Fantàsia – Di impossibile non c’è niente

 

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Titolo: Di impossibile non c’è niente
Autore: Andrea Vitali
Prezzo: 12,90 euro
Data di pubblicazione: Gennaio 2014
Pagine: 160 p
Editore: Salani
Trama: Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c’è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt’intorno.
Per Gelso c’è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l’ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l’antico orgoglio? C’è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento?
Dopo il successo dei libri per ragazzi di Luis Sepúlveda e Daniel Pennac, Andrea Vitali incanterà i lettori bambini e quelli che lo ridiventeranno leggendo questa favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l’importanza della tradizione e dell’amore per la natura. Una storia magica che ha la grazia della fiaba e la forza di un romanzo.

No allora, siamo seri.
A me piacciono le storie tipo Sepulveda (La Gabbianella e il Gatto) con la Befana e Babbo Natale e gli animali che parlano e tutto.
Però Vitali no.
E’ la prima volta che lo leggo e penso che se scrive per gli adulti come scrive per i bambini stiamo freschi: perchè non ci siamo proprio.
Andrea, caro Andrea, ti dò un’informazione, anzi due: i bambini non sono scemi. E non conoscono la Divina Commedia, a meno che non si siano mangiati le pagine con l’omogeneizzato. Quindi è inutile che infarcisci un libro dedicato a loro (era questo il tuo intento, no?) con citazioni colte: non le capiscono. D’altro canto, capiscono benissimo quando una storia è stupida. E questa storia è stupida. Senza capo nè coda, non è neanche nonsense! Non c’è un’organicità, una processione lineare! Inserisce personaggi (troppi) a caso che fanno cose a caso.
Per carità, il messaggio è bellissimo: il bisogno che c’è di credere in questi personaggi, in un mondo troppo soffocato dal cemento e dalla fredda razionalità degli adulti e tutto il resto. E’ una cosa che adoro e in cui credo fermamente. Ma con il libro proprio non ci siamo.
Lo stile è quello che è: uno zibaldone tanto quanto il libro. Non si capisce quello che dice o dove vada a parare, frasi che si contraddicono le une con le altre, insomma, un vero macello.
I personaggi sono molto stereotipati, ma questo lo posso capire, visto che si tratta di un libro per giovani menti, anche se Babbo Natale che decanta versi non so che senso abbia, anche se è bellino. E contradditori, pure.
L’ambientazione è nonsense puro, ma non è male: è fantasiosa e piacevole (almeno quella).
Il finale non l’ho proprio capito, sinceramente: nonsense come tutto il resto, direi, ma ha dato la sua botta di vita.
Insomma, carina l’idea, ottimo il messaggio, buono l’intento. Pessimo il libro.

Voto: 2/5

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