Fantàsia – Il Canto del Ribelle

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Titolo: Il Canto del Ribelle
Autore:  Joanne Harris
Prezzo: 16,90 euro
Data di pubblicazione: ottobre 2015
Pagine: 320 pp
Editore: Garzanti
Trama: Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo.
Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano.

 

Ho letto Il Vangelo di Loki (no, mi rifiuto di chiamarlo “Il canto del ribelle”. E’ un titolo idiota e non c’entra niente con quello originale. Quindi traduco letteralmente e per tutta la recensione sarà il Vangelo. E non a caso).

Rientra in quella serie di libri di Joanne Harris cominciata con “Le parole segrete”, seguite da “Le parole di luce” ma non è un seguito. Molto banalmente, è la storia di Loki (Loki, il Dio norreno, il Burlone, Padre delle Bugie, Stella del Cane e chi più ne ha più ne metta) dalla nascita al Ragnarok, passando per tutta una serie di allegri avvenimenti tra cui Thor vestito da donna, sesso fuoco e rock’n’roll, divinità prese per i fondelli in modi più o meno consoni, figli bizzarri e crostate di frutta. Il tutto in puro stile Harris.

La cosa bella è che di Marvelliano non c’è proprio niente. Anzi: è molto più fedele al mito norreno di quanto lo sia stata la Marvel, pur reinterpretandolo in chiave Loki-centrica.
Che poi, io sono di parte, ma ho adorato il suo personaggio: non solo, ma in certi punti mi ci sono anche ritrovata. Gli altri mi stavano tutti sul cappero, Odino a parte (che è l’unico abbastanza complesso da risultare affascinante).

Detto ciò, sarò sincera: non mi è piaciuto quanto gli altri due. Anzi, già negli altri due c’erano delle pecche, ma almeno la trama era unica: qui sono tutte le avventure di Loki narrate tipo puntate di un telefilm (presente, le puntate slegate tra loro? Quelle), e la cosa dopo un po’ pesa. Anche qui, come negli altri due, la fine arriva troppo sbrigativa, troppo buttata lì, quasi come se avesse fretta di concludere. Lo stile è bello, per carità, con l’aggiunta di una vena ironica molto Lokieggiante, ma sarà anche il fatto che l’ho letto a spizzichi e bocconi, non mi ha lasciato un grande impatto.
E’ comunque un bel libro, per carità, ma il finale così veloce rovina molto dell’effetto epico da Ragnarok.

Voto: 4/5

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3 thoughts on “Fantàsia – Il Canto del Ribelle

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