Letteratura con classe – Il messaggio segreto delle foglie

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Titolo: Il messaggio segreto delle foglie
Autore: Scarlett Thomas
Data di pubblicazione: Luglio 2015
Pagine: 333
Editore: Newton Compton (con la copertina cicciosa)
Trama: Zia Oleander è morta, e la sua famiglia allargata si trova alle prese con il suo strano lascito: baccelli e semi misteriosi dalle proprietà straordinarie e inquietanti, accompagnati da segreti da svelare e da scheletri nell’armadio rimasti sepolti per tanti anni… Storia straordinaria e attualissima sul valore di ciò che rimane dopo la morte e sul disvelamento che ne consegue, Il messaggio segreto delle foglie è senz’altro il romanzo più importante di Scarlett Thomas – un tempo giovane enfant prodige della letteratura inglese, e diventata ormai un vero e proprio classico contemporaneo della scena britannica – e una significativa parabola sul nostro ruolo nella società e sul nostro posto nell’universo.

Okay. Qui dobbiamo discuterne un po’.
Partiamo dal presupposto che io amo Scarlett Thomas. Mi piace come scrive, quel suo stile che è un po’ confusionario, pieno di punti di sospensione nei luoghi più impensabili e pezzi mancanti che ti spingono a chiederti: “Ma cosa sta succedendo?”
Mi rendo conto che non è uno stile che può piacere a tutti: anzi, penso che sia più probabile il contrario. Di sicuro, con lei non ci sono mezze misure: o la ami o la odi.
Detto ciò, quando ho saputo che era uscito il suo ultimo libro, non ho potuto fare al meno di prenderlo al volo in biblioteca e leggerlo.
Come sempre, ho fatto fatica a metterlo giù per fare cose triviali come mangiare o dormire, almeno per la prima metà. Ha uno stile che sa coinvolgere nella sua “bizzarrosità”, ma che dopo un po’ stanca.
La storia è sicuramente nello stile della Thomas: bizzarra, un po’ sconclusionata, piena di idee un po’ New Age.
Si passa attraverso diversi punti di vista, a volte senza neanche sapere chi sta parlando esattamente, che spiegano abbastanza bene i diversi personaggi. Anche se, anche ora che l’ho finito, ci sono dei pezzi di trama che per me rimangono un vero mistero.
Il succo della trama sono questi benedetti baccelli che la famiglia eredita dalla zia morta (che rimane un po’ una figura evanescente e mitologica) e che sono estremamente pericolosi, ma anche fonte di salvezza. Ma in realtà la storia parla, almeno a prima vista, di tutt’altro: dei membri di questa famiglia, dei loro problemi (o meglio, di come loro li percepiscono), dei personaggi che girano un po’ intorno a loro. E delle loro (numerossisime) attività sessuali, su cui vorrei soffermarmi un secondo: di solito, nella letteratura moderna, si affrontano le scene di sesso o simili con dovizia di particolari o lasciando la cosa totalmente all’immaginazione. Ora, la nostra Scarlett ha fatto una specie di misto: parla senza pudore di masturbazione, fantasie erotiche e tutto il resto, ma senza particolari, che nel suo caso sembrerebbero piuttosto inutili. Non so se in realtà sia una cosa normale nella letteratura contemporanea, ma nei romanzi che leggo io di solito la cosa viene affrontata in una di quelle due maniere. Oh beh, comunque trovo che sia eccitante senza essere volgare, o il contrario, dipende da chi legge.
I personaggi sono strani e fuori di testa, almeno per come li descrive lei: sembrano contemporaneamente vicini e lontani da chi legge. Fanno cose che a prima vista sembrano bizzarre e fuori dal mondo, ma alla fin fine non è niente che non faremmo noi, almeno per come ce lo presenta lei. Insomma, sono contemporaneamente noi, il nostro vicino di casa e il guru solitario che medita in India sotto un albero di banane.
Questa recensione diventa sempre più sconclusionata, ma è un po’ l’effetto che fa il libro: di non essere inseribile in nessuna categoria o regola precedenti, a meno di non creare una categoria detta “Scarlett Thomas” perchè bene o male tutti i suoi romanzi sono così.
In sostanza, questo libro mi è piaciuto molto, anche se forse qualche pezzo in meno sarebbe stato preferibile. Non gli dò punteggio pieno perchè, appunto, verso la fine stanca e perchè il mio cervello sta ancora cercando di capire tutta la trama.

Voto: 4/5

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