Fantàsia – Il ritorno nella foresta

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Titolo:  Il ritorno nella foresta
Autore: Erin Hunter
Data di pubblicazione: 2003
Pagine: 282
Editore: Sonda
Trama: Per generazioni, quattro Clan di gatti selvatici hanno condiviso la foresta rispettando il codice guerriero dei loro antenati e cacciando ognuno nel proprio territorio. Tuttavia, il feroce Clan della Tenebra minaccia di estendere il proprio dominio, costringendo il Clan del Tuono ad affrontare una battaglia per la sopravvivenza senza esclusione di colpi. Nel frattempo Ruggine, un micio d’appartamento, ha deciso di abbandonare le comodità della vita coi Bipedi, diventando così una recluta del Clan del Tuono col nome di ZampadiFuoco. E proprio un’antica profezia aveva annunciato che “solo il fuoco può salvare il Clan”…

AhaincsbcyweBYVXVha!!!!
Gatti. Foresta. Avventura. Tradimenti. Intrighi. Battaglie. SCLERO.

Ho deciso, all’unanimità, tra me, me stessa e me medesima, che questo libro è bellissimo. Sia lode al Supremo Gatto per questo.

E’ un libro per ragazzi, partiamo da questo. Quindi è semplice, scorrevole, diretto, senza troppe metafore e pensieri filosofici. Quindi qual è, qual è, vi chiederete mai, il punto di forza di questo libro al punto che una polemica e rompiscatole come Rolly possa lanciarsi in lodi sperticate e scrosci di applausi a una mano sola? La risposta -squillo di tamburi,rullo di trombe- è la trama. Ebbene sì.

La trama è, incredibilmente, ricca di colpi di scena, veloce, incalzante e tuttavia non troppo intricata. E’ semplice da seguire (per intenderci, non è Game of Thrones), e tuttavia non è scontata. C’è azione, sopratutto. Sentimenti…nì: amicizia, lealtà, desiderio di libertà, ma giusto un vaghissimo accenno di romance e qualche momento angst. Giusto per non farci mancare niente.

Un’altra cosa molto apprezzabile sono i personaggi e l’ambientazione, che in questo caso vanno di pari passo: nel senso che l’ambientazione, che è semplicemente il mondo dei nostri giorni, è tutta vista attraverso gli occhi dei personaggi, i gatti. La loro organizzazione sociale, il loro sentire, i nomi che danno ai luoghi che li circondano, addirittura il loro sistema di misura, tutto aiuta a farci vedere il mondo coi loro occhi. Ed è spettacolare.
I singoli personaggi sono tratteggiati in maniera piuttosto semplice: c’è il maestro saggio, la regina giusta, il compagno un po’ scalmanato e quello timido e pauroso, e c’è Ruggine, il protagonista, che è il solito giovane protagonista un po’ scalmanato ma buono e nobile e generoso e tutto il resto. La cosa bella è che è piuttosto vanitoso, ma non riesce a darti fastidio, visto che è un gatto!

Insomma, si tratta di una lettura veloce e piacevolissima. L’unica pecca (ebbene sì, c’è anche quella) è il finale: è un finale troppo affrettato, che lascia in sospeso molte cose, nonostante non sia un cliffhanger (cioè, non termina con un colpo di scena). A modo suo, la vicenda è conclusa, ma c’è ampio spazio per un seguito (che andrò a leggermi tipo adesso).

Voto: 4/5

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