Brividi di terrore – Frostbite

Titolo: Frostbite
Autore: David Wellington
Data di pubblicazione: Gennaio 2009
Pagine: 319
Editore: Rizzoli
Trama: L’ultimo suono che vorrebbe udire una donna sola in una foresta è l’ululato di un lupo. Quando capisce che sta per essere attaccata, Cheyenne Clark si rifugia su un albero, ma un lupo grosso, con occhi verdi e lunghe zanne affilate, la morde a un polpaccio. Quella ferita trasforma Chey nel mostro che da anni popola i suoi incubi. E l’unica persona che può svelarle i segreti della sua nuova condizione è proprio l’uomo – il lupo – che l’ha aggredita, e che adesso vuole ucciderla perché non diffonda il contagio. Nei territori artici del Canada, dove le notti si fanno sempre più lunghe e la luna non tramonta, è difficile capire chi è il cacciatore e chi la preda, e chi è più feroce: gli uomini che imbracciano armi caricate con pallottole d’argento o i licantropi tormentati da un implacabile istinto di morte.

No ragazzi. Non ci siamo proprio.
Questo libro è praticamente una fanfiction. (In effetti è nato da un racconto online, ma la tecnica di scrittura è la stessa, quindi diremo fanfiction per comodità.) E anche se io non ho niente contro la categoria, anzi, ho letto fanfiction che erano scritte meglio di molti libri e molto più avvincenti, questo in particolare non lo è. Anzi, rientra nell’ampio gruppo di fanfiction pessime che ti fanno venire voglia di prendere l’autore a sassate sui denti. Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto, la trama. E’ semplice, lineare ai limiti del banale: lei va nella foresta dove viene morsa da un licantropo. Apriti cielo: da questo inizio banale si scatena una sequela di azioni una dietro l’altra, anche con una certa idiozia, che dovrebbero tenere il lettore incollato alle pagine fino all’ultima riga. Cosa che però non succede: chiunque (e intendo proprio chiunque) abbia mai visto un film dell’orrore di serie Z (tipo Chernobyl Diaries) potrà dire come si evolverà la vicenda leggendo solo i primi cinque capitoli. Chiaramente, David Wellington è un fan di questo genere di film, quindi se non vi piacciono scappate il più lontano possibile, o in alternativa seppellite questo libro insieme alla scatola di Jumanji.
Lo stile è idiota: non saprei usare un altro termine. A parte frasi tipo “doveva togliersi di dosso due milioni di anni di civilizzazzione”, che indicano o una perfetta ignoranza della storia umana da parte di Wellington o un errore del traduttore, lo stile non cattura. E’ a livello da ficcyna online (anche se la grammatica la conosce, non dico di no), con le parole che si ripetono venti volte e le frasi lapidarie scritte a capo per dare suspence. No, davvero, no. E’ pesante e basta.
I personaggi mi sembrano una manica di idioti, nessuno brilla per introspezione o per caratterizzazione e non ti viene neanche da tifare per la protagonista, non attirano simpatie! Sono piatti e assolutamente privi di attrattive.
Insomma, non mi dilungherò oltre perchè devo fare la valigia, ma per dirla in parole povere: se vi piacciono i lupi mannari non leggete questo libro.

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