Fantàsia – Il clan della lupa

 

 

Una ragazza. Una profezia. Una guerra millenaria.
Dai Pirenei alla Sicilia, le streghe sono tornate.

Titolo: Il clan della lupa
Autore: Maite Carranza
Data di pubblicazione: Aprile 2007
Pagine: 320
Editore: Salani
Trama: Le cose non sono sempre quel che sembrano. Questa amara verità è ben nota ad Anaïd Tsinoulis, che ha quattordici anni ma è talmente piccola e magra da dimostrarne dieci; e quel che è peggio, sua madre Selene è una vera bellezza, sensuale e provocante. Certo, Anaïd è intelligente, ma a che cosa serve essere intelligenti quando nessuno ti vuole? Ma ecco che all’improvviso Selene scompare. Forse una fuga d’amore? Sconvolta e angosciata, Anaïd si ritrova sola, accudita dalla maldestra zia Criselda, sorella di sua nonna materna. Ancora una volta, le cose non sono quelle che sembrano: zia Criselda e le amiche di Selene – Elena, Gaia e Karen – parlano di cose sinistre e pericolose, di profezie e tradimento, e in una notte indimenticabile rivelano ad Anaïd la verità: che è una strega, come tutte loro; che la stirpe a cui appartengono è in guerra da millenni con una stirpe di streghe malefiche e vampiresche; che Selene era l’eletta, indicata da un’antica profezia come colei che avrebbe deciso le sorti dello scontro; e che avrebbe tradito, mettendo a repentaglio l’esistenza di tutte. Turbata dalla rivelazione, impressionata dai nuovi poteri che emanano da lei con incredibile energia, Anaïd comincia un difficile viaggio dentro se stessa e dentro la magia più oscura, nel tentativo di strappare sua madre alle forze del male e di compiere la propria iniziazione di strega…

Questo libro mi ha lasciata non poco perplessa. Non è brutto, ma non è neanche bellissimo. Proverò a spiegarmi.

La storia, in teoria, è un po’ un clichè: la giovane ragazza timida che in realtà ha grandi poteri che nessuno ha eccetera. Fin qui nulla di nuovo sotto il sole. Il fatto che però sia la madre a essere la prescelta di turno e non lei poteva creare un po’ di novità sulla trama. Di certo, a parte un minuscolo particolare che sarà ovvio a tutti appena si comincia a leggere il libro, la situazione è piuttosto nuova per questo genere di romanzi. Di sicuro, la situazione è totalmente confusa: Selene è buona? E’ cattiva? E’ davvero una Omar? Anaid è davvero sua figlia? Chi è la Odish con cui ha avuto una relazione (relazione? Les be honest)? E un sacco di altre domande che ti tengono incollata alle pagine perchè tu devi sapere, mannaggia la pupazza.
La storia è anche avvolta in una bella atmosfera di magia e mistero, con le streghe a metà tra Harry Potter e il paganesimo moderno (queste usano l’atam, un coltello magico a doppio taglio. Streghe, vi dice niente?).

Però. I personaggi mi sembrano un po’…ubriachi: si comportano come delle figurine di carta, non come delle persone. Specialmente Anaid, si intuisce vagamente il suo percorso, ma non viene mostrato bene. Anzi, tutta la vicenda è raccontata con uno stile un po’ nebuloso: i personaggi fanno cose e non si capisce bene perchè, ci sono descrizioni mancanti (Maite, amore mio, non puoi parlare del cielo stellato facendo dire ai tuoi personaggi “Ah, guarda, c’è la congiunzione dei pianeti” e stop. Descrivila sta congiunzione!), Anaid sembra sballottata qua e di là, non c’è sta gran profondità. POi anche il finale è un po’ tirato per i capelli.

Però non è un brutto libro…non so come spiegare, ha un’atmosfera magica, ma è tutto confuso. Non so, proverò a leggere il seguito, magari è migliorata.

Voto: 3/5

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