Letteratura con classe – Occhio di gatto

11481578

Titolo: Occhio di gatto
Autore: Margaret Atwood
Data di pubblicazione: Gennaio 1988
Pagine: 468
Editore: Ponte alle Grazie
Trama: Elaine Risley, una pittrice, ritorna a Toronto per ritrovare se stessa, sopraffatta dal suo passato. I ricordi dell’infanzia – insopportabili tradimenti e crudeltà – vengono a galla implacabilmente, forzandola ad affrontare lo spettro di Cordelia, una delle sue migliori amiche, che la tormenta da 40 anni. Ma le ferite di un tempo sanguinano ancora: e odori, sapori, musiche, piccole superstizioni e sordidezze nella Toronto degli anni Quaranta.

No ragazzi, voi non potete capire. E’ stato un parto.

Ho letto questo libro per due motivi: uno, mi era stato consigliato da un ragazza su Goodreads in uno di qui giochini in cui consigli a quello che viene dopo di te. E due, era il libro che dovevo leggere per la sfida a square di Reading Challenges. Sono gli unici due motivi per cui sono andata oltre a tutto (la stanchezza, la poca voglia e soprattutto il fatto che mi stava annoiando a morte) e l’ho finito. Perchè se fosse stato per me l’avrei rimandato a tutto un altro momento, magari uno in cui non ero così oberata di lavoro e cose da fare.

Questo libro è complicato. Letteralmente: ci sono dei salti temporali non indifferenti, ma anche tutta una serie di cose che succedono così, in fila, quasi senza un perchè, seguiti da momenti raccontati particolare per particolare. Sembra un giro su un ottovolante, ma più che il Blue Tornado, io direi un Sequoia Adventure: lento e disorientante.
Lo stile è l’unica cosa che posso giudicare in maniera obiettiva: è magistrale. Margaret Atwood è una signora scrittrice, e con la mente un po’ più libera forse ne avrei goduto di più: scrive, descrive in un modo tale per cui ti sembra quasi di vedere e sentire le cose di cui parla.
La storia, invece: da un lato mi ha annoiato pesantemente, dall’altro ha toccato corde personali sepolte in profondità, e l’ha fatto bene. E in certi momenti mi ha coinvolto pure, ma non ho mai avuto l’ansia tipo “devo assolutamente sapere come va avanti”. Ma proprio no! L’unica ansia che avevo era “devo finire prima del 29 o perdiamo i punti”. E stop.
I personaggi erano…oddio, erano veri, e si sentiva, ma non li ho mai sentiti vivi. Cioè, mi sembrava di poterli toccare, ma più che persone erano pupazzi di carne. Non so se mi spiego.

Insomma, non l’ho apprezzato molto: forse l’ho letto nel momento sbagliato, sta di fatto che mi ha annoiato e che avrei voluto metterlo via non so quante volte. Riproverò sicuramente con la Atwood, ma penso che mi butterò sui libri più fantascientifici. Vi farò sapere.

Voto: 2/5

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...