Let’s take a novel – Il porto proibito

 

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Titolo: Il porto proibito
Autore: Teresa Radice, Stefano Turconi (illustratore)
Data di pubblicazione: gennaio 2015
Pagine: 312 pp
Editore: Bao publishing
Trama: Nell’estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo.
Abel torna in Inghilterra con l’Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato.
Dall’affiatato team creativo composto da Teresa Radice e Stefano Turconi, un libro intenso, che scava nell’anima dei protagonisti e dei lettori, che BAO propone in uno speciale cartonato a dorso tondo realizzato per ricordare un antico tomo marinaro.

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Stavolta parliamo di una graphic novel, non di un libro, News eccezionali, la Biblioteca si modernizza!

Sarò sincera con voi. L’ho amato. Punto, senza se e senza ma.

Questa graphic novel parla di praticamente tutte le cose che fanno battere il mio cuoricino: avventure per mare, tesori nascosti, storie d’amore, misteri e poesia inglese.

La storia è molto, molto bella: un po’ complicata, quasi onirica e molto, molto poetica. I testi sono veramente scritti bene, anche se ogni tanto ci si perde con nomi di persone, di navi e di posti (per non parlare dei termini nautici che a me ogni volta sembrano parole scritte a caso, ma lì è proprio un problema mio, non della novel!). Bellissima la scelta di inserire veri canti marinareschi (chiunque giochi a Black Flag li riconoscerà sicuramente!) e anche quella, forse discutibile, di mettere all’inizio di ogni capitolo una poesia in lingua originale: non c’ho capito niente, ma ammetto che dava più atmosfera, quindi bene.

I personaggi sono fantastici, soprattutto il protagonista Abel e Rebecca, la tenutaria del bordello, nel loro essere così simili eppure diversi. Mi è piaciuto moltissimo anche il capitano Nathan McLeod, che pur essendo un omone grosso e peloso, è dotato di una delicatezza d’animo sorprendente, e il suo rapporto con Rebecca è veramente bello.
Non sono un’esperta di disegno, quindi il mio giudizio a riguardo si baserà solo sul mio gusto, e per il mio gusto i disegni sono belli. Sono tutti in bianco e nero, a matita (o a effetto matita, non riesco a distinguere i disegni a mano da quelli fatti a computer, mea culpa), ma sono veramente fatti bene, soprattutto le figure e i volti sono davvero fatti bene.

L’unico neo (forse) è che il linguaggio a un certo punto può risultare pesante: ripeto, è tutto molto bello e molto poetico, ma verso alla fine io mi sentivo trascinare verso il baratro, e non in senso buono!
A parte questo, è veramente un’opera degna di nota, che vi consiglio vivamente.

Voto: 4/5

Historia mon amour – Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra

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Titolo: Pappagalli verdi. Cronache di un chirurgo di guerra
Autore: Gino Strada
Data di pubblicazione: Febbraio 200
Pagine: 160
Editore: Feltrinelli
Trama: Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l’attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afgani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell’esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

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Questo libro è un po’ così. Non perchè sia brutto, intendiamoci, anzi. Se vogliamo parlare solo del libro in sè, di come è scritto, è molto bello. Per essere scritto da uno che non ha mai fatto lo scrittore, e afferma proprio di “non saper scrivere”, poi, è particolarmente bello.
Il problema (se di problema si può parlare) è il contenuto.

Intanto, contestualizziamo un attimo l’autore. Gino Strada è di Sesto S. Giovanni (vicino a Milano, per chi non lo sapesse), è un chirurgo di guerra ed è uno dei fondatori di Emergency. Ora, ognuno di noi ha le sue idee e le sue teorie sulle organizzazioni umanitarie, in questo mondo dove praticamente non ci si può fidare di nessuno. Ma non temete: il libro non è un manifesto a favore di Emergency, per avere fondi o per illustrare gli orrori della guerra dateci-soldi-così-vi-lavate-la-coscienza. Non lo è.

Questo libro è più un diario. Anzi, un flusso di ricordi scoordinati, di un uomo che ha visto molte guerre, molti feriti, e molte storie da raccontare. E, semplicemente, ha deciso di raccontarle. Senza fronzoli, belle parole, versi poetici o altro. Solo quello che i suoi occhi vedevano e il suo cuore sentiva, nè più nè meno. Storie di bambini mutilati, di soldati nemici messi nello stesso stanzone, di medici volontari che finiscono con il dare la vita per il loro lavoro, di persone che muoiono, altre che guariscono, di duo padre, di sua figlia, di sua moglie. Tante storie, ognuna con il suo carico da portare, leggero o pesante che sia. Tutto qui.

Non sono brava a scrivere recensioni su questo genere di libri, mi toccano troppo nel profondo. E dire che all’inizio facevo una grossa resistenza (davvero, ragazzi, vi sembra il mio genere?). Alla fin fine credo di aver fatto bene a leggerlo, ho imparato qualcosa di più.

Per concludere: leggetelo. E’ un libricino piccolo, va via in due orette scarse. Ma credo che saranno due orette ben spese.

 

Voto: 4/5

 

Orient Express – Il magico potere del riordino

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Titolo: Il magico potere del riordino
Autore: Marie Kondo
Data di pubblicazione: Dicembre 2010
Pagine: 247 pp
Editore: Vallardi
Trama: Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi, ricordi…) ci sommergono all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli e ci soffocano. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve. Il magico potere del riordino non è solo un manuale per «casalinghe disperate», ma un libro unico che libera gli spazi e la mente di manager e professionisti.

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Questa è pazza. No ma seriamente. Solo una con seri problemi mentali potrebbe essere fissata con l’ordine dalla tenera età di cinque anni. Per non parlare degli scherzetti malefici a distratti membri della famiglia. Che donna psicopatica.

Bizzarre abitudini della Konmari a parte, trovo che il suo libro sia comunque interessante: i suggerimenti pratici sembrano fattibili e carini, e dovrebbero essere di aiuto a una come me che ha la stanza in disordine perenne (c’è da dire che da me il pavimento si vede. Sedie e scrivanie no, il pavimento sì.) Va detto che almeno la metà di questi suggerimenti me li aveva già dati la mia mamma (ciao ma’). A partire dall’ordine butta tutto quello che puoi!

A questo proposito, ho notato nelle recensioni una resistenza incredibile all’idea di buttare via i libri. Incredibilmente, sono d’accordo con la Konmari: se il libro ha fatto il suo ciclo va nel bidone della carta. Prima di darmi fuoco al grido di ERETICA! tenete conto che anche le biblioteche buttano i libri (lo so, ci lavoro!), quelli in cattivo stato innanzitutto, e non potete pretendere di portare i vostri, specie se sono ingialliti o hanno passati anni in cantina e sanno di muffa, perchè a quel punto la biblioteca butta anche quelli, ve lo assicuro. Quindi: se non volete più il libro, osservatelo, e se è giallo o in cattivo stato per me va nel bidone della carta, a meno che non conosciate qualcuno che fa mercatini, a quel punto quelli gialli glieli potete dare, magari li piazza. Se sono più o meno nuovi potete donarli alla biblio o provare a piazzarli, se avete tempo da perdere, o regalarli a Natale. Se no, Konmari ha ragione.

Detto questo, ammetto che la parte più “spirituale” l’ho apprezzata, perchè sono cose in cui mi ritrovo: l’idea che gli oggetti e i luoghi abbiano una propria anima non mi è affatto nuova, anche senza essere scintoista.
Per farla breve, l’ho trovato un testo sicuramente carino, utile, ma non un capolavoro, e di sicuro non ne farò la mia nuova Bibbia. Lo riporterò in biblioteca e lascerò che continui il suo giro. E magari proverò a mettere in ordine la stanza, un giorno di questi.

Voto: 3/5

Fantàsia – Il Drago Rinato

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Titolo: Il Drago Rinato
Autore: Robert Jordan
Data di pubblicazione: 1991
Pagine: 529
Editore: Mondadori
Trama: È il terzo capitolo della Saga della Ruota del Tempo: ci troviamo in un’epoca imprecisata, in cui il Tempo sta cominciando a muoversi in maniera bizzarra,creando paradossi a non finire. In questo mondo è atteso l’arrivo del Drago Rinato, una mitica creatura di cui parlano le leggende e il cui compito è quello di salvare l’umanità. Però le leggende dicono anche che, salvandola, la distruggerà, la porterà alla follia e il Drago ucciderà quelli che credono in lui. Chi lo guida non sa controllare le forze latenti del Drago. Suo nemico implacabile è l’Oscuro, il Principe delle Tenebre, che ha tutto da guadagnare dalla fine della vita così come si è finora sviluppata. Un’epica lotta attende i due e non è detto che sia sempre il Bene ad avere la meglio.Ivory-Tower-the-neverending-story-690136_1024_640

Ommioddio. Aiutatemi.
Questo libro è epico. Va bene, lo dovevo già immaginare dai primi due della saga, che si trattava di qualcosa di splendidamente mitico, ma come è finito questo…non arriviamo ai livelli del Signore degli Anelli, ma poco ci manca.
Ordunque, avevamo lasciato i nostri protagonisti divisi in varie parti del mondo, ognuno con i suoi scopi. Rand si è proclamato il Drago Rinato, ma ha ancora molti dubbi a riguardo, e il contatto con Saidin, la metà maschile e corrotta della Vera Fonte rischia di farlo impazzire. Non che prima Rand brillasse per simpatia, diciamocela tutta.
Il lato buono di questo libro è che Rand parla poco: anzi, si può dire che è il grande assente, considerata l’importanza che ha. E nonostante questo, riesce a far parlare di sè praticamente per tutto il romanzo, quindi non è che se ne sente proprio la mancanza.
Il lato cattivo è che ci mette un po’ a prendere il via: si sente tutto un senso di attesa, mentre i tre gruppi di personaggi (Perrin, Moiraine e compagni da un lato, Mat dall’altro, Egwene e le altre due dall’altro ancora) corrono come dei forsennati verso lo stesso identico traguardo: la Pietra di Tear. E il bello è che ognuno ha dei motivi suoi. Quindi nonostante il ritmo incalzante la narrazione si perde un po’.
E’ comunque un libro estremamente pregevole, con uno stile molto piacevole ed evocativo pur senza perdersi in dettagli inutili. I personaggi sono sempre più belli, resi sempre più a fondo nel loro percorso, in particolare Mat e Perrin, che devono venire a patti con quello che sono (ok, Mat ha ancora molta strada da fare, ma ci arriveremo).
L’ambientazione, l’intera costruzione del mondo, con le sue strane creature, i paesi, le usanze…sembra che a ogni libro ne salti fuori una nuova, ma il tutto ha una coerenza che gioca a favore del romanzo.
Insomma. Io andrò sicuramente avanti con la saga, ormai ci sono dentro. Se non la conoscete, andate a leggervi il primo libro (L’Occhio del Mondo) e immergetevi con me in tutta questa miticità.

Voto: 5/5

Ciak, si gira! – Crimson Peak

Vi dico solo questo: il sedere di Tom Hiddleston in tutta la sua gloria. Ora potete evitarvi la recensione.

Mi avevano detto che questo film è noioso. Mi avevano detto che questo film è orrendo. Mi avevano detto che questo film è inguardabile.
Non mi avevano detto che Tom Hiddleston vale sempre la pena, e che dieci secondi del suo sedere valgono praticamente tutto il film. Ma potevo immaginarlo.

La storia di questo film (che sottotitoleremo il giorno in cui gli Dei ci donarono una tale magnifica visione) è piuttosto comune: una giovane fanciulla, piena di belle speranze, incontra un affascinante visionario e si innamorano. I due si sposano e vanno a vivere nel decrepito maniero di lui, con un buco nel soffitto da cui escono perennemente foglie secche (manco vivessero sotto la foresta pluviale, per aver tutte ste foglie che cadono), con “argilla rossa” che scende dalle pareti come sangue, che più che altro assomiglia a marmellata di lamponi (ecco, io invece di una scavatore l’avrei reso un coltivatore di lamponi, sarebbe stato più credibile), situato nel bel mezzo del nulla, inquietante e infestato di fantasmi. Con la di lui sorella, anche lei inquietante e infestata dai fantasmi.

Potranno mai vivere per sempre felici e contenti? Ma quando mai: la ragazza, che sembra essere uscita dal Sesto Senso, vede i fantasmi, che invece di sembrare persone normali (come tutti i fantasmi per bene) assomigliano a zombie incattiviti immersi nella marmellata di lamponi. E i fantasmi le dicono di andarsene via da lì, subito subito. Addirittura la madre (morta) la mette in guardia da un posto chiamato Crimson Peak. E come si chiama la casa dove vive la di lui famiglia da generazioni?

Esatto. Allerdale Hall.

Ma viene definita Crimson Peak perchè quando nevica la terra, rossa per i lamponi l’argilla, rende la neve rosso cremisi con un effetto molto molto inquietante. Ovviamente lei lo scopre quando ormai è lì da una settimana e sta facendo le uova al tegamino. Che culo.

Indagando indagando, la ragazza si rende conto che i due fratelli nascondono parecchie cose, tra cui: 1) una terribile genitrice, 2) i numerosi matrimoni di lui con donne misteriosamente scomparse, 3) la ricetta segreta per la torta ai lamponi più buona del mondo. E per tenere questi segreti sono disposti a tutto, anche a terribili misfatti! Perchè nessuno deve mangiare la torta di lamponi più buona del mondo a parte loro. Che malvagità.

La torta di lamponi più buona del mondo

Quando si rende conto del manicomio in cui si è trovata, la ragazza, molto giudiziosamente, vuole telarsela. Ma ovviamente non può, e perchè? Perchè è bloccata dal più classico dei clichè: una tormenta di neve. Eccerto. E da lì si scatena l’apocalisse.

Ora, vi dirò cosa penso sinceramente: non fa paura. Neanche un po’ (va beh, sono saltata su un paio di volte, ma è che detesto i rumori forti). Comunque i fantasmi non fanno paura, fanno solo schifo. E inquietudine. Quindi se sperate in un horror vero sciolate.

Ma nonostante ciò, il film mi è piaciuto. Non a livelli stratosferici, ma visivamente è molto bello (con tutto quel rosso che gira), anche se i vestiti della Mia Wasikowska (si scrive così? Mah) mi facevano un po’ tristezza, con tutti quegli sbuffi senza arte nè parte.

Ecco, a proposito della Mia: più la vedo recitare e più mi sembra incapace. E’ il terzo film in cui fa la protagonista, e mi è sembrata uguale in tutti e tre. Qui poi il suo personaggio era particolarmente pirla, quindi non le ha giovato.
Diverso il discorso per Tom (che già sappiamo essere un dono del cielo per tutto gli esseri androfili di questo mondo), un attore sempre più bravo e sempre più figo ogni volta che fa qualcosa, ma anche questo è risaputo. Per me è stata una piacevole sorpresa scoprire Jessica Chastain, attrice che non avevo mai visto prima e che ho potuto molto apprezzare per il suo ruolo in questo film (fa la sorella di lui. E se non lo capite dai primi cinque minuti in cui compare, ve lo dico io: è pazza. Soffre di astinenza da lamponi, povera).

Il finale personalmente me lo aspettavo: si capiva da un sacco di indizi lasciati qui e là, ma ho sperato di sbagliarmi fino all’ultimo. Invece il mio intuito ci aveva visto giusto per l’ennesima volta.

Per concludere: non è un capolavoro. Non c’è grande azione (infatti il resto della Sacra Famiglia l’ha trovato noiosissimo) ma io personalmente l’ho apprezzato molto, soprattutto per questa atmosfera un po’ immaginifica. Se vi piacciono i film di fantasmi, con atmosfere gotiche che ricordano vagamente Il Labirinto del Fauno, guardatevelo. Se no, andate a mangiarvi una fetta di torta al lampone e andate in pace.

Voto: 3/5

Prossime letture – Marzo 2016

Il mese scorso è stato un parto per tutta una seria di motivi e non sono riuscita a leggere nulla di nulla. Siccome sono rimasta indietro con varie sfide, questo mese cercherò di tenermi leggera. Ecco le mie letture per Marzo.

Goodreads Italia:

La parola del mese: AMORE
Libro scelto:

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L’amore è un Dio – il sesso e la polis (Eva Cantarella)

L’origine di questo libro è una trasmissione radiofonica, “Sex and the polis”, dove Eva Cantarella si è divertita a fare quello che forse aveva sempre desiderato: raccontare attualizzando storie di uomini e di donne che continuano a somigliarci.

“L’amore. Cominciamo da qui, parliamo d’amore. Ma per farlo dobbiamo ricordare che anche i sentimenti hanno una storia. Tutto cambia nel tempo, persino questo sentimento che una retorica tanto facile quanto ingannevole ci spinge a considerare immutabile. Dimentichiamo allora la concezione romantica e cerchiamo di capire che cos’era l’amore per i greci, cerchiamo, addentrandoci in un mondo lontano, di cogliere i diversi volti di quell’amore.
Innanzitutto, per i greci l’amore era un dio di nome Eros. Un dio armato, che con il proprio arco scoccava frecce spesso mortali. Chi ne veniva colpito non aveva scampo: si innamorava. Ma Eros non era solo sentimento, era anche desiderio sessuale…”

Il tema del mese: Straniero in terra straniera
Libro scelto:

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La macchina del tempo – H. G. Wells

Romanzo fantascientifico edito nel 1895, La macchina del Tempo appare come un’allegoria dell’invenzione narrativa di Wells: il Viaggiatore nel Tempo è l’autore stesso e la macchina del Tempo, la sua fantasia. Il protagonista si volge al futuro. Giunge dapprima all’anno 802.701 e poi, per sfuggire alle minacce di quell’epoca, quasi alla fine del tempo. Ritorna per narrare ciò che ha visto; subito dopo si immerge di nuovo nella corrente del tempo e per anni non riemerge. Attraverso queste pagine lo scrittore offre un’analisi spietata della società capitalistica dell’Inghilterra di fine Ottocento.

Reading Challenges:

Sfida a tema: Autori asiatici
Libro scelto:

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Il magico potere del riordino – Marie Kondo

Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi, ricordi…) ci sommergono all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli e ci soffocano. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve. Il magico potere del riordino non è solo un manuale per «casalinghe disperate», ma un libro unico che libera gli spazi e la mente di manager e professionisti.

Il Circolo della Lettura:

Sfida a Catena: La guerra narrata dagli Italiani
Libro scelto:

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Pappagalli verdi – Gino Strada

Gino Strada arriva quando tutti scappano, e mette in piedi ospedali di fortuna, spesso senza l’attrezzatura e le medicine necessarie, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori, bambini e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi. I vecchi afgani li chiamano pappagalli verdi. Questo libro ci consegna le immagini più vivide, i ricordi più strazianti, le amarezze continue dell’esperienza di medico sugli scenari di guerra del nostro tempo.

Saghe iniziate e mai finite:

La Ruota del Tempo

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Il Drago Rinato – Robert Jordan

È il terzo capitolo della Saga della Ruota del Tempo: ci troviamo in un’epoca imprecisata, in cui il Tempo sta cominciando a muoversi in maniera bizzarra,creando paradossi a non finire. In questo mondo è atteso l’arrivo del Drago Rinato, una mitica creatura di cui parlano le leggende e il cui compito è quello di salvare l’umanità. Però le leggende dicono anche che, salvandola, la distruggerà, la porterà alla follia e il Drago ucciderà quelli che credono in lui. Chi lo guida non sa controllare le forze latenti del Drago. Suo nemico implacabile è l’Oscuro, il Principe delle Tenebre, che ha tutto da guadagnare dalla fine della vita così come si è finora sviluppata. Un’epica lotta attendei due e non è detto che sia sempre il Bene ad avere la meglio.

E voi? Quali sono le vostre prossime letture?