un’epidemia e l’unica ad avere l’antidoto è la splendida ma malefica Regina di Luna: con il suo sguardo magico e letale riesce a controllare le menti. Ma il prezzo da pagare per la salvezza del mondo è troppo alto.

fantascienza

 

Rivisitare una fiaba, un mito, un romanzo classico è un’operazione complicata e affascinante: la tentazione di buttarcisi è forte, ma è difficile riuscire a realizzare qualcosa di pregevole, soprattutto perchè ci sarà sempre un confronto con l’opera originale.
Marissa Meyer ci si è cimentata e, per quanto mi riguarda, ci è riuscita egregiamente: Cinder è veramente un bel libro, che mi ha tenuta incollata alle pagine quasi al punto di rinunciare al mio amato sushi (tranquilli, quasi).
La storia è, tutto sommato, semplice: una povera ma buona ragazza, costretta dalla matrigna e dalle sorellastre ad eseguire i lavori di casa e a portare a casa il pane, incontra per caso un affascinante principe, che ignaro della sua condizione ma estasiato dalla sua bellezza la invita a un ballo, dove andrà a bordo di una carrozza a forma di zucca, per poi fuggire lasciandosi dietro un pezzo…
Vi dice niente?

Tornando seri: la storia è una rivisitazione di Cenerentola, ma con diverse modifiche alla trama e al cucuzzaro generale. La protagonista, Cinder, è in parte cyborg: nata umana, dopo un incidente gravissimo è stata “riparata” usando parti meccaniche, che le hanno permesso di continuare a vivere e avere una vita normale. Morto il padre adottivo, la ragazza si è ritrovata in casa della di lui moglie e delle due figlie, Pearl e Peony. Essendo sul lastrico, la perfida matrigna costringe Cinder a farsi carico di guadagnare dei soldi, e la ragazza comincia a lavorare come meccanico. La sua vita continua così, fino al giorno in cui l’affascinante principe Kaito si presenta alla sua bancarella per chiederle di aggiustare un androide…
La cosa interessante di questo libro è che, nonostante prenda spunto dalla fiaba classica, si sviluppa in maniera completamente diversa, pur mantenendo diversi elementi dell’opera originale. Mi è piaciuta in particolare l’idea di ambientare la storia in Cina, considerato che la fiaba di Cenerentola è originaria di quel paese, anche se gli elementi caratterizzanti sono un po’ pochi. In ogni caso l’atmosfera da grande e moderna metropoli tentacolare asiatica c’è e si sente.
I personaggi sono piacevoli e ben caratterizzati: la protagonista è piuttosto “cazzuta” per essere Cenerentola, una ragazza sì buona, ma anche testarda, combattiva e sarcastica, con qualche insicurezza per il fatto di essere quello che è. Il principe Kai non è di sicuro un maschio alpha, ma a me è piaciuto proprio per questo: è onesto, un po’ ingenuo, gentile, il tipico principe azzurro. Entrambi i protagonisti non sono perfetti, ma di sicuro sono godibili, così come il resto dei personaggi.
La trama è avvincente: anche se il colpo di scena finale si capisce già al secondo capitolo, è bello vedere il percorso che si snoda per arrivarci, rivelazione dopo rivelazione, e adesso sono molto curiosa di vedere come continuerà nei prossimi libri.
Sullo stile nulla da ridire: è diretto, pulito, scorrevole e piacevole, l’ideale per una lettura piacevole e non impegnativa. L’unico tasto dolente è la scena del ballo, dove tutto si è velocizzato troppo e si confonde un po’.
Che altro dire? Nulla, se non che si tratta di un’ottima lettura, assolutamente consigliata a chiunque ami le favole, la fantascienza e un piacevole miscuglio delle due cose.

Voto: 4/5

 

Fantàsia – La profezia delle inseparabili

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Si ricomincia a leggere, grazie al cielo. Credo di avere un blocco per qualsiasi cosa, in questo periodo. In ogni caso, si riparte con le recensioni! Godetevela!

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Titolo: La profezia delle inseparabili
Autore: Michelle Zink
Data di pubblicazione: Gennaio 2010
Pagine: 292
Editore: Salani
Trama: New York, 1890: Lia e Alice hanno sedici anni, sono gemelle e sono appena rimaste sole al mondo. Alle due ragazze non resta che ritirarsi nella sinistra villa di famiglia e sforzarsi di tornare a una parvenza di normalità. Ma non c’è nulla di normale nel destino che le attende: sul braccio di Lia appare un misterioso marchio, e poco dopo dalla biblioteca paterna emerge uno strano libro, colmo di profezie sul ritorno in Terra degli Angeli Caduti e sullo scontro che potrebbe precipitare per sempre il mondo nelle tenebre. E man mano che nella sua vita si fa strada un’inquietante verità fatta di spiriti senza pace, antiche stregonerie e contatti con l’oltretomba, Lia comprende di essere la depositaria di un terribile destino che potrebbe costarle non solo l’amore e vita, ma l’anima stessa. Perché la battaglia finale per la salvezza o la dannazione dell’umanità è alle porte, e la sua più grande nemica altri non sarà che la persona che le è più vicina al mondo: la sua gemella.

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Mhkhnjmeh.

Questa è stata più o meno la mia reazione quando ho finito il libro. Ce l’avevo in libreria da un annetto, più o meno, e finalmente l’ho tirato fuori. Letto in una serata o poco più, ritengo di aver letto di peggio. Ma ho anche letto di molto meglio!
La storia gravita intorno a Lia (che sta per Amalia, che diminutivo stupido per un nome così bello), una sedicenne di New York sul finire dell’Ottocento. Informazioni che ci vengono buttate lì e che potrebbero anche non esserci, per quanta atmosfera storica c’è in questo libro. La povera Lia è appena rimasta orfana, insieme ai suoi due fratelli, Henry, dieci anni, piccolo saggio in sedia a rotelle, e la propria gemella Alice. La cosa è già abbastanza triste di suo, ma in aggiunta Lia ci fa sapere (è lei che parla in prima persona) che dalla morte del padre, che dà l’inizio alla vicenda, è comparso sul polso della ragazza uno strano marchio. Neanche ventiquattr’ore dopo, Lia viene a conoscenza di una tremenda profezia che parla di Angeli Caduti, Bestie di Satana, cataclismi di ogni tipo, e di due gemelle, chiamate la Custode e la Porta. Ora, prima che chiamate gli acchiappa-fantasmi, restate cheti un secondo, e fatemi finire: la Custode deve impedire alla Porta di far tornare nel mondo Samaele, che altri non è che Satana in persona (io sapevo che si chiamava in altro modo, ma boh…). In pratica, la solita storia della gemella buona e la gemella cattiva. Vi devo dire chi sono le due gemelle?
Da qui in poi la storia si dipanerà di mistero in mistero, fino alla semi-conclusione, che dovrebbe accompagnarci nel secondo volume della trilogia.
Ebbene sì, è una trilogia. E il primo difetto di questo libro è che, a meno che non siate anglofoni, non vi potete leggere il seguito, giacchè Salani, nella sua imperscrutabile saggezza, ha deciso di non tradurre e pubblicare gli altri due volumi. Amen.
Ma non crucciamoci: ci sono altri motivi per non leggere questo libro. Innanzitutto, come vi ho già anticipato prima, è l’atmosfera: non esiste. New York nel diciannovesimo secolo è uno scenario non da poco, avrei dovuto, durante la lettura, sentirmi un po’ parte dell’ambiente, dell’epoca storica. Per me quest’atmosfera non c’è, non l’ho sentita minimamente: poteva essere ambientata in qualunque altro luogo dell’emisfero occidentale, in qualunque momento degli ultimi due secoli, attacco alle Torri Gemelle (anche loro) compreso. Quindi niente atmosfera.
Altro tasto dolente, i personaggi: sembrano tutti uguali. La protagonista è scema: per arrivare alle cose ci mette un sacco di tempo, ma nonostante ciò appena sente parlare della profezia e di tutto il cucuzzaro ci crede subito. Così, con uno schiocco di dita. Non ha profondità, nè carattere. Le sue amiche sono peggio di lei.
Alice, che dovrebbe essere la gemella cattiva, potevano anche lasciarla nel Paese delle Meraviglie: a parte che non ha nessun approfondimento psicologico (perchè è cattiva? Che le hanno fatto? Il bianconiglio le ha rubato il dolcetto?), ma non è neanche così cattiva come pensa la sua gemella. Alice ci mette un intero libro prima di fare qualcosa di veramente cattivo, ma Lia è dalla prima pagina che la mena con la crudeltà della sorella, il tutto senza una base logica. Anche il loro rapporto sembra costruito ad arte: prima erano complici, poi si sono allontanate, ma perchè? Elsa e Anna hanno smesso di parlarsi perche Elsa doveva nascondere i suoi poteri, ma queste due? Non c’è approfondimento neanche qui.
La trama ha qualcosa di intrigante, ma anche qui non è stata sviluppata a dovere: troppa carne al fuoco, rivelazioni random che avrebbero dovuto essere distribuite meglio, poca suspance.
Ha il pregio di essere comunque un libro scorrevole, piacevole da leggere per passare un pomeriggio, e lascia la vaga curiosità di sapere come andrà avanti. Verso la fine sembra salvarsi un po’, con gli accadimenti che verranno e lasceranno la povera Lia in uno stato di profonda prostrazione emotiva.
In sostanza: non è un grande romanzo gotico. Si fa leggere, se cercate qualcosa di non troppo impegnato, ma considerato che la serie è interrotta non so se vi conviene. Io vi ho avvisato.

Voto: 3/5