Letteratura con classe – Middlesex

0

8835929

Titolo: Middlesex
Autore: Jeffrey Eugenides
Data di pubblicazione: 2002
Pagine: 602 pp
Editore: Mondadori
Trama: Calliope Stephanides, rara specie di ermafrodito, ha vissuto i primi anni della sua vita come bambina, fino a quando l’arrivo della pubertà l’ha sottoposta a inevitabili trasformazioni. Responsabile della sua “eccentricità biologica” è un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni e che ora si manifesta dando inizio all’odissea di Callie: un viaggio che ci proietta nei sogni e nei segreti della famiglia Stephanides, tra furbi imprenditori e ciarlatani, sagge donne di casa e improbabili leader religiosi, in un alternarsi di nascite, matrimoni, scendali e segreti, che dalla Turchia ottomana si trasferisce nell’America del Proibizionismo e della guerra, dei conflitti razziali e della controcultura, del Vietnam e del Watergate. È un mito contemporaneo quello che Eugenides ci racconta, un romanzo di trasformazioni che affronta i temi più dibattuti dell’epoca moderna, da quello dell’identità a quello del tempo, in una sublime combinazione di elegia, avventura e analisi storico-sociale. Con questo libro Eugenides ha vinto il premio Pulitzer nel 2003.

 

libro_fiore

Bello! Mi è piaciuto molto questo libro.

E’ il mio primo approccio con un premio Pulitzer, e ammetto che mi aspettavo di leggere robe noiose (io ho lo stesso pregiudizio per la narrativa generale che il resto del mondo ha verso il fantasy), invece me lo sono goduta molto. E’ vero che ci ho messo parecchio, ma più per cause esterne che per il libro in sè.

Lo stile è bello: scorrevole, evocativo ma non complicato, ironico. Sembra quasi un vento greco, di quelli caldi e secchi, che soffiano sulle Cicladi o a Creta. Le descrizioni a volte sono un po’ difficili da capire, perchè usa molti riferimenti a luoghi degli Stati Uniti che per una lettrice italica come moi sono quasi incomprensibili, ma nonostante ciò rendono bene l’idea dei luoghi.

I personaggi sono belli, vivi, completi, con le loro manie, i loro desideri, il loro sentire, mai stereotipati ma profondi. Mi è molto piaciuta la scelta di parlare della storia di come è nata Callie, dell’epopea di vita che c’era dietro, dei suoi nonni, dei suoi genitori e di questa malformazione genetica che accomuna tutti, alla fin fine. E mi è piaciuta molto anche la parte successiva, la storia di Cal, della sua crescita, la scoperta graduale dell’amore e della propria sessualità, che alla fin fine è la storia un po’ di tutti, maschi, femmine e terzo sesso. Sicuramente una trama interessante, come il modo in cui la storia personale degli Stephanides si intreccia agli eventi storici e come questi la influenzino.

Unica pecca, forse, è la lunghezza del romanzo: l’ho trovato un po’ troppo pieno, corposo, e infatti ho dovuto leggerlo piano piano, per darmi il tempo di digerire, per così dire. Non che sia una lettura pesante, anzi: forse, banalmente, ci sono troppe pagine.

Per concludere: trovo sia un libro molto bello, sicuramente meritevole del Pulitzer, che racconta tanto e lascia pieni e soddisfatti.

Voto: 4/5

Annunci

Galaxy Quest – The 100

1

28425381

Titolo: The 100
Autore: Kass Morgan
Data di pubblicazione: Gennaio 2016
Pagine: 340 pp
Editore: Rizzoli
Trama: A seguito di una devastante guerra nucleare, l’umanità vive su stazioni spaziali al sicuro dalla superficie radioattiva della Terra. Cento delinquenti minorenni, che la società considera sacrificabili, vengono scelti per un compito molto rischioso: ricolonizzare il pianeta. Per loro potrebbe essere una seconda chance…o una missione suicida.

fantascienza

IO SONO SCONVOLTA. Dire che questo libro è osceno è poco.

Ultimamente devo avere una sorta di maledizione addosso, perchè è il secondo libro di seguito che leggo e che vorrei lanciare dalla finestra. Ma perchè.

Parto dicendo che ho preso questo libro perchè sono una fan della serie tv. La adoro, è uno dei pochi telefilm che guardiamo tutti in famiglia, gatto compreso. Quindi quando è uscito il libro tradotto ho convinto (leggi: obbligato) la mia capa a metterlo nell’elenco degli acquisti. Quando è arrivato ero tutta contenta e felice perchè “Oh, magari è la volta buona che mi becco un po’ di sano Bellarke”.

E INVECE NO.

L’idea di fondo del libro è bella: cento delinquenti minorenni vengono mandati sulla Terra per sopravvivere. Aveva tutte le carte in regola per essere un libro con il botto, con avventura, azione, intrighi, pericoli, e un po’ di sana romance perchè sì, alla fin fine parliamo di adolescenti. Poteva essere un buon young adult distopico. Infatti, se ci fate caso, la serie tv è venuta bene proprio per questo motivo, perchè era una buona idea.

Peccato che nel libro non ci sia niente di tutto ciò. E’ una sfilza di patemi d’animo di un gruppo di adolescenti idioti, egoisti, superficiali, fatti con lo stampino che fanno le stesse cose che farebbero se la storia fosse stata ambientata in un liceo di Palermo: cioè cazzate. E ancora peggio, cazzate di portata astronomica, visto e considerato il contesto in cui si muovono.

Ma non è colpa loro se sono così deficienti: fossero stati pensati così, potevo accettarlo, esistono degli adolescenti con queste caratteristiche (anche degli adulti eh!). Ma è proprio il modo di scrivere dell’autrice che fa pena, e non può mostrarli che così: perchè la verità, signori miei, è che questo libro è scritto male. Ma proprio malissimo.

Le descrizioni, praticamente, non esistono: potremmo essere nella giungla del Borneo come a Quartoggiaro, per quello che ne so. Cioè, c’è l’albero, c’è il bosco, c’è un corridoio. Fine dell’ambientazione. I personaggi sono tutti uguali (giuro, se non ci fosse il nome all’inizio del capitolo non avrei capito di chi si stava parlando). Approfondimento psicologico manco a parlarne. Trama: mah, non so, c’è una trama? Sul serio? Perchè io non l’ho vista. Non parliamo poi del finale: doveva essere sconvolgente, qualcosa che ti fa venire voglia di leggere il seguito, un cliffhanger da paura. Sì, ma senza la paura: non c’è brivido o tensione, niente. L’unica cosa che sentivo era “ma chi me l’ha fatto fare di perdere tempo con questa qui?”

Potrei andare avanti per ore a dirvi quanto sono rimasta delusa da questo libro: forse avevo aspettative alte proprio per colpa della serie, ma fidatevi, aspettative alte o no, so riconoscere se un libro è oggettivamente bello o no. E questo non lo è. Fatevi Netflix e cominciate a guardarvi le puntate, ma per l’amore di tutto ciò che è sacro, non perdete tempo a leggere questo libro.

VOTO: 1/5

Galaxy Quest – L’ombra del torturatore

0

13612830

Titolo: L’ombra del torturatore
Autore: Gene Wolfe
Data di pubblicazione: Marzo 2012
Pagine: 293 pp
Editore: Fanucci
Trama: Come la ruvida cartolina olografica in grado di restituire con una sensibile inclinazione lo sviluppo tridimensionale dell’immagine, le vicende di Severian, apprendista artigiano della corporazione dei Torturatori, si muovono tra paesaggi medievali e architetture avveniristiche. Sullo sfondo la Torre di Matachin, luogo d’iniziazione ai segreti della casta che ammette come unici adepti i figli delle proprie vittime; in primo piano, l’amore per la condannata Thecla, motore propulsore della storia, che condurrà il protagonista lontano da Nessus, la Città Immortale; ed è in cammino sulle vie dell’esilio, con la spada del Maestro come unica compagna, che Severian tenterà la riscossa contro l’imperscrutabile potere dell’Autarca…

fantascienza

Cosa. Diavolo. E’. Questa. Roba.

Per colpa di un destino avverso ho dovuto leggere questa…cosa, questa pustola infetta, per la gara a squadre di Reading Challenges. Ce l’avevo lì da un po’, ci serviva un lavoro con la T e ho detto “Ma sì, sono 300 pagine, quanto male potrà fare?” Tanto, Rolly. Tanto male. Sento proprio l’odio profondo per libro e autore anche adesso che scrivo.

A me è già capitato di incontrare libri brutti, ma di solito non arrivano a pagina 40 con me. Se non mi ispira mi fermo e lo lancio dalla finestra, e pace. Ma siccome questa volta sono stata costretta a finirlo vi beccate tutto il mio astio.

Andiamo con ordine: lo stile. E’ un guazzabuglio: è pieno di figure retoriche, a volte usate anche bene, ma che si perdono nel mare di digressioni, speculazioni filosofiche, parole inventate senza uno straccio di spiegazione, descrizioni inutili e passate completamente inosservate e misoginia dilagante. Forse è un bello stile, per qualcuno, per me è inutilmente complicato e basta.

I personaggi fanno schifo: sono inespressivi, inutili, senza empatia, delle specie di sagome di cartone che fanno cose a caso, senza profondità (se c’è, io non la vedo) e senza attrattive, e il protagonista è il peggiore di tutti, visto che dovrebbe essere il più figo e invece risulta il più antipatico, il più misogino e di sicuro il più inutile.

L’ambientazione sarebbe anche bella e interessante, se si capisse. Ma non si capisce assolutamente niente, è un bailamme di nomi in finto latino a caso, di posti a caso con personaggi a caso che fanno cose…a caso. E’ tutto a caso.

Ma il peggio del peggio è la trama: non. si. capisce. niente. Giuro. Ha un vago inizio, un vago motivo che porta il nostro protagonista a cominciare il suo viaggio, succedono un sacco di cose inutili e poi si interrompe di colpo. Così, perchè gli andava. La cosa sconvolgente è che questo tizio ha anche vinto dei premi. Ma come si fa.

In sostanza: stile brutto più personaggi brutti più trama brutta uguale libro brutto. Non dite che non vi avevo avvertito.

VOTO: 1/5

Telefilm che passione – Dominion

0

Ok, ecco i fatti: io sono una drogata di serie tv. Ecco, l’ho detto. Passo spesso e volentieri delle belle serate accoccolata sul divano a guardare episodi su episodi in compagnia di familiari vari, tra genitori, fidanzato, sorella e gatto (prima che chiediate, no, non c’è una serie che riusciamo a guardare tutti insieme, perchè il mio fidanzato non abita con noi e noi odiamo la scadenza settimanale, perchè mio padre ha dei gusti di cacca e perchè il mio gatto a volte è sopraffatto dal disprezzo che prova per la nostra idiozia e si ritira nella nostra stanza a contemplare il suicidio.)

Detto questo, mi sono detta: perchè non cominciare a recensire serie sul blog? Diamo un po’ di vita a questo angolo di web!
Intendiamoci: non ho intenzione di recensire un episodio alla volta. Non ne ho sbatta e non ne sono capace, finirei per ripetere le stesse cose seimila volte. Quindi mi limiterò a recensire serie concluse o che hanno appena finito la stagione (esempio: Flash sta finendo la seconda stagione. Quando finisco di vederla tutta, prima della terza, zac! recensione).

Questa volta tocca a una serie che ho finito da pochissimo e che mi ha toccata nel profondo: Dominion.

Dominion è una serie del 2014, edita da Syfy, emittente nota per quel mostro sacro della fantascienza che è Battlestar Galactica (sempre sia lodata). Per il momento consta di due stagioni sole, raminghe e solitarie, e la Syfy ha fatto sapere che non andrà avanti, notizia che mi ha gettata nel più profondo sconforto. Stiamo ancora sperando che Netflix la salvi e gli dia una conclusione degna di questo nome, ci sono anche le petizioni su internet. Vedremo.

La storia prende spunto da un film con Paul Bettany, Legion. Non era sto grandissimo film ma si lasciava guardare: detta in parole povere, il film parlava di come Dio avesse inviato i suoi angeli a uccidere l’umanità perchè gli aveva scassato le balle e di come Michael, il più grande di tutti gli arcangeli, avesse deciso di disobbedire agli ordini del Padre e di scendere sulla Terra a proteggere una ragazza incinta, che avrebbe dato alla luce il Salvatore Gesù. Nella pratica il film era un’apocalisse zombie ma con gli angeli. Come ho già detto, nulla di eccezionale, anche se Paul Bettany nei panni di Michael era un gran belvedere. Questo film passò alla mia storia personale come l’unica opera sugli angeli in cui preferisco Michael a Gabriel. Fine.

Michael e Gabriel in tutta la loro gnoccaggine

Qualche anno dopo salta fuori il telefilm, che si propone come un sequel ispirato. Gli attori sono diversi (ovviamente), sono diversi alcuni dettagli, ma l’idea di fondo è uguale: apocalisse angeli, Michael dalla parte degli umani che salva un bambino Prescelto, Gabriel angelo cattivo che vuole farci tutti fuori.
La storia comincia 25 anni dopo: l’umanità è stata praticamente sterminata, e i sopravvissuti si sono organizzati in città-stato governate ognuna a suo modo. In particolare, la prima serie si svolge a Vega (che sarebbe Las Vegas), città retta da un Signore della Città, due Consoli e un Consiglio di cui non ho ancora capito l’utilità, e protetta nientemeno che dall’arcangelo Michael in persona, che ha anche creato un suo plotone.

Ecco, di questa Armata dell’Arcangelo fa parte il protagonista, Alex Lannon, ragazzo sui venticinque anni, indisciplinato, testardo, passionale e testa di cazzo, che si scoprirà  essere (nella prima puntata, tranquilli) il Prescelto che dovrà salvare il mondo.

“Tu sei l’eletto!”

La storia gira tra Alex, che in un modo o nell’altro cerca di venire a patti con questa scioccante scoperta, un po’ fuggendo, un po’ scontrandosi con Michael che l’ha preso sotto la sua ala (letteralmente), con il fatto che la donna che ama deve sposare un altro, con i poteri che scopre di avere ecc., e le vite degli altri personaggi che cercano ognuno di portare avanti il governo della città un po’ aiutandosi un po’ facendosi le scarpe a vicenda. Mi rendo conto che detta così sembra un teen drama, non lo è.

Va detto, la prima serie è un po’ sconclusionata, con dei pezzi che sembrano messi lì a caso, ma per quanto mi riguarda ci sono almeno due buone ragioni per continuare la visione: 1) la seconda stagione è molto meglio, 2) Michael è dotato di una figaggine che ti fa dimenticare come si usano i neuroni. E nella seconda stagione diventa ancora meglio, per quanto mi riguarda.

La trama, tutto sommato, è avvincente: è bello che nella seconda stagione si ampia l’ambientazione, a Vega si unisce anche New Delphi, città sotterranea in cui angeli minori e umani convivono tranquillamente, e Mallory, strano luogo in cui avvengono strane faccende. Anche la fotografia non è male, considerato che si tratta di una serie ambientata in pieno deserto o quasi.

Sono interessanti molti personaggi, anche se nella seconda stagione guadagnano molto in profondità e in neuroni. Un esempio fra tutti, Alex: nella prima stagione è insopportabile. Non lo so perchè, sarà la maledizione del protagonista (maledizione di cui soffrono molte persone, tra cui io, che fa odiare ogni protagonista con la passione di mille soli brucianti), ma ogni volta che ne combinava una io e la Sister eravamo a lì a dire in coretto: “Speriamo che muoia!”. Per non parlare della sua dolce metà, costretta a sposare un altro uomo, che aveva lo stesso numero di neuroni: speravamo che finissero come Romeo e Giulietta, morti ammazzati.
Invece nella seconda stagione le cose migliorano: deve essere cambiato qualcosa, lo sceneggiatore, il produttore, il truccatore, sta di fatto che loro due (e anche gli altri) diventano dei personaggi molto più interessanti e, tutto sommato, apprezzabili.

Ma come vi ho detto prima, la vera punta di diamante di questa serie è Michael, l’arcangelo più sexy che sia mai sceso su questa terra (dopo Gabriel di Supernatural).
E’ interpretato da Tom Wisdom, che ha avuto anche una parte in I love Radio Rock, dove interpretava quel cretino di Midnight Mark, quello che non parlava mai ma cuccava sempre.
Rendetevi conto del mio shock quando mi sono resa conto della cosa: passare da un arcangelo algido e distaccato

Posso averlo per Natale?

a un hippie emo senza proprietà di linguaggio

Cosa mi sono persa?

In ogni caso, Michael è spettacolare, e non solo dal punto di vista visivo-ormonale: è probabilmente il miglior personaggio della serie, anche se Gabriel ci si avvicina di brutto (mi dispiace Mick, io ho un kink per Gabriele in tutte le sue versioni). E’ algido, distaccato, elegante, sexy, determinato, impulsivo e letale. E ha una storyline particolarmente bella: il suo rapporto con Alex, il modo in cui si evolve, è bellissimo, e sono bellissime le scene con il suo gemello Gabriel (che nella seconda serie abbandona il gel e ritorna a essere qualcosa di guardabile), il modo in cui passano dal volersi ammazzare a vicenda a rievocare ricordi d’infanzia o altro, è fantastico. E Tom Wisdom è un attore bravissimo, che passa dal robocop della prima stagione a mostrare tutti i lati più vulnerabili dell’arcangelo nella seconda, senza perdere neanche per un secondo la sua aura di maestosità millenaria.

Ragazzi, capitemi, io andrei avanti per ore a parlare di questo telefilm, a dire quanto è figo Michael, quanto è figo Gabriel, quanto è scemo Alex, quanto vorrei ammazzare questo e quell’altro, ma i fatti restano: lo show non ha una conclusione. La seconda stagione si interrompe praticamente sul più bello: stava per saltar fuori Lucifero (sì, proprio lui), e io non vedevo l’ora di sapere cosa sarebbe successo, perchè ne sarebbero successe delle belle, e invece niente! Soffro per questa cosa, cavolo (e poi volevo i demoni. Non puoi far arrivare Lucy senza infilarci qualche demone, e io speravo in qualche notte bollente tra Lilith e Michael, o Lilith e Gabriel, o tutti e tre assieme.)

Insomma, ragazzi, guardatelo. Guardatelo e poi spandete il vostro amore per questa serie per il mondo, magari è la volta buona che qualcuno sente e prosegue la storia, o almeno la finisce. Guardatelo e soffrite con me.

Voto: 4/5 (solo perchè la prima stagione poteva essere fatta meglio)

Prossime letture – Maggio 2016

0

Sono disfonica, ho tre esami da dare, due mesi prima di finire il servizio civile e da cominciare la tesi. Meglio che mi consoli con qualche libro, va! Questo mese tocca a:

Reading Challenges:

Sfida a tema: Letteratura di viaggio
Libro scelto:

9719137

Viaggio al centro della Terra – Jules Verne

In un vecchio manoscritto il professor Lidenbrock, geologo e mineralogista, scopre un testo cifrato in cui è scritto che attraverso il cratere dello Sneffels, vulcano estinto dell’Islanda, è possibile penetrare fino al centro della Terra! Folgorato dalla scoperta, Lidenbrock raggiunge la fredda isola dell’Islanda e intraprende l’avventurosa discesa nelle viscere del pianeta in compagnia del suo giovane nipote: cosa troveranno i nostri coraggiosi esploratori nelle misteriose profondità sotterranee? Nel racconto delle prodigiose avventure che si susseguiranno, la potente immaginazione di Jules Verne — già sperimentata in geniali anticipazioni di imprese astronautiche, di navigazioni sottomarine e di previsioni avveniristiche — raggiunge il vertice in un viaggio meraviglioso e fantastico nel cuore della natura.

Saghe iniziate e mai finite:

Eroi dell’Olimpo

22037167

Il marchio di Atena – Rick Riordan

Percy Jackson si è risvegliato alla Casa del Lupo, nel Campo dei semidei Romani, senza alcun ricordo a parte il nome di Annabeth. Proprio mentre sta andando a salvarlo, la ragazza scopre che tra Greci e Romani si sta scatenando la guerra, e a bordo della Argo II, la nave volante creata da Leo, cerca di raggiungere il Campo Giove insieme a Jason e Piper. Certo il natante, che ospita a bordo un drago di bronzo sputafiamme, non ha un’aria amichevole: i Romani capiranno che la loro è una missione di pace? E la pace, quanto durerà? Atena, infatti, ha affidato ad Annabeth, sua figlia, una terribile missione: «Segui il marchio di Atena. Vendicami.» Percy si ricorderà dei suoi vecchi amici, o sarà passato dalla parte dei Romani? Il gruppo di semidei dovrà scoprirlo in un viaggio per terra e per mare alla volta della splendida e terribile Roma.

Lo scaffale traboccante:

9181385

La profezia delle inseparabili – Michelle Zink

New York, 1890: Lia e Alice hanno sedici anni, sono gemelle e sono appena rimaste sole al mondo. Alle due ragazze non resta che ritirarsi nella sinistra villa di famiglia e sforzarsi di tornare a una parvenza di normalità. Ma non c’è nulla di normale nel destino che le attende: sul braccio di Lia appare un misterioso marchio, e poco dopo dalla biblioteca paterna emerge uno strano libro, colmo di profezie sul ritorno in Terra degli Angeli Caduti e sullo scontro che potrebbe precipitare per sempre il mondo nelle tenebre. E man mano che nella sua vita si fa strada un’inquietante verità fatta di spiriti senza pace, antiche stregonerie e contatti con l’oltretomba, Lia comprende di essere la depositaria di un terribile destino che potrebbe costarle non solo l’amore e vita, ma l’anima stessa. Perché la battaglia finale per la salvezza o la dannazione dell’umanità è alle porte, e la sua più grande nemica altri non sarà che la persona che le è più vicina al mondo: la sua gemella.

E voi? Quali sono le vostre prossime letture?