Fantàsia – La congiura di Merlino

 

Titolo: La congiura di Merlino
Autore: Diana Wynne Jones
Data di pubblicazione: Gennaio 2003
Pagine: 394
Editore: Salani
Trama: Non esiste un solo mondo, ma tanti mondi paralleli e il più importante è quello delle Isole di Blest: quando qualcosa, là, va storto, ha ripercussioni sconvolgenti su molti degli altri mondi. E qualcosa sta per andare decisamente storto. Il Merlino di Blest è morto per un attacco cardiaco. O forse si è trattato di un assassinio perpetrato grazie alla magia? Due amici, Roddy e Grundo, sospettano l’esistenza di un complotto, ma gli adulti non danno loro ascolto. Quando un ragazzo di un altro mondo, Nick, inciampa per sbaglio nei guai di Blest, Roddy cerca di coinvolgerlo e gli chiede aiuto. Ma cosa possono fare tre ragazzi, contro il nuovo Merlino e le forze oscure che evoca? Età di lettura: da 11 anni.

Ultima recensione dell’anno!

A parte che ho scoperto che è il secondo di una serie e, ovviamente!, il primo non è stato tradotto in italiano (Salani are you listening?). Comunque credo che si possa leggere indipendentemente dal primo.
Ordunque. Ritengo che questo sia davvero un bel libro. (Finalmente, direi.)
La storia è divisa in due punti di vista, Roddy (il cui vero nome è Arianrhod) e Nick (che si chiama Nichotodes più un’altra sfilza di nomi). I due passano diversi capitoli a narrare le rispettive storie prima di incrociarsi, ma è bello vedere che ci sono personaggi che ricorrono da una parte e dell’altra. All’inizio può sembrare slegato, ma in realtà tutto è connesso fin dall’inizio e scoprirne un pezzo per volta è un vero piacere.
Lo stile è fantastico: questa donna sa (sapeva ç_ç) come si scrive un fantasy per ragazzi (per chi non l’avesse già fatto: leggetevi Il Castello Errante di Howl, è sempre suo). E’ scorrevole, piacevole, ironico, sa far divertire e anche emozionare. Insomma, che volete di più?
I personaggi sono molto belli, delineati e precisi, di quelli che ti rimangono in testa, anche se non c’è una profonda analisi psicologica, a parte che per i due protagonisti. In particolare il personaggio di Grundo, che all’inizio si vede solo attraverso gli occhi da Mamma Chioccia di Roddy, riserva delle belle sorprese.
L’ambientazione è spettacolare: mondi diversi, una Britannia magica con la tecnologia e le automobili, posti strani e misteriosi: no ma WOW!
L’unico piccolo neo è il finale: rimane un po’ in sospeso, come se volesse metterci una sorta di seguito. Peccato che la signora è passata oltre nel 2011, quindi o questo è un prequel del primo (non tradotto, Salani I’m talking to you!) oppure siamo fregati. No, non chiude con un cliffhanger da paura, ha una sorta di conclusione in sè, ma lascia molto la sensazione del “Ma io voglio sapere cosa succede dopo!” detto con tono lamentoso. Per questo non gli metto cinque.
In sostanza: bellissimo libro, molto piacevole, se vi capita tra le mani leggetevelo.

Voto: 4/5

Prossime letture – Gennaio 2016

Ritorna alla carica la rubrica sulle letture che affronterò il prossimo mese, seguendo le varie sfide mensili dei gruppi che seguo su Goodreads. Cliccando sui link verrete rimandati direttamente ai vari gruppi. Cominciamo con:

Goodreads Italia:

La parola del mese: FIGLIO
Libro scelto:

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Il Figlio del Cimitero – Neil Gaiman

Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni…

Il tema del mese: Amore e coppie
Libro scelto:

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Cannella e polvere da sparo – Eli Brown

Owen Wedgwood è un cuoco molto rinomato, che lavora per il ricchissimo e potentissimo lord Ramsey. Un giorno – siamo nel 1819 – fa irruzione nel palazzo una banda di pirati, comandati dalla rossa Hannah Mabbot, che uccide Ramsey e tutti i suoi ospiti e rapisce il cuoco Wedgwood. Hannah, che tutti ritengono pazza e che proprio per questo ha un enorme ascendente sui suoi uomini, poche ore dopo gli impone un patto: ogni domenica preparerà per lei un pranzo delizioso, in cambio resterà vivo. Owen accetta e resta quindi a bordo della Flying Rose. Accanto a lui, lo sguattero Joshua, a cui insegna a leggere e a scrivere; il gigantesco Apples, comandante in seconda, e due gemelli cinesi, Feng e Bai, esperti di arti marziali. Mentre si affanna a creare deliziose portate dai miseri ingredienti della dispensa e dal pesce pescato dai marinai, Wedgwood impara che Hannah non è solo una spietata piratessa, capace di far divorare vivo un traditore dai gabbiani, ma anche una donna forte che si fa strada in un mondo maschile senza perdere il fascino della femminilità. Una storia di avventura, ma anche una favola anarchica dove si mescolano amore e gusto.

Reading Challenges:

Sfida a tema: Natale
Libro scelto:

10406362

Le Lettere di Babbo Natale – J. R. R. Tolkien

Il 25 dicembre 1920 J.R.R. Tolkien cominciò ad inviare ai propri figli lettere firmate Babbo Natale. Infilate in buste bianche di neve, ornate di disegni, affrancate con francobolli delle Poste Polari e contenenti narrazioni illustrate e poesie, esse continuarono ad arrivare a casa Tolkien per oltre trent’anni, portate dal postino o da altri misteriosi ambasciatori. Una scelta di questi messaggi annuali, trascritti a volte in forma di colorati logogrifi,formano questa fiaba intitolata “Le lettere di Natale”, scritta a puntate da un Tolkien non tanto in vena di paterna e didattica allegria, quanto in groppa all’ippogrifo della sua fantasia filologica e ironica.

Consigli di lettura:

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Occhio di gatto – Margaret Atwood

In occasione della prima retrospettiva delle sue opere, la pittrice Elaine Risley torna a Toronto, la città dove è cresciuta. È trascorso molto tempo da quando se ne è andata e mentre osserva con occhio critico i cambiamenti nella città, ripercorre gli anni della sua giovinezza, guardandoli come attraverso il suo occhio di gatto, quella biglia multicolore che da bambina teneva sempre con sé e che adesso, come un caleidoscopio, le permette di vedere il mondo sotto le sue molteplici sfaccettature. Riemergono così, con lancinante chiarezza, momenti e atmosfere di un passato difficile e mai dimenticato: l’infanzia girovaga al seguito del padre entomologo, il controverso rapporto con la madre e il fratello e soprattutto gli spettri di un’amicizia solida ma ambigua con la compagna di scuola Cordelia. Sconfiggere il fantasma delle violenze e dei soprusi subiti non sarà facile ma necessario: Elaine potrà farlo solo a patto di esplorare le radici della sua personalità e smuovere gli strati sommersi della propria coscienza. Con la sua straordinaria capacità di leggere nelle mente dei personaggi, Margaret Atwood ci guida nelle profondità del cuore e della mente, rivelando emozioni ed esperienze legate a un periodo fondamentale della vita di tutti noi: l’infanzia.

Catena di Gennaio:

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Temeraire I. Il drago di sua Maestà – Naomi Novik

Anno 1805: infuria la guerra tra inglesi e francesi, e Napoleone è pronto a invadere l’Inghilterra. Al termine di una battaglia, l’equipaggio della Reliant cattura una nave francese il cui carico è un rarissimo uovo di drago cinese, sul punto di schiudersi. L’uovo viene affidato al capitano Laurence, il quale chiamerà il cucciolo Temeraire. Ben presto l’uomo scoprirà che il rapporto con l’animale potrebbe segnare la fine della sua carriera militare insieme a quella della sua vita di mare: viene infatti trasferito nell’esercito aereo, alla guida proprio di Temeraire. I due scopriranno di avere in comune molto più di quanto pensano, e serviranno fianco a fianco l’esercito inglese nel tentativo di sventare i piani più arditi di Napoleone.

Il Circolo della Lettura:

Sfida a Catena: Psicologia
Libro scelto:

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La danza delle Grandi Madri – Clarissa Pinkola Estès

In tutte le donne, soprattutto quando entrano nell’età matura, alberga una forza sotterranea e invisibile che si esprime attraverso intuizioni improvvise, esplosioni di energia, acute percezioni, slanci appassionati: un impulso travolgente e inesauribile che le spinge ostinatamente verso la salvezza, verso la ricostruzione di qualsiasi integrità spezzata. Come un grande albero che, per quanto minacciato dalle malattie, colpito dalle intemperie, aggredito dalla furia dell’uomo, non muore mai, ma miracolosamente e con pazienza continua a nutrirsi attraverso le proprie radici, si rigenera e rinasce per mantenere il proprio spirito vitale così da poter generare nuovi germogli cui affidare questa eredità inestimabile. Con un linguaggio suggestivo, che attinge alle antiche storie narrate attorno al fuoco, alle leggende, al mito, Clarissa Pinkola Estés riprende e sviluppa i temi che hanno ispirato il suo saggio d’esordio, “Donne che corrono coi lupi”, intonando un poeticissimo inno al femminile.

E voi? Quali sono le vostre prossime letture?

Ciak, si gira! – Star Wars: il Risveglio della Forza

…ma quindi. ‘Sta Forza è sveglia sì o no? E quando si è addormentata di preciso?

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ATTENZIONE

Questa recensione sarà ad alto contenuto di spoiler. Se non avete ancora visto il film, NON LEGGETE!
Se lo fate, è a vostro rischio e pericolo. Che la Forza sia con voi.

Allora. Partiamo dal presupposto che io ho guardato Star Wars per la prima volta quando avevo 8 anni, quasi vent’anni fa se ve lo chiedete. Quindi non sono una fan dell’ultima ora. La trilogia classica rientra in quella serie di film che insieme al Re Leone e alla Sirenetta hanno accompagnato la mia infanzia (a parte L’impero colpisce ancora. Quello non lo guardavamo quasi mai, vai a capire perchè). Quindi penso di rientrare a pieno titolo nei fan di vecchia data.

Detto ciò, questo film non mi è piaciuto come gli altri. Anzi, nella classifica a sette dei film della saga finisce all’ultimo posto. E vi spiego perchè.

Innanzitutto, è un palese remake (qualcuno direbbe omaggio) di Guerre Stellari. Sì, il primo uscito. Sì, quello con Luke Skywalker. Oltretutto si tratta di rimandi che c’erano anche nella Minaccia Fantasma, quindi è tipo la terza ripetizione di questi elementi. Mi spiego:

  • Ambientazione desertica iniziale
  • Prescelto trovato in suddetto deserto in stato di bassa manovalanza
  • Membro della Resistenza nei guai (mi aspettavo che da un momento all’altro Poe dicesse al vecchio nella scena iniziale “Aiutami Obi-wan Kenobi. Sei la mia unica speranza”)
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“Aiutami Obi-Wan Kenobi. Sei la mia unica speranza”

  • Piccolo robottino simpatico che parla solo a trilli e squittiii con importanti messaggi per i buoni (trovato dal suddetto prescelto nel suddetto deserto)
  • Vecchio che muore ucciso dal cattivo di turno
  • Personaggio importante ucciso dal cattivo di turno (tipo Qui-Gon Jin)
  • Cattivo di turno parente del buono di turno
  • Morte Nera di turno da distruggere con volo nel tunnel di turno

E potrei andare avanti.
Un paio di appunti andrebbero spesi per il cattivo, Kylo Ren.Voi lo vedete all’inizio del film che è così:

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Potenziale di figaggine: livello over 9000

E poi si toglie la maschera, ed è così:

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Potenziale di figaggine: livello adolescente in fase puberale

Mi dispiace. Adam Driver non è un brutto uomo, ma Kylo Ren ha il carisma di un adolescente in fase di ribellione con grossi problemi di acne. Da quando si toglie la maschera in poi è tutta una discesa nelle tenebre. Voglio dire, è evidente che hanno fatto un misto tra Darth Vader:

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E non smetterò mai di ripetere quanto sia figo Hayden Christensen

 

E Serverus Piton

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In particolare notare la somiglianza del naso

senza prendere nè la figaggine dell’uno nè il carisma dell’altro. Insomma, il peggio del peggio.

La protagonista, Rey, è una Mary Sue fatta e finita a cui riesce bene tutto. Insomma, riesce a usare la Forza senza addestramento, ripara qualsiasi nave, riesce a guidare il Millennium Falcon senza co-pilota (!!!!). Questo è MarySuismo puro. Però è tenera e gentile, oltre a essere una che si salva da sola senza essere spocchiosa, quindi tutto sommato ci piace.

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“Usa la Forza Luke!”

Per farla breve, è un bel film, ma se non siete fan della serie difficilmente capirete tutti i rimandi e se lo siete vi verrà voglia di lanciare i popcorn contro lo schermo (perchè se volevo vedermi un remake di Guerre Stellari non pagavo otto euro di biglietto. Tiravo fuori il dvd ed era pure meglio). Insomma, per quanto mi riguarda l’unico momento in cui mi sono emozionata è stata la schermata iniziale con il titolo e il prologo.

Voto: 2…3…2…3…1…3…2/5 (è stato arduo)

PS: BUON NATALE! Che la Digestione sia con voi!

5 libri che…raccontano il Natale ai bambini

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica, che ci terrà compagnia a momenti alterni (devo ancora decidere i giorni esatti), una cosa che mai assolutamente nessun altro aveva pensato, nooooo!
Siore e siori, ecco a voi:

Donna-libro

…raccontano il Natale ai bambini

E’ Natale e a Natale si può dare di piùùùùùùùù∼
No, non sono impazzita, vi sto solo introducendo il tema di questa volta, che, se non l’avete già capito da soli, riguarda la festività più amata dai bambini: il Natale. E quale modo migliore di passare il Natale, se non leggendo ai vostri pargoli un bel libro tutto per loro? Eccovi quindi i nostri prescelti:

 

1) Il piccolo B – Jon Agee

http://www.mondadoristore.it/img/Il-piccolo-B-Jon-Agee/ea978889180125/BL/BL/64/NZO/?tit=Il+piccolo+B&aut=Jon+Agee

La famiglia Natale abita al Polo Nord, e non ne può più di tutto quel freddo e quella neve. Tutti non vedono l’ora di andarsene.
A parte l’ultimo della cucciolata: il piccolo B, che ama addobbare abeti, fare pupazzi di neve, cucinare biscotti e soprattutto scivolare giù per il camino. La mattina della partenza per il Sud, inaspettatamente, la famiglia Natale si ritrova bloccata in casa da una tormenta…
A me è piaciuto soprattutto il finale: voglio dire, indovinate chi è il piccolo B?
Consiglio: fatela a più voci e allenate un po’ le vostre capacità di recitazione, purtroppo non brilla per dinamicità.
Età: da 6 anni.

2) Orso Zebedeo e il misterioso regalo di Natale – K. Meinderts, M. Scharff-Kniemeyer

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La notte di Natale l’Orso Zebedeo apre la porta e trova un misterioso regalo in mezzo alla neve. Sopra, c’è solo un biglietto con scritto: “Per te”. “E sarei proprio io?” si chiede Zebedeo. Per essere sicuro, Zebedeo prende il pacchetto e parte alla ricerca di Babbo Natale…
In se e per sè la storia non brilla per originalità, ma se ve la giocate bene vi troverete davanti degli sguardi di seienni illuminati dalla gioia.
Consiglio: procuratevi un carillon e un costume da Babbo Natale.
Età: più piccoli sono, più l’effetto magia è garantito.

3) Gli uomini rossi – Pef

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Caro Natale Piccolo…non portarmi un attacco cardiaco… non farmi diventare cieco…non vorrei proprio una brutta bronchite…una gamba rotta…
Non si sa come facessero a capirlo, ma quando sopraggiungeva una certa sera, gli uomini rossi avvertivano che Natale Piccolo stava per arrivare. E c’era fermento, eccitazione.
Passata la notte, passati anche i guai. Nella luce del giorno non si constatavano infarti, bronchiti, fratture…
Finché un anno, nello stesso periodo di sempre, agli uomini rossi capitò la ventura di incontrare Natale Piccolo in persona…
Consiglio: senza vedere le illustrazioni è incomprensibile. Mettetevi con i pargoli sul sofà davanti al camino e leggete con gusto.
Età: dai 6 anni.

4)La piccola renna – Michael Foreman

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La piccola renna sta esplorando il laboratorio di Babbo Natale, ma finisce nella macchina per incartare i regali, e si ritrova impacchettata come un regalo natalizio!
Cosa succede quando una piccola renna decide che vuole tirare la slitta di Babbo Natale? Succedono cose magiche, come un viaggio inaspettato e un’amicizia incredibile. Bellissimi disegni e magiche atmosfere.
Consiglio: preparate i fazzoletti, io alla fine mi stavo mettendo a piangere. Non scherzo.
Età: dai 6 ai 9 anni.

5) Bimbo Natale – Michael Lawrence, Arthur Robins

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Ogni anno, che fatica! Babbo Natale deve consegnare un mucchio di regali e per farlo deve calarsi giù per il camino. Ma questa volta ha due aiutanti d’eccezione. Rudi, la renna più giovane del branco, è convinto di essere ormai abbastanza grande per volare e ha deciso di portare con sé anche Bimbo Natale. Per i due amici sarà una notte magica, un’avventura meravigliosa volando da un camino all’altro sopra i tetti innevati…
Consiglio: date fondo alle vostre capacità recitative, qui ce n’è da far ridere.
Età: dai 5 anni

Vi sono piaciuti? Li avete letti o li leggerete ai vostri figli/fratelli/cugini/bambini-da-far-stare-zitti? Raccontate!

Santa Claus Book Tag

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Sta arrivando il Natale! *inserire faccia malvagia di Jack Skeleton qui*
Lo sentite anche voi? Con tutti gli addobbi e le lucine e i “Buone feste!” e i Babbi e le Befane e i panettoni e i pandori!
E’ Natale! E siccome a noi non basta cambiare il tema del blog (carino vero?) per farvi sentire la magia, ho pensato di farvi questo bellissimo book tag, creato da Libri e molto altro  e Appunti di una viaggiatrice dedicato al Natale e al nostro panzone preferito.
Quindi andiamo a incominciare! (Ah, siete tutti taggati. A prescindere. L’unica regola è mettere il link ai blog creatori del tag, quindi quelli lì sopra).
 
 
CIOCCOLATA CALDA
Coccole: un libro che ti sei concessa/o e di cui avevi bisogno
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Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. E’ stato uno dei primi libri ad entrare nella mia libreria per rimanerci (il fatto di avere una madre bibliotecaria implicava che non potessimo ricevere libri per Natale. Qualsiasi libro potevamo farcelo portare gratis da lei. C’è voluta l’adolescenza per ribellarsi a questa imposizione). Lo avevo già letto, quindi andavo a colpo sicuro.
Uno dei miei libri preferiti e che tuttora rileggo spesso e con piacere.
ALBERO DI NATALE
Gli addobbi non possono mancare: un libro che devi assolutamente avere nella tua libreria
 
Sono anni che lo voglio e anni che per un motivo o per l’altro non lo prendo: voglio Jonathan Strange e il https://bfgb.files.wordpress.com/2010/01/strange.jpg?w=141&h=212Signor Norrel di Susanna Clarke sul mio scaffale! L’ho letto anni fa e l’ho adorato, dalla prima all’ultima parola, ci hanno fatto la miniserie e l’ho adorata (e ho deciso che Jonathan è troppo figo e che vorrei una sua versione mignon da tenere sul comodino) e purtuttavia ancora non mi sono decisa a comprarlo. Shame on me!
BABBO NATALE
E’ la mattina di Natale: il più bel libro che ti è stato regalato
 
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 Siccome il mio fidanzato è uno squattrinato e non è mai riuscito a regalarmi un libro che uno (e si unisce puntualmente al coro di mia madre che si lamenta che in questa casa abbiamo più libri che roba da mangiare), ora come ora il libro più bello che mi è stato regalato è Le tredici lune di Luisa Francia, regalatomi dai miei dietro suggerimento della Sister (che non mi ha assolutamente chiesto niente, noooo).
E’ un libro sulle tredici lune dell’anno che consiglio a tutti gli appassionati.
LUCI COLORATE
Il sorriso non manca: un libro che infonde allegria
 
Credo che a questo punto un qualsiasi libro di Pratchett vada bene, https://i2.wp.com/www.lalibreriaimmaginaria.it/wp-content/uploads/2011/12/Tristomietitoreg.jpgma io personalmente consiglio Il Tristo Mietitore che ritengo sempre una spanna sopra agli altri. La Morte viene mandata in pensione: a parte i vari sconvolgimenti emotivi che ciò provoca nel Mondo Disco (come vetusti maghi che non trapassano, per dirne una), cosa farà il nostro Mietitore preferito senza più nessun essere da condurre alla sua (in)gloriosa fine? Divertitevi.

 

REGALI
Fiocchetti e carte colorate: quale libro regaleresti?
 
Regalerei un fantasy, uno di quelli belli che fanno sognare, sono diversi dagli altri e non ti fanno uscire 12129970scemo a forza di nomi. Quindi direi L’ultimo drago di Jasper Fforde, che ho letto quest’anno e ho amato moltissimo e di cui ho tutta l’intenzione di procurarmi il seguito. In un mondo in cui magia e tecnologia vanno a braccetto o quasi, Jennifer Strange diventa, quasi per sbaglio, l’ultima Ammazzadraghi, il cui compito sarà uccidere l’ultimo Drago rimasto. Ce la farà? Ma soprattutto, troverà giusto il farlo?

 

PRANZO DI NATALE
Siamo tutti riuniti: una famiglia di una storia che ti è entrata nel cuore
 
https://i1.wp.com/www.pausacaffeblog.it/wp/wp-content/uploads/2014/11/1-lora-delle-streghe-3.jpg
 La famiglia Mayfair, da “L’ora delle Streghe” di Anne Rice.
 Motivo? Non ce n’è uno sano lì in mezzo. Tra incantesimi, pazzi omicidi, streghe, demoni e chi più ne ha più ne metta. Ripeto e ribadisco: non ce n’è uno sano. E per questo li adoro e vorrei tanto invitarli al cenone di Capodanno.
 
BISCOTTI
Una pagina tira l’altra: un libro da cui è stato impossibile staccarsi
 
http://alessandria.bookrepublic.it/api/books/9788871069135/coverWarrior Cats. Il ritorno nella foresta di Erin Hunter. Ne ho fatto la recensione tempo fa, ma lo ribadisco: è S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E. Qualsiasi necessità umana come mangiare, dormire o anche solo respirare diventa insignificante di fronte all’imperativo finisci questo libro! Staccarsi: impossibile. Necessità di completare la serie: improrogabile.

 

FIOCCHI DI NEVE
Il paesaggio si trasforma: un libro in cui hai sentito la magia
 

Il Circo della Notte di Erin Morgenstern.13344493

E’ probabilmente uno dei libri più magici che abbia mai letto: ti prende e ti trascina in un vortice di incantesimi, amore, strani prodigi e attrazioni del circo più misterioso del mondo. Leggetevelo e lasciatevi trasportare.

GHIRLANDA
Decoriamo! Un libro ricco di colori e bellezza
 

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 Il meraviglioso viaggio del Viaggiatore Turchino di Hal Benson.
Sì, la copertina è monocolore, ma dentro c’è un intero mondo dai deliziosi colori. Chiedo scusa a chi cerca fantasy o storie leggere, perchè questo non è nè l’uno nè l’altro. E’ una fiaba, una fiaba per adulti pregna di significati più alti, ma così leggeri che sembra quasi di volare.
INVERNO
Guanti e sciarpa: un libro con una trama invernale
 
https://i0.wp.com/www.qlibri.it/images/stories/jreviews/7438_NeilGaiman_1285329261.jpgOdd e il Gigante di Ghiaccio di Neil Gaiman.
E’ un piccolo, adorabile libricino per ragazzi firmato Gaiman. Le illustrazioni non sono molto per bimbi (forse neanche la storia) ma di sicuro possono apprezzarlo grandemente. Io l’ho amato, ma io amo qualsiasi cosa che abbia il nome Gaiman scritto sopra, quindi non faccio testo.

 

 

E voi? Quali sono le vostre risposte?

Fantàsia – Di impossibile non c’è niente

 

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Titolo: Di impossibile non c’è niente
Autore: Andrea Vitali
Prezzo: 12,90 euro
Data di pubblicazione: Gennaio 2014
Pagine: 160 p
Editore: Salani
Trama: Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c’è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt’intorno.
Per Gelso c’è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l’ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l’antico orgoglio? C’è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento?
Dopo il successo dei libri per ragazzi di Luis Sepúlveda e Daniel Pennac, Andrea Vitali incanterà i lettori bambini e quelli che lo ridiventeranno leggendo questa favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l’importanza della tradizione e dell’amore per la natura. Una storia magica che ha la grazia della fiaba e la forza di un romanzo.

No allora, siamo seri.
A me piacciono le storie tipo Sepulveda (La Gabbianella e il Gatto) con la Befana e Babbo Natale e gli animali che parlano e tutto.
Però Vitali no.
E’ la prima volta che lo leggo e penso che se scrive per gli adulti come scrive per i bambini stiamo freschi: perchè non ci siamo proprio.
Andrea, caro Andrea, ti dò un’informazione, anzi due: i bambini non sono scemi. E non conoscono la Divina Commedia, a meno che non si siano mangiati le pagine con l’omogeneizzato. Quindi è inutile che infarcisci un libro dedicato a loro (era questo il tuo intento, no?) con citazioni colte: non le capiscono. D’altro canto, capiscono benissimo quando una storia è stupida. E questa storia è stupida. Senza capo nè coda, non è neanche nonsense! Non c’è un’organicità, una processione lineare! Inserisce personaggi (troppi) a caso che fanno cose a caso.
Per carità, il messaggio è bellissimo: il bisogno che c’è di credere in questi personaggi, in un mondo troppo soffocato dal cemento e dalla fredda razionalità degli adulti e tutto il resto. E’ una cosa che adoro e in cui credo fermamente. Ma con il libro proprio non ci siamo.
Lo stile è quello che è: uno zibaldone tanto quanto il libro. Non si capisce quello che dice o dove vada a parare, frasi che si contraddicono le une con le altre, insomma, un vero macello.
I personaggi sono molto stereotipati, ma questo lo posso capire, visto che si tratta di un libro per giovani menti, anche se Babbo Natale che decanta versi non so che senso abbia, anche se è bellino. E contradditori, pure.
L’ambientazione è nonsense puro, ma non è male: è fantasiosa e piacevole (almeno quella).
Il finale non l’ho proprio capito, sinceramente: nonsense come tutto il resto, direi, ma ha dato la sua botta di vita.
Insomma, carina l’idea, ottimo il messaggio, buono l’intento. Pessimo il libro.

Voto: 2/5

Orient Express – Le figlie perdute della Cina

 

Titolo: Le figlie perdute della Cina
Autore: Xinran
Prezzo: 17,60 euro
Data di pubblicazione: 2010
Pagine: 252
Editore: Longanesi
Trama: «Hai mai sistemato una bambina?» Siamo in un villaggio di contadini nel cuore di una regione poverissima lungo il Fiume Giallo, in Cina. Siamo ai giorni nostri, ma in quella zona remota il tempo sembra essere immobile da secoli. «Hai mai sistemato una bambina?» chiede insistente una contadina del villaggio alla giornalista Xinran, durante un’intervista. La giovane sposa di campagna sa bene che è suo dovere dare alla luce un maschio, ed è convinta che ogni donna, come lei, quando mette al mondo una femmina sappia altrettanto bene cosa fare: deve trovare il modo di «sistemare» la bambina, di sbarazzarsi di lei. Deve, suo malgrado, abbandonarla.
L’abbandono delle bambine appena nate era, ed è tuttora, una pratica tristemente diffusa in Cina, e non solo nelle zone rurali, complici le ristrettezze economiche e una legge sulla pianificazione delle nascite che per anni ha imposto a ogni famiglia un figlio solo. Alle bambine più fortunate il destino ha riservato l’amorevole accoglienza di una famiglia adottiva in un paese occidentale. Per molte altre nascere femmina ha significato essere brutalmente uccise appena venute al mondo.
Grazie a un lavoro di ricerca e di inchiesta durato anni, Xinran dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi – contadine, studentesse, impiegate – che hanno abbandonato le proprie neonate sulla via di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina odierna per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate, una storia capace di lasciare il segno.


E’ nel giorno di Santa Lucia che mi accingo a scrivere questa recensione. Per qualche motivo mi sembra appropriato.
Ho pensato a lungo a questo libro, e a come scrivere questa recensione. Tuttora non so bene cosa dire o come impostarla.
Vi so solo dire che io non ho pianto: mai, dall’inizio alla fine, ho versato una sola lacrima. Non so se è perchè non sono madre, non sono adottata, non sono cinese o non sono umana, ma non ho pianto. Ma non ho smesso di pensarci da quando ho letto l’ultima lettera.
Questo libro mi ha lasciato con un peso nel cuore e tante domande senza risposta. O più che altro, tante risposte senza domande. O ancora meglio, senza nè le une nè le altre.
C’è un sacco di dolore in questo libro, insieme ad amarezza, rabbia e sgomento. Soprattutto dolore.
Qualcuno, leggendolo, potrebbe pensare: “Che fortuna essere nata in Occidente!”. Io ho provato la stessa sensazione di quando penso alla mia religione pagana e penso “Che fortuna essere nata nel 2000”. Perchè non siamo morte. Non abbiamo corso più rischi di un maschio, in questo. Quando siamo nate, solo la natura o il destino potevano porre fine alla nostra vita, di sicuro non il nostro sesso. Non qui e non ora. Da adulte è un’altra questione.
Non riesco a fare una recensione normale di questo libro. Sì, è scritto bene. Sì, è molto bello. Sì, trasmette molto. Questa sarebbe la mia recensione se mi attenessi allo schema normale. Ma stavolta ho bisogno di andare oltre. Ho il bisogno quasi fisico di farvi capire come mi sono sentita leggendolo e sopratutto quando l’ho risposto.
Ho bisogno di farvi capire che la mia fede nell’umanità non è sparita, che la speranza ce l’ho ancora, e che parte di essa viene da questo libro (sì, anche da questo), ma che in qualche modo non sono più così allegra come prima di aprirlo. Che io sapevo che nel mondo succedevano cose terribili come queste, ma che in qualche modo adesso mi hanno toccato seriamente.
Mi sento come se non avessi voglia di farci qualcosa, come se non volessi combattere queste ingiustizie. E’ così, naturalmente, ma ora come ora mi sento come se fossi rassegnata. Perchè una come me cosa può fare per aiutare bambine che in un altro Paese subiscono crudeli destini?
Ecco perchè ho scritto la recensione: se là fuori qualcuno, chiunque, ha il potere, decisionale o altro, di fare qualcosa, se il destino di qualcuno è di aiutare queste bambine, forse quello che dico adesso potrebbe farglielo incontrare. Quindi voi, là fuori, che mi leggete, se ancora non avete letto questo libro: fatelo.
Vi capiterà la stessa cosa che è successa a me: non guarderete più la Cina con gli stessi occhi.