Fantàsia – Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu

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Titolo: Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu
Autore: Walter Moers
Data di pubblicazione: Settembre 2000
Pagine: 702 pp
Editore: Salani
Trama: Le avventure del capitano Orso Blu, nato (forse) dalla schiuma di un’onda, in un mondo in cui tutto è possibile, tranne la noia: nel continente di Zamonia, dove l’intelligenza è una malattia contagiosa e le tempeste di sabbia sono quadrate, dove in ogni situazione idilliaca è in agguato un pericolo, dove abitano tutti quegli esseri solitamente banditi dalla vita d’ogni giorno. E dove il prof. dott. Abdul Noctambulotti può aprire una scatola di sardine con la sola forza del cervello. Un “fantasy” che fonde immaginazione straripante e ironia demenziale con profondità e raffinatezza di stile.

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Ma lol.

Era da molto che non leggevo un libro così immaginifico! Per certi versi ricorda un po’ “La Storia Infinita”, che è tipo uno dei miei libri preferiti (ma và?), ma più assurdo e ironico.

La storia narra delle tredici vite (e mezzo) di Orso Blu. Che è, guarda caso, un orso blu. E siccome ogni orso blu ha ventisette vite, lui ci narra esattamente la metà. Ma più che la metà sembrano il doppio, per quante gliene capitano!
Devo dire che Orso Blu è un protagonista tutto particolare: è orgoglioso, mangione, sconsiderato, intelligente e ha un dizionario enciclopedico stampato in testa. Già così avete una vaga idea di che tipo avete davanti.

Non si tratta di un capolavoro di alta letteratura, sia chiaro. Se vi aspettate una trama solida, introspezione psicologica approfondita e relazioni tra personaggi ben indagati, cambiate libro. Si tratta pur sempre di un romanzo per ragazzi.
Però se quello che volete è fantasia a volontà, avventura, suspance e anche qualche sghignazzo, è il libro che fa per voi. La storia è un susseguirsi di avventure nei posti più strani, di incontri con strani esseri e di pericoli in luoghi mozzafiato come le Montagne Oscure, il Deserto Dolce e l’Isola dei Ghiottoni. C’è più di un momento dove l’attesa di capire cosa succede al nostro eroe ci lascia letteralmente con il fiato sospeso (la parte più emozionante? Il duello di bugie. Vi dico solo questo: io tremavo.)

Lo stile è molto ironico, con un sacco di onomatopee caratteristiche, e molto diretto, pur con qualche divagazione del caso. Interessante la scelta di inserire, come spiegazione, delle simil-voci enciclopediche nel racconto, che all’inizio sembrano essere delle note a sè, ma poi si scoprono essere parte esse stesse del racconto. Ripeto, non aspettatevi introspezioni psicologiche di altissimo livello.

I personaggi sono tutti matti da legare, ma alcuni sono simpatici, altri insopportabili e altri ancora si finisce con l’amarli alla follia: anche in loro l’introspezione psicologica lascia a desiderare, ma sono chiari e con contorni precisi, pur trattandosi di creature tra le più bizzarre (O 16, per farvi un esempio, una cattiva idea che vive nel cervello di un gigante. Sì, avete capito bene).

Per concludere (in breve, che mi sta calando la palpebra): lo trovo un ottimo libro per ragazzi, adatto a chi ama il genere fantasy nel senso più puro del termine.

Voto: 5/5

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