Fantàsia – Il Drago Rinato

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Titolo: Il Drago Rinato
Autore: Robert Jordan
Data di pubblicazione: 1991
Pagine: 529
Editore: Mondadori
Trama: È il terzo capitolo della Saga della Ruota del Tempo: ci troviamo in un’epoca imprecisata, in cui il Tempo sta cominciando a muoversi in maniera bizzarra,creando paradossi a non finire. In questo mondo è atteso l’arrivo del Drago Rinato, una mitica creatura di cui parlano le leggende e il cui compito è quello di salvare l’umanità. Però le leggende dicono anche che, salvandola, la distruggerà, la porterà alla follia e il Drago ucciderà quelli che credono in lui. Chi lo guida non sa controllare le forze latenti del Drago. Suo nemico implacabile è l’Oscuro, il Principe delle Tenebre, che ha tutto da guadagnare dalla fine della vita così come si è finora sviluppata. Un’epica lotta attende i due e non è detto che sia sempre il Bene ad avere la meglio.Ivory-Tower-the-neverending-story-690136_1024_640

Ommioddio. Aiutatemi.
Questo libro è epico. Va bene, lo dovevo già immaginare dai primi due della saga, che si trattava di qualcosa di splendidamente mitico, ma come è finito questo…non arriviamo ai livelli del Signore degli Anelli, ma poco ci manca.
Ordunque, avevamo lasciato i nostri protagonisti divisi in varie parti del mondo, ognuno con i suoi scopi. Rand si è proclamato il Drago Rinato, ma ha ancora molti dubbi a riguardo, e il contatto con Saidin, la metà maschile e corrotta della Vera Fonte rischia di farlo impazzire. Non che prima Rand brillasse per simpatia, diciamocela tutta.
Il lato buono di questo libro è che Rand parla poco: anzi, si può dire che è il grande assente, considerata l’importanza che ha. E nonostante questo, riesce a far parlare di sè praticamente per tutto il romanzo, quindi non è che se ne sente proprio la mancanza.
Il lato cattivo è che ci mette un po’ a prendere il via: si sente tutto un senso di attesa, mentre i tre gruppi di personaggi (Perrin, Moiraine e compagni da un lato, Mat dall’altro, Egwene e le altre due dall’altro ancora) corrono come dei forsennati verso lo stesso identico traguardo: la Pietra di Tear. E il bello è che ognuno ha dei motivi suoi. Quindi nonostante il ritmo incalzante la narrazione si perde un po’.
E’ comunque un libro estremamente pregevole, con uno stile molto piacevole ed evocativo pur senza perdersi in dettagli inutili. I personaggi sono sempre più belli, resi sempre più a fondo nel loro percorso, in particolare Mat e Perrin, che devono venire a patti con quello che sono (ok, Mat ha ancora molta strada da fare, ma ci arriveremo).
L’ambientazione, l’intera costruzione del mondo, con le sue strane creature, i paesi, le usanze…sembra che a ogni libro ne salti fuori una nuova, ma il tutto ha una coerenza che gioca a favore del romanzo.
Insomma. Io andrò sicuramente avanti con la saga, ormai ci sono dentro. Se non la conoscete, andate a leggervi il primo libro (L’Occhio del Mondo) e immergetevi con me in tutta questa miticità.

Voto: 5/5

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