Fantàsia – Il Drago di Sua Maestà

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Titolo: Il Drago di Sua Maestà
Autore: Naomi Novik
Data di pubblicazione: Marzo 2006
Pagine: 408 pp
Editore: Fanucci
Trama: Anno 1805: infuria la guerra tra inglesi e francesi, e Napoleone è pronto a invadere l’Inghilterra. Al termine di una battaglia, l’equipaggio della Reliant cattura una nave francese il cui carico è un rarissimo uovo di drago cinese, sul punto di schiudersi. L’uovo viene affidato al capitano Laurence, il quale chiamerà il cucciolo Temeraire. Ben presto l’uomo scoprirà che il rapporto con l’animale potrebbe segnare la fine della sua carriera militare insieme a quella della sua vita di mare: viene infatti trasferito nell’esercito aereo, alla guida proprio di Temeraire. I due scopriranno di avere in comune molto più di quanto pensano, e serviranno fianco a fianco l’esercito inglese nel tentativo di sventare i piani più arditi di Napoleone.

 

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Ma che bel libro.
Oddio, sarò sincera, mi sono un po’ persa via a causa di impegni personali, quindi non me lo sono goduto così tanto, ma nonostante questo mi è molto piaciuto.
La trama è bella: in realtà piuttosto lineare, ma almeno è perfettamente comprensibile. C’è il drago, c’è il capitano e c’è una guerra. Lapalissiano.
Niente romance o quasi (lolol), ma non serve: il rapporto tra Temeraire e il suo capitano è più che sufficiente, visto l’affetto che provano l’uno per l’altro. C’erano dei pezzi che erano talmente pucciosi che mi facevano venire da piangere, pur senza essere sdolcinati.
E’ un romanzo in cui c’è più avventura che fantasy: battaglie, voli, addestramenti militari, navi, draghi, combattimenti…insomma, c’è abbastanza azione, anche se le parti di combattimento tra draghi diventano un po’ caotiche (continuo a non figurarmi come fanno sei o sette persone a stare in groppa a un drago, ma penso che basta farci l’abitudine).
I due protagonisti sono fantastici: Laurence è un vero gentiluomo, galante, tutto legato all’onore e all’etichetta, ma è una brava persona. Temeraire è il suo degno compagno: è intelligente, colto, con un’ottima proprietà di linguaggio e idee “rivoluzionarie”, oltre a essere anche lui gentile e di buon cuore. E ama i libri, che è dire tutto. Gli altri personaggi, invece, non spiccano particolarmente, a parte uno o due. Un po’ stereotipati, e forse un po’ troppi, con troppi nomi, difficili da ricordare.
Lo stile è scorrevole e piacevole: non spreca parole, va dritto al sodo e non si perde in sentimentalismi o pare mentali, pur mostrando bene la mentalità di allora.
L’ambientazione è figa: l’idea che i draghi ci siano da sempre, con razze specifiche per ogni etnia, è molto ben sviluppata. Sono molto curiosa di leggere i seguiti, che a quanto ho capito sono ambientati in giro per il mondo.
In sostanza: bel libro di avventura con draghi. Una lettura decisamente piacevole, anche se non di altissima qualità. Lo consiglio per una sana pausa dalla realtà.

Voto: 4/5

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