Historia mon amour – Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra

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Titolo: Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra
Autore: Gino Strada
Data di pubblicazione: Febbraio 200
Pagine: 160
Editore: Feltrinelli
Trama: Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l’attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afgani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell’esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

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Questo libro è un po’ così. Non perchè sia brutto, intendiamoci, anzi. Se vogliamo parlare solo del libro in sè, di come è scritto, è molto bello. Per essere scritto da uno che non ha mai fatto lo scrittore, e afferma proprio di “non saper scrivere”, poi, è particolarmente bello.
Il problema (se di problema si può parlare) è il contenuto.

Intanto, contestualizziamo un attimo l’autore. Gino Strada è di Sesto S. Giovanni (vicino a Milano, per chi non lo sapesse), è un chirurgo di guerra ed è uno dei fondatori di Emergency. Ora, ognuno di noi ha le sue idee e le sue teorie sulle organizzazioni umanitarie, in questo mondo dove praticamente non ci si può fidare di nessuno. Ma non temete: il libro non è un manifesto a favore di Emergency, per avere fondi o per illustrare gli orrori della guerra dateci-soldi-così-vi-lavate-la-coscienza. Non lo è.

Questo libro è più un diario. Anzi, un flusso di ricordi scoordinati, di un uomo che ha visto molte guerre, molti feriti, e molte storie da raccontare. E, semplicemente, ha deciso di raccontarle. Senza fronzoli, belle parole, versi poetici o altro. Solo quello che i suoi occhi vedevano e il suo cuore sentiva, nè più nè meno. Storie di bambini mutilati, di soldati nemici messi nello stesso stanzone, di medici volontari che finiscono con il dare la vita per il loro lavoro, di persone che muoiono, altre che guariscono, di duo padre, di sua figlia, di sua moglie. Tante storie, ognuna con il suo carico da portare, leggero o pesante che sia. Tutto qui.

Non sono brava a scrivere recensioni su questo genere di libri, mi toccano troppo nel profondo. E dire che all’inizio facevo una grossa resistenza (davvero, ragazzi, vi sembra il mio genere?). Alla fin fine credo di aver fatto bene a leggerlo, ho imparato qualcosa di più.

Per concludere: leggetelo. E’ un libricino piccolo, va via in due orette scarse. Ma credo che saranno due orette ben spese.

 

Voto: 4/5

 

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